{"id":1389,"date":"2005-06-07T00:00:00","date_gmt":"2005-06-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1389","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1389\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere in che modo l&#8217;Antartide, con i suoi venti catabatici, influenza la circolazione delle correnti marine a livello globale e in che senso \u00e8 un fattore determinante per il Nino."},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">I venti catabatici sono originati dal raffreddamento ed addensamento di masse d\u2019aria sopra distese fredde come ghiacciai o montagne innevate. Per gravit\u00e0 l\u2019aria pi\u00f9 fredda tende a precipitare, e se la zona di incanalamento \u00e8 sufficientemente stretta, si originano venti molto forti.<br \/>I pi\u00f9 celebri venti del genere sono il Maestrale e la Bora, originati in inverno dal raffreddamento dell\u2019aria rispettivamente sulle Alpi occidentali che viene incanalata nella valle del Rodano e sulle alpi orientali, incanalata per le coste dalmate verso l\u2019Adriatico. Anche nelle regioni polari \u00e8 possibile la formazione di venti simili, che possono superare i 100 Km\/h.<\/p>\n<table width=\"520\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"0\" align=\"\" style=\"text-align: left; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00a0<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il fenomeno di <span style=\"font-style: italic;\">el Nino<\/span> \u00e8 viceversa connesso con la Oscillazione quasi biennale del Pacifico meridionale (QBO). Il nome di el nino origina dai pescatori peruviani che, in periodi spesso coincidenti al Natale (in spagnolo el nino indica Ges\u00f9 bambino), osservavano un anomalo riscaldamento delle acque superficiali e una pesca particolarmente scarsa. Tali periodi, che di solito durano per circa un mese, occasionalmente permangono per pi\u00f9 di un anno e sono accompagnati da cambiamenti della superficie marina (SSC) in vaste aree del Pacifico e della circolazione atmosferica ed oceanica planetaria. Ora il termine <span style=\"font-style: italic;\">el Nino<\/span> si riferisce solamente a queste situazioni anomale.<\/p>\n<p>Normalmente i trade winds del Pacifico sud orientale &#8211; venti stagionali molto costanti che spirano da SE a NO e favorivano la navigazione ed il commercio &#8211; allontanano le acque calde verso Ovest, lontano cio\u00e8 dalle coste sudamericane. Allora acqua profonda e pi\u00f9 fredda, ricca di nutrimento riemerge in prossimit\u00e0 delle coste generando il cosiddetto upwelling. <br \/>Un passo importante nella comprensione del fenomeno si \u00e8 avuto nel 1966 per merito di Jacob Bjerknes, che dimostr\u00f2 la relazione tra el nino e l\u2019oscillazione meridionale. Essa consiste in una variazione nella pressione atmosferica della fascia tropicale del Pacifico. Nel 1924 sir Gilbert Walker scopr\u00ec che la pressione atmosferica a Darwin era anticorrelata a quella che si aveva a Tahiti. <br \/>Bjerknes scopr\u00ec che el Nino compare quando il gradiente di pressione nel Pacifico tropicale inizia a scemare. Quando la pressione diminuisce ad Est e sale ad Ovest i trade winds vengono affievoliti tanto che, durante eventi particolarmente intensi di el Nino, cambiano direzione e spirano da Ovest ad Est. Questi cambiamenti impediscono allora il meccanismo dell\u2019upwelling e creano un riscaldamento anomalo delle acque oceaniche superficiali che migrando verso Est incontrano l\u2019America e vengono deviate verso Nord fino al Canada e verso Sud fino al Cile. <br \/>Per questa correlazione ci si riferisce congiuntamente ai fenomeni El Nino-Southern Oscillation (ENSO).<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" _moz_resizing=\"true\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Catabatici\/VentiCatabatici.jpg\" style=\"width: 393px; height: 272px;\" alt=\"\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\">Le onde di Rossby contribuiscono al trasporto di energia termica e meccanica dalle basse alle alte latitudini, attraverso la circolazione ciclonica e anticiclonica attorno a zone di bassa ed alta pressione rispettivamente. Vicino all\u2019equatore sono visibili i trade winds orientali, responsabili dello spostamento verso ovest delle acque calde superficiali del Pacifico orientale.<\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<\/div>\n<p>Resta ora da capire la connessione tra ENSO ed il clima Antartico. Vari studi hanno dimostrato fin dagli anni \u201970 connessioni tra le condizioni atmosferiche nel Pacifico Tropicale e quelle a latitudini pi\u00f9 elevate. Un\u2019esauriente spiegazione teorica tuttavia non \u00e8 ancora disponibile, tra l\u2019altro ci sono indizi molto pi\u00f9 forti sulla influenza della trasmissione di eventi di ENSO attraverso l\u2019emisfero Nord che attraverso l\u2019emisfero SUD. Sembra comunque che aree di forte convezione vicine all\u2019equatore possano fungere da innesco per onde di Rossby attraverso la vorticit\u00e0 generata da riscaldamento diabatico ( Hoskins e Karoly, 1981). Le Onde di Rossby sono onde planetarie che giocano un ruolo molto importante nel trasporto dell\u2019energia dall\u2019equatore verso i poli. Non entrando nei dettagli della generazione delle onde di Rossby, basti dire che la loro esistenza \u00e8 connessa alla alternanza di basse ed alte pressione ed alla circolazione ciclonica ed anticiclonica delle masse d\u2019aria attorno a queste. Si originano cos\u00ec moti meridiani che permettono lo scambio di calore tra zone a diversa latitudine. <br \/>The Savage nel 1988 ha esaminato gli effetti dell\u2019evento el Nino del 1982-83 sulle anomalie di temperatura e di vento in superficie alla stazione nel mare di Ross. Le sue analisi hanno mostrato che le condizioni anomale di freddo in quell\u2019area nell\u2019anno seguente l\u2019evento caldo erano associate ad un flusso catabatico pi\u00f9 intenso del solito dall\u2019interno. Non \u00e8 comunque chiaro quanto questo risultato possa essere generalizzato, in quanto il fenomeno del 1982-83 \u00e8 stato eccezionale.<\/p>\n<p>Sembra comunque che siano in generale gli eventi all\u2019equatore che influenzano il clima polare, e non viceversa.<\/p>\n<p>Per una trattazione completa del problema si pu\u00f2 consultare l\u2019articolo:<br \/>Turner, J. 2004. The El Nino-Southern Oscillation and Antarctica, International Journal of Climatology 24: 1-31 e bibliografia citata.<\/p>\n<p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":150,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[],"class_list":["post-1389","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meteorologia-e-climatologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/150"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1389"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1389\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}