{"id":1337,"date":"2005-05-02T00:00:00","date_gmt":"2005-05-01T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1337","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1337\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere quali paesi europei sono direttamente coinvolti dalla Corrente del Golfo poich\u00e8 ho trovato opinioni molto discordanti fra loro, in particolare la Svezia viene data direttamente influenzata secondo l&#8217;enciclopedia Encarta mentre nel libro delle medie viene riportato che la Svezia non \u00e8 interessata dalla Corrente del Golfo, come \u00e8 possibile?"},"content":{"rendered":"<p><title>Corrente del Golfo<\/title><\/p>\n<p><!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><\/p>\n<p><center><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"517\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/01animazione.gif\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\"><br \/>\nFigura 1 &#8211; Movimenti delle acque oceaniche dovuti alla Corrente del Golfo in prossimit\u00e0 del Golfo del Messico nei tre mesi che vanno dal 15 maggio al 13 agosto 2002.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<b><font color=\"0015FF\">La Corrente del Golfo<\/font><\/b> (Gulf Stream) \u00e8 in assoluto la corrente pi\u00f9 studiata nel mondo poich\u00e9 <b><font color=\"red\">da tutti \u00e8 riconosciuta come fondamentale regolatrice e stabilizzatrice del clima mondiale ed in particolare dell&#8217;Europa<\/font><\/b>.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/02GlobalCurrent.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\">Figura 2 &#8211; Le correnti oceaniche del nostro pianeta.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nLa ragione della discordanza rilevata dal lettore andrebbe chiesta all&#8217;autore del libro scolastico per Scuole Medie citato nella domanda; questo perch\u00e9 \u00e8 tale libro ad essere inesatto riguardo all&#8217;influenza della Corrente del Golfo sulla Svezia.<br \/>\nInfatti, la &#8220;benefica&#8221; influenza  della Corrente del Golfo si estende su tutta l&#8217;Europa occidentale, Scandinavia compresa; quindi anche la Svezia ha un clima meno rigido rispetto a quello che avrebbe se non esistesse la Corrente del Golfo.\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\nPotrebbe concludersi qui la risposta alla specifica domanda del lettore\u2026 Tuttavia, alla luce degli ultimi studi oceanografici e delle affermazioni di alcuni studiosi che paventano la &#8220;estinzione&#8221; o la deviazione della Corrente del Golfo, necessita proseguire per avere un quadro pi\u00f9 chiaro della situazione e dei suoi possibili sviluppi che, secondo alcuni esperti, sono gi\u00e0 in atto.<\/p>\n<p align=\"justify\">\nUna delle probabili ragioni della discordanza rilevata dal lettore (se il libro fosse di abbastanza recente edizione) potrebbe non essere un errore ma dovuta al fatto che l&#8217;autore del libro di testo sia sostenitore delle recenti ipotesi e delle ultime teorie relative alla Corrente del Golfo; pi\u00f9 avanti vedremo quali\u2026; intanto esaminiamo pi\u00f9 da vicino questa corrente conosciuta ormai da secoli e che attira sempre pi\u00f9 l&#8217;attenzione degli studiosi nel campo.<\/p>\n<p><\/p>\n<p><center><font size=\"+2\">La Corrente del Golfo<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<b><font color=\"0015FF\">La Corrente del Golfo<\/font><\/b> porta acqua calda tropicale dai Caraibi alla Scandinavia.<br \/>\n<b>Questa corrente sposta ben 74 milioni di metri cubi d&#8217;acqua per secondo alla velocit\u00e0 di 1 m\/s<\/b>. Parte dal Golfo del Messico e arriva a lambire le coste dell&#8217;Inghilterra, Irlanda, Norvegia, Islanda, riuscendo addirittura a superare Capo Nord e toccare la penisola di Kola e, pi\u00f9 attenuata, anche il Mare di Barents (per intenderci siamo ben oltre il circolo polare artico).<br \/>\nLa corrente del Golfo, nel suo tragitto dal Messico al Polo Nord, cede calore all&#8217;atmosfera; questo calore rende l&#8217;Europa mediamente pi\u00f9 calda degli Stati Uniti, per questo l&#8217;Islanda e la Scandinavia sono libere dei ghiacci polari.