{"id":1368,"date":"2005-05-29T00:00:00","date_gmt":"2005-05-28T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1368","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1368\/","title":{"rendered":"E&#8217; possibile che un individuo possa guarire da malattie pi\u00f9 o meno gravi usando soltanto la propria forza di volont\u00e0 senza aiuti esterni?"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"157\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/pseudoscienze\/cervello.jpg\" width=\"200\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">La domanda \u00e8 piuttosto impegnativa poich\u00e9 riguarda il complesso problema dell\u2019influenza della psiche sul corpo, relativamente al quale la scienza deve compiere ancora molti passi in avanti. <br \/>Mente e corpo sono state per molto tempo considerate due entit\u00e0 distinte dalle cosiddette concezioni dualistiche che attribuivano alla mente umana caratteristiche non fisiche. Tipica, ad esempio, la posizione di Cartesio che parlava di <em>res cogitans<\/em> (mente) e <em>res extensa<\/em> (corpo). <br \/>Le recenti scoperte delle neuroscienze, delle scienze cognitive e dell\u2019intelligenza artificiale tendono invece sempre di pi\u00f9 verso una concezione monistica in cui la mente \u00e8 semplicemente considerata una funzione del cervello e, quindi, di una parte del corpo. Nell\u2019ambito di una concezione monistica non meraviglia quindi che la mente e il corpo possano influenzarsi a vicenda. \u00c8 piuttosto evidente che il corpo possa influenzare la mente. Se, ad esempio, si ha un dolore fisico \u00e8 molto difficile non riuscire a pensarci. Vi sono tuttavia anche diverse evidenze quotidiane della possibilit\u00e0 che anche la mente possa influenzare il corpo. Se, ad esempio, guardo un film horror, lo stato d\u2019animo che si crea pu\u00f2 influenzare la frequenza del battito cardiaco, la sudorazione ecc.; se ho fantasie erotiche posso indurre determinate reazioni fisiologiche, ecc. <\/p>\n<p>Esistono anche dimostrazioni pi\u00f9 sofisticate di come la mente, e quindi la volont\u00e0, possano influenzare certe funzioni fisiologiche. Le principali sono il biofeedback e l\u2019effetto placebo. <br \/>Il biofeedback \u00e8 una tecnica, messa a punto negli anni sessanta, in cui un soggetto viene collegato a particolari strumentazioni in grado di evidenziare alcuni parametri fisiologici di cui di solito non siamo consapevoli, quali ad esempio la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Dopo opportuni allenamenti, i soggetti arrivano al punto di controllare volontariamente questi parametri e di poterli quindi variare a piacimento. <br \/>L\u2019effetto placebo consiste, come noto, nel miglioramento di alcune patologie in seguito all\u2019assunzione di sostanze farmacologicamente inattive, ritenute per\u00f2 efficaci da parte di chi le assume. Anche se spesso viene enfatizzato, la realt\u00e0 dell\u2019effetto placebo \u00e8 orami dimostrata e la percentuale media della sua efficacia si aggira sul 30%, variando molto ovviamente a seconda del tipo di patologia. <\/p>\n<p>Gli studi iniziali sul biofeedback suscitarono molto entusiasmo perch\u00e9 molti credettero che tale tecnica potesse avere importanti applicazioni terapeutiche. In realt\u00e0 al giorno d\u2019oggi la portata terapeutica del biofeedback \u00e8 stata molto ridimensionata. Le patologie che possono ricevere miglioramento da tale tecnica sono sostanzialmente le seguenti: emicrania, cefalea muscolo-tensiva, disordini dell\u2019apparato digerente, ipertensione e ipotensione arteriosa, anomalie del battito cardiaco (aritmie), epilessia, alcuni tipi di paralisi, disturbi del comportamento come l\u2019iperattivit\u00e0 e il deficit di attenzione, malattia di Raynaud (disturbo circolatorio che comporta un eccessivo raffreddamento delle estremit\u00e0). Anche l\u2019effetto placebo risulta avere un&#8217;elevata percentuale di successo per disturbi di origine tipicamente psichica, ma sembra del tutto ininfluente per patologie organiche gravi. <\/p>\n<p>In sostanza quindi non si pu\u00f2 dare una risposta assoluta alla domanda del lettore perch\u00e9 l\u2019effetto della mente, e quindi della forza di volont\u00e0, sullo stato di salute dipende essenzialmente dal tipo di patologia che si considera. <\/p>\n<p>Un settore di ricerca molto promettente e sul quale francamente si sa ancora abbastanza poco \u00e8 quello che riguarda l\u2019influsso delle condizioni psico-emotive sul sistema immunitario. Vi sono diverse evidenze che dimostrano come questo influsso possa essere reale. Ad esempio, malattie come l\u2019herpes hanno un decorso pi\u00f9 virulento in soggetti depressi e stressati. Un altro settore di studio interessante \u00e8 quello delle cosiddette remissioni spontanee di patologie anche gravi. La causa di tali remissioni non \u00e8 affatto nota ed \u00e8 probabile che esse dipendano da particolari reazioni del sistema immunitario che possono plausibilmente essere influenzate anche dalle condizioni psico-emotive del paziente. (Vale la pena osservare che anche molte comuni malattie guariscono spontaneamente, senza ausilio medico e\/o farmacologico). <\/p>\n<p>Sebbene sia innegabile che un benessere psico-emotivo possa influenzare positivamente lo stato di salute fisica, occorre tuttavia ridimensionare molte affermazioni particolarmente di moda negli ambienti alternativi e New Age. Spesso si sentono fare affermazioni straordinarie del tipo \u201cGuarisci il cancro con la volont\u00e0\u201d o simili. Tali affermazioni purtroppo non hanno mai avuto conferma. Propagandarle pu\u00f2 essere estremamente pericoloso per due motivi. Da un lato possono distogliere molti pazienti dal sottoporsi a terapie efficaci e risolutive. Dall\u2019altro possono generare profondi sensi di colpa e di frustrazione in coloro che purtroppo lottano senza successo contro gravi malattie, sentendosi implicitamente accusare di non avere sufficiente forza di volont\u00e0 per guarire. <\/p>\n<p align=\"justify\"><u>Nota:<\/u> ringrazio il Dott. Massimo Albertin, medico, e il Dott. Armando De Vincentiis, psicologo, per aver cortesemente letto la risposta prima della sua pubblicazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[75],"tags":[],"class_list":["post-1368","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-paranormale-e-medicina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1368","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1368"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1368\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}