{"id":1391,"date":"2005-06-07T00:00:00","date_gmt":"2005-06-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2026-02-03T10:21:32","modified_gmt":"2026-02-03T09:21:32","slug":"1391","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1391\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere perch\u00e8 il giorno dura 24 ore. Che io sappia, 24 ore non corrispondono a una rotazione della terra attorno al suo asse, n\u00e9 a due passaggi consecutivi del sole al meridiano. Mi piacerebbe anche avere un cenno storico: quando e da chi \u00e8 stato instaurato il giorno di 24 ore, con la suddivisione in minuti e secondi."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 il quesito fa scaturire due diverse domande:<br>&#8211; perch\u00e9 e quando \u00e8 nata la suddivisione del giorno in 24 ore<br>&#8211; come si \u00e8 stabilita la durata del giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/astronomia\/obelisk.jpg\" alt=\"\" hspace=\"7\" align=\"right\">Per quanto riguarda la suddivisione del giorno, questa operazione \u00e8 piuttosto semplice. Basta osservare l&#8217;ombra proiettata da un palo piantato verticalmente nel terreno. Tracciando opportune linee, quindi disegnando una rudimentale meridiana, \u00e8 possibile dividere il d\u00ec in un numero arbitrario di parti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La divisione in 12 parti \u00e8 probabilmente di origine caldea, ma \u00e8 solo nel VII secolo a.C. che abbiamo sufficiente documentazione per affermare che i babilonesi dividevano il giorno in 12 ore, per mezzo di clessidre.<br>Tale numero deriva probabilmente dall&#8217;analogia con le 12 lunazioni dell&#8217;anno, oppure per comodit\u00e0 aritmetica.<br>La base duodecimale ha infatti il vantaggio di avere molti divisori: 6, 4, 3,<br>2. A confronto con i due soli divisori della base 10, essa risulta pi\u00f9 versatile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La suddivisione del giorno in 24 ore risale invece agli egizi: essi erano soliti dividere il giorno in 10 ore diurne, un&#8217;ora corrispondente all&#8217;alba, una al tramonto e 12 ore notturne. Naturalmente la durata di queste ore era variabile con la stagione, essendo uguale soltanto agli equinozi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I romani fino al III secolo a.C. si limitavano a dividere il giorno in d\u00ec (la parte illuminata del giorno) e notte, con il d\u00ec diviso tra <em>ante meridium<\/em> e <em>post meridium<\/em>, ovvero il mattino e il pomeriggio, separati dal culmine del Sole (mezzogiorno). Dopo la I guerra punica, i Romani portarono in citt\u00e0 una meridiana solare realizzata a Catania e, progressivamente, adottarono la divisione in 24 ore di Greci e Babilonesi. Tuttavia il sistema di computo romano del tempo era molto diverso dal nostro.<br>Innanzitutto, il giorno era diviso in dodici ore notturne (raggruppate in quattro <em>vigiliae<\/em> di tre <em>horae<\/em> ciascuna) e in dodici <em>horae<\/em> diurne. Il d\u00ec era per\u00f2 diviso in dodici ore dal tramonto all\u2019alba, cosa che portava ad avere ore di durata diversa a seconda della stagione, come mostra la seguente animazione tratta da WikiMedia.<\/p>\n\n\n\n<script type=\"application\/ld+json\">\n{\n  \"@context\": \"https:\/\/schema.org\",\n  \"@type\": \"VideoObject\",\n  \"name\": \"Ancient Roman time keeping: hora and vigilia duration\",\n  \"description\": \"Video esplicativo sulla suddivisione del tempo nell'Antica Roma: ore e vigilie.\",\n  \"thumbnailUrl\": \"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/1\/12\/Ancient_Roman_time_keeping_hora_vigilia_duration.webm\/640px--Ancient_Roman_time_keeping_hora_vigilia_duration.webm.jpg\",\n  \"uploadDate\": \"2023-01-01T08:00:00+08:00\",\n  \"contentUrl\": \"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ancient_Roman_time_keeping_hora_vigilia_duration.webm\",\n  \"embedUrl\": \"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ancient_Roman_time_keeping_hora_vigilia_duration.webm?embedplayer=true\"\n}\n<\/script>\n<iframe width=\"400\" height=\"418\" name=\"le ore del giorno hanno durata variabile\" frameborder=\"0\" loading=\"lazy\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write; web-share\" allowfullscreen