{"id":14,"date":"2001-09-03T00:00:00","date_gmt":"2001-09-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"14","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/14\/","title":{"rendered":"Salve, sono un appassionato di fisica e ultimamente sono molto affascinato \r\ndalle questioni riguardanti il disordine e la freccia del tempo. Quello che \r\nmi chiedo \u00e8 come possiamo definire matematicamente il disordine. Esso \u00e8 \r\nlegato a concetti come omogeneit\u00e0 o disomogeneit\u00e0 del sistema? O forse al \r\nnumero di variabili necessarie a descriverlo? o a qualcosaltro? Cerco di \r\nchiarirmi le idee pensando all&#8217;espansione libera o al mescolamento dei gas \r\nma non riesco a dare una definizione matematica. Perch\u00e9 quando i due gas \r\nsono mescolati il sistema \u00e8 pi\u00f9 &#8220;disordinato&#8221;? C&#8217;\u00e8 qualche legge \r\ndifferenziale che possa dare una sorta di campo scalare del disordine nello \r\nspazio?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L&#8217;idea di<br \/>\n        disordine in fisica e&#8217; molto precisa e viene data in un contesto preciso:<br \/>\n        quello dell&#8217;interpretazione statistica della termodinamica. Sui libri<br \/>\n        divulgativi si trovano spesso delle generalizzazioni del tutto fuori luogo<br \/>\n        e fuorvianti. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Passiamo<br \/>\n        alla definizione fisica di stato disordinato. Bisogna supporre di avere<br \/>\n        un sistema termodinamico che e&#8217; quindi un sistema MACROSCOPICO. Questo,<br \/>\n        all&#8217;equilibrio termodinamico e&#8217; caratterizzato da un suo stato termodinamico<br \/>\n        definito dai valori assunti da una scelta di <i>n<\/i> variabili termodinamiche<br \/>\n        indipendenti come temperatura, pressione, volume ecc&#8230; Dal punto di vista<br \/>\n        MICROSCOPICO, il sistema e` costituito da un numero N enormemente grande<br \/>\n        di costituenti elementari (molecole) il cui stato meccanico e&#8217; determinato,<br \/>\n        pensando ad esempio ad un gas monoatomico di atomi uguali, assegnando<br \/>\n        posizione e impulso di ciascuna molecola monoatomica. Quindi lo stato<br \/>\n        microscopico e&#8217; dato (ad un certo istante) da 6N numeri corrispondenti<br \/>\n        alle 3 componenti della posizione e alle 3 componenti dell&#8217;impulso di<br \/>\n        ciascuna molecola. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">E` chiaro<br \/>\n        che in generale ad uno stato macroscopico corrisponderanno tantissimi<br \/>\n        stati microscopici che, benche&#8217; differenti, danno luogo agli stessi valori<br \/>\n        delle variabili termodinamiche macroscopiche. Le seconde si ottengo nalle<br \/>\n        prime in termini di medie spaziali o temporali, ma non mi addentro nella<br \/>\n        complicata discussione. Diro&#8217; solo che l&#8217;ipotesi ergodica assume che,<br \/>\n        quando lo stato macroscopico e&#8217; fissato, lo stato microscopico continua<br \/>\n        ad evolvere ed attraversa tutti gli stati microscopici compatibili con<br \/>\n        lo stato macroscopico fissato. In termini generali si puo&#8217; dire che uno<br \/>\n        stato MACROSCOPICO S1 e&#8217; piu&#8217; disordinato di un altro stato macroscopico<br \/>\n        S2 quando il numero N1 di stati microscopici corrispondenti a S1 e&#8217; MAGGIORE<br \/>\n        del numero N2 di stati microscopici corrispondenti a S2. