{"id":1385,"date":"2006-02-16T00:00:00","date_gmt":"2006-02-15T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1385","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1385\/","title":{"rendered":"esistono metodi di analisi standardizzati per la misura della concentrazione di fibre di vetro disperse in un ambiente coibentato con lana di vetro ? In tal caso vi sono valori massimi di riferimento prescritti (o raccomandati) da enti nazionali e\/o stranieri ?\r\nGrazie."},"content":{"rendered":"<p>Vialattea si \u00e8 occupata di lana di vetro e di roccia alle seguenti pagine a cui faccio riferimento<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?numero=7817\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?numero=7817<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8256\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8256<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=2804\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=2804<\/a><\/p>\n<p>In particolare alla seconda risposta sono riportati due link alle schede internazionali di sicurezza che riportano i limiti massimi di esposizione dei due materiali.<\/p>\n<p>Per quanto <strong>riguarda l&#8217;analisi della fibra di lana di roccia e di vetro<\/strong> si segue l&#8217;analisi dell&#8217;amianto. L&#8217;aria che si suppone contenere particelle di fibra di vetro o di roccia viene filtrata con appositi filtri resistenti agli acidi forti in mod da eliminare tutte le sostanze e le particelle minerali solubili negli acidi. <\/p>\n<p>In seguito si procede all&#8217;analisi del filtro per individuare le fibre di lana di roccia e di vetro.<\/p>\n<p>Questa analisi viene effettuata da personale specializzato con microscopio ottico per anlisi generalizzata e conteggio totale, oppure con\u00a0microscopio elettronico a scansione (SEM) od infrarosso (IRM) per analisi dettagliata su ciascuna fibra a scoppo identificativo. Lo spettro a raggi X che si ottiene del SEM o lo spettro infrarosso che si ottiene dal IRM forniscono una risposta precisa sulla natura della fibra analizzata.<\/p>\n<p>La<strong> legislazione<\/strong> di riferimento in materia di amianto \u00e8 la seguente:<\/p>\n<ol>\n<li>D.M. 06.09.1994, allegato 2.<\/li>\n<li>Per la fibra di vetro:<\/li>\n<li>Circolare Min.Sanit\u00e0 , n. 172, 20 dicembre 1991 <\/li>\n<\/ol>\n<p>Riporto di seguito un estratto dalla circolare ministeriale (Rif. N.4 nella legislazione) poich\u00e8 riporta alcune definizioni e dettagli di interesse:<\/p>\n<p><strong>I.7 &#8211; Concentrazioni ambientali <\/strong><\/p>\n<p><strong>Livelli di esposizione negli ambienti di lavoro<\/strong> <br \/>Nonostante un metodo di riferimento per la determinazione delle MMVF aerodisperse negli ambienti di lavoro sia stato introdotto solo recentemente, numerose indagini ambientali sono state effettuate negli impianti produttivi di lana di vetro e roccia; nella tabella 1 sono riportate le concentrazioni medie di fibre respirabili riscontrate in impianti europei per la produzione di lana di roccia e di vetro, in diversi periodi. <br \/>I valori delle medie aritmetiche calcolati in indagini su diversi impianti sono tra loro abbastanza omogenei e danno valori intorno a 1\/10 di fibra per cm3; si differenzia il valore trovato nel 1980 su un impianto di produzione di lana di roccia con un valore molto prossimo ad una fibra per cm3. <br \/>Nelle tabelle 2, 3, 4 e 5 dono indicati i risultati delle indagini effettuate in tre stabilimenti in Italia; i risultati sono divisi tra prelievi per stabilire l\u2019inquinamento dell\u2019aria degli ambienti di lavoro e prelievi per valutare l\u2019esposizione lavorativa degli addetti nei tre stabilimenti esaminati. Per un dettaglio espositivo i risultati sono stati suddivisi anche per le diverse aree lavorative degli stabilimenti e, per quanto riguarda gli addetti, per le differenti mansioni. <br \/>Interessante risulta l\u2019esame dimensionale delle fibre rilevate con indicazione delle presenze percentuali delle fibre nelle varie classi granulometriche (tab. 6); si evidenzia come le fibre pi\u00f9 presenti (circa l\u201980%) sono quelle con diametri tra 1 e 5 micron mentre le lunghezze pi\u00f9 frequenti sono tra 10 e 30 micron. In una ulteriore tabella (n. 7) sono riportate le concentrazioni di MMMF aerodisperse nelle fasi applicative.; in queste situazioni, in qualche caso, si sono riscontrati valori abbastanza elevati, e comunque sempre al di sotto di una fibra, soprattutto allorch\u00e9 i materiali erano costituiti da lane minerali friabili. <\/p>\n<p><strong>Livelli di esposizione negli ambienti