<br \/>\n<\/p>\n<p><center><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"316\" height=\"476\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/03GroeNorge.gif\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\"><br \/>\nFigura 3 &#8211; La Corrente del Golfo tra Groenlandia e Scandinavia tra le quali si trova l&#8217;Islanda.<\/font><\/center><\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"justify\">\nVia via che tale corrente si sposta verso nord, cede il suo calore diventando sempre pi\u00f9 fredda e salata; a questo punto s&#8217;inabissa, inverte il percorso e torna indietro percorrendo in profondit\u00e0 un lunghissimo tragitto che la conduce nei pressi del Golfo d&#8217;Alaska nell&#8217;Oceano Pacifico del nord. Qui riemerge in superficie e si orienta verso sud-ovest, oltrepassa il Capo di Buona Speranza per dirigersi a nord-ovest fino al golfo dal quale ha preso il nome. Da qui riprende il suo viaggio il cui ciclo dura circa mille anni, salvo rallentamenti futuri causati, seppur indirettamente, dalle attivit\u00e0 umane. Ma, come detto, dei fattori antropici parleremo pi\u00f9 in l\u00e0\u2026    <\/p>\n<\/td>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/04schema.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"-1\"><font size=\"1\">Figura 4 &#8211; Il percorso della Corrente del Golfo sia in superficie che in profondit\u00e0.<br \/>\nIn superficie: percorso bianco con frecce rosse.<br \/>\n  In profondit\u00e0: percorso blu con frecce azzurrine.<\/font><br \/>\n<\/font><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">\n<b>Quando le acque della corrente s&#8217;inabissano, cedono un&#8217;enorme quantit\u00e0 di <font color=\"red\" style=\"text-decoration: underline; color: rgb(51, 51, 51);\"><i>calore latente<\/i><\/font> che si espande nell&#8217;atmosfera investendo vastissime aree territoriali sotto tale atmosfera<\/b>.<br \/>\nE non si pensi che l&#8217;influenza di questo calore sia limitata alle nazioni pi\u00f9 vicine all&#8217;Oceano Atlantico; infatti, limitando l&#8217;espansione dei ghiacci, del freddo e soprattutto le abbondanti nevicate sull&#8217;Europa nord orientale, <b>fa s\u00ec che l&#8217;<i><font color=\"red\">effetto albedo<\/font><\/i><\/b> (cio\u00e8 la quantit\u00e0 di radiazione diretta solare che viene riflessa da un corpo, nel caso della neve fresca il 90% della radiazione incidente viene rispedita nello spazio prima che possa essere assorbita e trasformata in infrarossi e quindi in calore sensibile) a causa delle esigue nevicate <b>sia limitatissimo e che il fronte polare sia molto pi\u00f9 alto (pi\u00f9 a nord) rispetto ad altre zone del mondo<\/b>; di conseguenza il clima su tutta l&#8217;Europa \u00e8 pi\u00f9 mite di quanto potrebbe essere: anche zone continentali europee come la Boemia, la Polonia, la Germania, la Repubblica Ceca, la Slovacchia sono molto meno fredde di zone alla stessa latitudine e alla stessa distanza dal mare, come ad esempio il Canada o il basso bassopiano sarmatico orientale.\n<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/05ghiaccio.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 5 &#8211; Il ghiaccio riflettte il 90% dell&#8217;irradiazione solare. Ci\u00f2 impedisce ai raggi solari di riscaldare l&#8217;acqua sottostante la quale, riscaldata, aumenterebbe di volume provocando l&#8217;aumento del relativo livello. L&#8217;acqua calda, infatti, si espande e occupa maggiore spazio dell&#8217;acqua fredda.<\/font><\/center><\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/06hestate.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\">Figura 6<\/font><\/center><\/td>\n<td><center><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"388\" height=\"262\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/07hinverno.