src=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ancient_Roman_time_keeping_hora_vigilia_duration.webm?embedplayer=true\" \/><\/iframe>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I greci furono i primi ad ipotizzare di uniformare la durata delle ore, in modo da semplificare i calcoli astronomici. Ipparco propose infatti l&#8217;istituzione delle <span style=\"font-style: italic;\">ore equinoziali<\/span>, cio\u00e8 che avevano la stessa durata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo nel 1300, con l&#8217;avvento degli orologi meccanici, questa esigenza pot\u00e9 avere una adeguata realizzazione.<br>Tali meccanismi erano montati sulle torri civiche delle citt\u00e0, in modo da essere letti anche da grande distanza. Probabilmente per questo motivo nacque l&#8217;uso di dividere la giornata in due cicli di 12 ore: un quadrante suddiviso in ventiquattro settori sarebbe stato ben pi\u00f9 difficile da leggere, specialmente da lontano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attorno al 1600 gli orologi raggiunsero precisioni tali da fornire una sensata misura della suddivisione dell&#8217;ora in minuti e secondi. Il numero 60 relativo a queste suddivisioni deriva ancora dai babilonesi.<br>Del resto le stesse denominazioni le ritroviamo nelle suddivisioni angolari.<br>Per la suddivisione delle ore, quindi, possiamo dire che il concetto era gi\u00e0 pronto, ma mancava di supporto pratico. Con orologi che sbagliavano di mezz&#8217;ora, era privo di senso indicare un avvenimento con i minuti o addirittura i secondi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda la determinazione della durata del giorno, il discorso \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 complicato.<br>Come accenna il nostro lettore, esiste un periodo naturale, determinato dalla rotazione della Terra rispetto alle stelle fisse, chiamato per questo <span style=\"font-style: italic;\">giorno siderale<\/span>. Tuttavia i nostri affari quotidiani hanno a che vedere con l&#8217;astro per noi pi\u00f9 importante: il Sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo il suo moto \u00e8 alquanto irregolare. La conseguenza pratica, difficile da accettare per il senso comune, \u00e8 la seguente: <span style=\"font-style: italic;\">non \u00e8 vero che il Sole si ripresenta in cielo nello stesso punto ad intervalli di 24 ore<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-style: italic;\">Il giorno ha durata variabile nel corso dell&#8217;anno<\/span>. Non stiamo parlando del periodo di luce, che varia con la stagione, ma proprio della durata dell&#8217;intera giornata, cio\u00e8 tra due passaggi consecutivi del Sole in meridiano. Per maggiore precisione, gli astronomi lo chiamano <span style=\"font-style: italic;\">giorno solare vero<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La massima durata si ha attorno al 24 dicembre: il giorno dura 24 ore e 30 secondi. Invece attorno al 17 settembre il giorno dura 23 ore, 59 minuti e 39 secondi. Ci\u00f2 deriva dal fatto che la Terra percorre un&#8217;orbita ellittica e quindi il Sole \u00e8 visto muoversi con diversa velocit\u00e0 nel corso dell&#8217;anno. Inoltre, il suo moto avviene su un cerchio massimo (l&#8217;eclittica) che non coincide con l&#8217;equatore, pertanto lo spostamento in ascensione retta, che \u00e8 ci\u00f2 che interessa per la durata del giorno, varia con periodo semiannuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco che dunque il valore di 24 ore \u00e8 riferito ad un Sole fittizio, che si muove sull&#8217;equatore celeste con velocit\u00e0 pari alla media delle velocit\u00e0 durante l&#8217;anno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-1391","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calendari"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1391","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1391"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1391\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1391"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1391"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}