di vita<\/strong> <br \/>La valutazione dell\u2019eventuale inquinamento da fibre di vetro dell\u2019ambiente di vita deve tener conto di due situazioni tra loro ben differenti: <br \/>la prima situazione \u00e8 quella che si riferisce all\u2019ambiente di vita in generale, agli spazi aperti dove si \u00e8 gi\u00e0 detto le fonti inquinanti sono essenzialmente dovute alle emissioni degli stabilimenti di produzione ed alle emissioni pi\u00f9 diffuse, legate alle fasi di installazione di manufatti e, soprattutto, alle fasi di demolizione dei manufatti contenenti le lane di vetro e di roccia; <br \/>la seconda situazione \u00e8 quella che si verifica nell\u2019&#8221;indoor&#8221;, dove l\u2019inquinamento da fibre di vetro pu\u00f2 essere dovuto all\u2019impiego di vari materiali coibentanti nelle canalizzanti di conduzione di aria condizionata. Per quanto riguarda la prima situazione una valutazione dell\u2019inquinamento \u00e8 tutt\u2019altro che facile. <br \/>Le indagini per il controllo della presenza di fibre aerodisperse possono essere fatte utilizzando sistemi di analisi che fanno ricorso alla microscopia elettronica a scansione con sistemi di analisi puntuale a raggi X; sono sistemi di analisi particolarmente laboriosi e costosi. Sono stati spesso utilizzati per il controllo della presenza delle fibre di amianto, ma molto pochi sono i casi di indagini finalizzate al controllo delle fibre di vetro. <\/p>\n<p>Nel 1971 fu eseguita una ricerca per valutare le dispersioni di fibre vetrose, all\u2019esterno di tre edifici, originate dalla possibile erosione da sistemi di trasporto d\u2019aria rivestiti con pannelli in fibre di vetro. <br \/>Furono prelevati alcuni campioni d\u2019aria di livello dei tetti posti nel campus dell\u2019Universit\u00e0 californiana di Berkeley, nonch\u00e9 altri campioni d\u2019aria in altre zone. <br \/>Il metodo analitico \u00e8 stato la microscopia ottica a contrasto di fase e l\u2019analisi petrografica. <br \/>Le concentrazioni medie delle fibre vetrose a livello dei tetti sono risultate dell\u2019ordine dello 0,27 ff\/l (fibre per litro) con un intervallo compreso tra 0,05 e 1,2 ff\/l. <br \/>I risultati di queste ultime determinazioni potevano per\u00f2 includere anche fibre differenti da quelle di vetro ed avevano perci\u00f2 carattere solo indicativo. <\/p>\n<p>Lo stesso autore ha pubblicato nel 1976 i risultati di uno studio successivo nel quale i livelli atmosferici delle fibre vetrose sono stati determinati in 36 campioni di aria\/ambiente prelevati i varie localit\u00e0 della California. <br \/>I conteggi delle fibre vetrose sono stati eseguiti combinando i conteggi a microscopio ottico delle fibre con diametri maggiori di 2,5 micron, con i conteggi a microscopio elettronico delle fibre con diametri uguali o minori di 2,5 micron. <br \/>La concentrazione media delle fibre vetrose \u00e8 risultata di 2,6 ff\/l ed era circa 1\/3 del materiale fibroso totale nei campioni. <\/p>\n<p>Uno studio del 1985 riporta i risultati di un\u2019indagine finalizzata a determinare l\u2019entit\u00e0 dell\u2019inquinamento da fibre vetrose in una localit\u00e0 rurale ed in tre citt\u00e0 nella Germania Federale. Sono stati prelevati da 9 a 21 campioni di aria\/ambiente in ciascuna posizione, le analisi dei campioni sono state eseguite con il TEM (Transmission Electron Microscope). <br \/>La concentrazione media delle fibre vetrose variava da un minimo di 0,04 ff\/l nella localit\u00e0 rurale ad un massimo di 1,7 ff\/l in una delle tre citt\u00e0. I diametri medi delle fibre vetrose erano compresi nell\u2019intervallo tra 0,25 a 0,89 micron. <\/p>\n<p>Altre indagini sono state condotte ma senza un riferimento preciso alle fibre di vetro, in quanto mirate al controllo della presenza delle fibre minerali, sia naturali che artificiali, e tra quelle artificiali non \u00e8 possibile conoscere l\u2019apporto delle fibre vetrose. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019inquinamento da fibre vetrose negli ambienti confinati (&#8220;indoor&#8221;) si \u00e8 gi\u00e0 detto che questo \u00e8 direttamente correlato al rilascio di fibre da coibentazioni per l\u2019isolamento e da filtri negli impianti di aerazione. <br \/>In una recente rassegna vengono riportati (tab. 8) i risultati di una serie di indagini effettuate in ambienti confinati per la valutazione di MMMF. <\/p>\n<p>La Clinica del lavoro di Milano ha eseguito alcune indagini in spazi confinati al fine di valutare le dispersioni di fibre vetrose da soffitti coibentati da MMMF. <br \/>Sono state controllate le stazioni sotterranee della