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Si puo&#8217; dare<br \/>\n        una misura del disordine di uno stato macroscopico, prendendo il logaritmo<br \/>\n        naturale del numero degli stati microscopici che gli corrispondono (l&#8217;uso<br \/>\n        del logaritmo tra le altre cose permette di lavorare con numeri relativamente<br \/>\n        piccoli). In realta&#8217; ci sarebbero da fare molte precisazioni su tale definizione<br \/>\n        in relazione ad alcuni problemi della termodinamica classica nelle definizioni<br \/>\n        date, risolti solo dalla meccanica quantistica (paradosso di Gibbs in<br \/>\n        particolare) ma ancora una volta non mi addentro. Il logaritmo di cui<br \/>\n        sopra, moltiplicato per una costante, la costante di Boltzman, e&#8217; quello<br \/>\n        che si chiama ENTROPIA statistica dello stato termodinamico (macroscopico).<br \/>\n        Attraverso questa interpretazione dell&#8217;entropia, mostrando che (con debite<br \/>\n        precisazioni) essa coincide con quella definita dalla termodinamica, si<br \/>\n        e&#8217; arrivati all&#8217;INTERPRETAZIONE del Secondo Principio della Termodinamica<br \/>\n        in termini di aumento del disordine. Nel senso specifico della parola<br \/>\n        &#8220;disordinato&#8221; spiegato sopra, il secondo principio afferma che se un sistema<br \/>\n        termodinamico isolato evolve dallo stato di equilibrio A allo stato di<br \/>\n        equilibrio B, il disordine di B non puo&#8217; essere inferiore a quello di<br \/>\n        A (in pratica pero&#8217; aumenta eccetto che in situazioni ideali). Cioe&#8217; nelle<br \/>\n        trasformazioni spontanee il disordine tende a non diminuire. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In realta&#8217;<br \/>\n        la definizione statistica di entropia permette di DIMOSTRARE il secondo<br \/>\n        principio purche&#8217; lo si intenda in senso piu&#8217; DEBOLE arrivando alla Formulazione<br \/>\n        Statistica del Secondo Principio. Precisando bene il significato di tutto<br \/>\n        quanto detto sopra si puo&#8217; mostrare che, in virtu&#8217; della sola legge delle<br \/>\n        probabilita&#8217;, se un sistema termodinamico isolato evolve, il suo stato<br \/>\n        termodinamico avra&#8217; maggiori probabilita&#8217; di evolvere verso uno stato<br \/>\n        piu&#8217; disordinato piuttosto che verso uno meno ordinato. I grandissimi<br \/>\n        numeri in gioco, fanno si che le differenze di probabilita&#8217; siano davvero<br \/>\n        enormi. Per cui, di fatto, i processi di evoluzione inversa di processi<br \/>\n        che normalmente diciamo irreversibili, corrispondenti a DIMINUZIONE spontanea<br \/>\n        del disordine, sono estremamente rari. Cosi&#8217;, il secondo principio in<br \/>\n        forma forte e&#8217; quello che si sperimenta nella realta&#8217; pratica anche se<br \/>\n        i processi irreversibili non sono in linea di principio vietati da nulla.<br \/>\n        I cosiddetti processi irreversibili in realta&#8217; sono tali solo con altaissima<br \/>\n        probabilita&#8217;, ma anche i processi inversi sono ammissibili e sarebbero<br \/>\n        osservabili pur di attendere un tempo sufficientemente grande. In realta&#8217;<br \/>\n        si parla di scali di tempo di attesa enormi: per processi elementari quali<br \/>\n        per es. quello in cui tutte le molecole di un gas rientrano spontaneamente<br \/>\n        dentro una bottiglia sono confrontabili con l&#8217;eta&#8217; del sistema solare.<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La formulazione<br \/>\n        statistica del secondo principio e&#8217; uno degli approcci possibili per cercare<br \/>\n        di capire come la direzione della freccia del tempo si concili con l&#8217;invarianza<br \/>\n        per scambio della direzione temporale della meccanica classica (in particolare<br \/>\n        con il Teorema del Ritorno di Poincare&#8217;).<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":243,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[],"class_list":["post-14","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-termodinamica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/243"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}