metropolitana milanese e vari uffici in un industria metalmeccanica. <br \/>Nella metropolitana milanese 14 stazioni presentavano controsoffittature in vari tipi di mianto e 4 stazioni in fibre vetrose. <br \/>I pannelli vetrosi contenevano fibre con diametri compresi tra 15 e 8 micron con limitate proporzioni (0,5-3%) di fibre vetrose respirabili. <br \/>In queste stazioni sono stati eseguiti complessivamente 18 campionamenti ambientali statici; le determinazioni sono state eseguite con microscopia ottica a contrasto di fase. <br \/>I risultati possono essere cos\u00ec sintetizzati: in una stazione (6 prelievi) le concentrazioni atmosferiche delle fibre vetrose respirabili sono risultate comprese nell\u2019intervallo tra 1,5 e 1.0 ff\/l, nelle restanti stazioni tali concentrazioni sono risultate tutte inferiori a 1 ff\/l. <\/p>\n<p>Gli uffici dell\u2019industria metalmeccanica in numero di 15, presentavano ai soffitti coibentature in fibre vetrose con diametri per il 95% circa compresi tra 20 e 5 micron; in 2 uffici tali coibentature erano visivamente deteriorate. <br \/>Negli uffici con coibentature integre le concentrazioni numeriche nell\u2019atmosfera delle fibre vetrose &#8220;regolamentate&#8221; sono risultate comprese tra 2,2 1,1 ff\/l; negli uffici con coibentature deteriorate le concentrazioni sono risultate comprese tra 2,8 e 2,4 ff\/l. <\/p>\n<p>Alcuni autori hanno effettuato delle prove in una galleria del vento appositamente studiata per valutare il grado di inquinamento causato dai pannelli in lana di vetro utilizzati per la coibentazione. <br \/>Si \u00e8 dimostrato che pannelli non trattati determinano un inquinamento calcolato tra 200\/500 ff\/l per mq di superficie esposta alla movimentazione dell\u2019aria. Le prove effettuate su superfici trattate con velo hanno fatto rilevare una dispersione di fibre del tutto trascurabile, non valutabile a livello quantitativo e comunque dello stesso ordine di grandezza del fondo. <\/p>\n<p><strong>I.8 &#8211; Metodiche d\u2019analisi<\/strong> <\/p>\n<p>\u00c8 da poco tempo che il controllo dell\u2019esposizione negli ambienti di lavoro alle fibre minerali artificiali viene effettuato attraverso il conteggio delle singole fibre con un\u2019indicazione delle caratteristiche dimensionali delle stesse per una valutazione di quelle respirabili (fibre regolamentate, lunghezze maggiori di 5 micron, diametri minori di 3 micron e rapporti di allungamento maggiori o uguali di 3). Fino a poco tempo fa infatti il controllo, mirato soprattutto agli impianti di produzione, veniva effettuato attraverso una valutazione ponderale del materiale particolato aerodisperso. <br \/>\u00c8 da poco tempo pertanto che sono stati messi a punto dei metodi d\u2019analisi per la valutazione del numero di fibre aerodisperse, come quello di riferimento introdotto per iniziativa del WHO (1981) che \u00e8 un metodo di microscopia ottica in contrasto di fase. Per la valutazione dell\u2019inquinamento da fibre nell\u2019ambiente di vita l\u2019impiego della microscopia ottica a contrasto di fase non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente ma si deve ricorrere alla microscopia elettronica a scansione (SEM) o alla microscopia elettronica a trasmissione (TEM). <br \/>Per valutare il livello di contaminazione di fibre vetrose nell\u2019ambiente di vita si conteggiano le fibre con le dimensioni di quelle regolamentate, essendo il limite inferiore del diametro compatibile con il potere risolutivo del microscopio utilizzato che si ricorda \u00e8, a livello teorico, per il microscopio a contrasto di fase di 0,25 micron, per il SEM 0,05 micron, e il TEM 0,005 micron. <br \/>\u00c8 evidente come la differente possibilit\u00e0 risolutiva dei 3 apparecchi analitici sopra riportati condizioni fortemente le valutazioni finali e come di conseguenza la microscopia analitica a trasmissione con il maggior potere risolutore e capacit\u00e0 di identificazione (TEM con area selezionata a diffrazione di elettroni (SAED) e analisi ai raggi X a dispersione di energia o a dispersione di lunghezza d\u2019onda (EDXA) sia la metodica migliore per l\u2019analisi delle fibre nell\u2019inquinamento generico dove le fibre vetrose costituiscono solo una piccola frazione di particolati aerodispersi fibrosi e non.<\/p>\n<p\/>\n<p\/>\n<p\/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-1385","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-inquinamento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1385"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1385\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}