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\">Figura 7<\/font><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><font size=\"1\"><br \/>\nSia d&#8217;estate (fig. 6) che d&#8217;inverno (fig. 7), le acque oceaniche delle coste nord europee sono ben pi\u00f9 calde delle acque costiere del nord America poste alla stessa latitudine.<\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<p><center><font size=\"+2\"><b>La corrente del Golfo \u00e8 in pericolo?<\/b><\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nConsideriamo ora quanto preannunciato sopra circa le relativamente recenti ipotesi e le ultime teorie nonch\u00e9 previsioni sulla Corrente del Golfo; in proposito, nelle righe precedenti si \u00e8 fatto anche un breve cenno ai fenomeni antropici legati a questa &#8220;preziosa&#8221; corrente, di che si tratta? Come possono le attivit\u00e0 umane condizionare un fenomeno di cos\u00ec vasta scala planetaria e in base a quali elementi <b>molti studiosi<\/b>, gi\u00e0, da alcuni decenni e specialmente negli ultimi anni, <b>lanciano un allarme<\/b>? Qual \u00e8 il contenuto di questi ripetuti allarmi nel tempo?<\/p>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font size=\"+1\"><b><u>Il riscaldamento globale del pianeta<\/u>.<\/b><\/font>\n<\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/08AumTemp.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\"><br \/>\nFigura 8 &#8211; Il grafico indica l&#8217;aumento della temperatura media della Terra dagli anni Cinquanta ad oggi e le previsioni da qui al 2040.<\/font><\/center><\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Lo scienziato svedese Svente Arrhenius <b>avvertiva<\/b>, gi\u00e0 all&#8217;inizio del secolo scorso, <b>che bruciare combustibili fossili avrebbe potuto aumentare il livello atmosferico di anidride carbonica, creando un <span style=\"font-style: italic;\">effetto serra<\/span><\/b>.<br \/>\n<b><font color=\"red\">Oggi<\/font><\/b>, fatte eccezioni per la guerra nucleare e per l&#8217;eventuale caduta sulla terra di un enorme meteorite,<b> <font color=\"red\" style=\"text-decoration: underline; color: rgb(51, 51, 51);\">\u00e8 difficile immaginare un problema di portata maggiore dell&#8217;effetto serra<\/font><\/b><span style=\"text-decoration: underline; color: rgb(51, 51, 51);\">.<\/span>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<b><font color=\"red\">Il livello di CO<sub>2<\/sub> nell&#8217;atmosfera<\/font>, stimato in 280 ppm (parti per milione) prima della Rivoluzione Industriale, <font color=\"red\">\u00e8 aumentato da 317 ppm nel 1960 a 368 ppm nel 1999 &#8211; un aumento del 16 percento in soli quattro decenni<\/font><\/b>.\n<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">\n<b>L&#8217;idea che le emissioni di monossido di carbonio (CO) e di anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>)<\/b> (emissioni industriali, quelle del traffico automobilistico e delle centrali termoelettriche e quelle di altri gas a effetto serra) <b>possano provocare un cambiamento climatico \u00e8 stata seriamente discussa dagli scienziati sin dall&#8217;ormai lontano 1957<\/b>. L&#8217;argomento \u00e8 divenuto oggetto di dibattito pubblico per la prima volta solo durante l&#8217;estate terribilmente calda del 1998 e da allora c&#8217;\u00e8 stato un &#8220;crescendo&#8221; animato e accorato da parte della comunit\u00e0 scientifica nell&#8217;esprimere preoccupazione seria per i danni, futuri ma non lontanissimi, che saranno causati dall&#8217;aumento del riscaldamento globale della Terra dovuto all&#8217;effetto serra.<\/p>\n<p>A tutto questo va aggiunto che in una foresta pluviale in Costa Rica si \u00e8 recentemente scoperto, nelle annate pi\u00f9 calde, un rallentamento della crescita degli alberi e un forte rilascio di biossido di carbonio degli stessi. Secondo i promotori della ricerca, se tutte le foreste della Terra risultassero cos\u00ec sensibili al riscaldamento, le zone tropicali potrebbero ben presto diventare un&#8217;immensa sorgente di gas serra, invece di assorbirli. Un simile fenomeno permetterebbe un innalzamento globale della temperatura a una velocit\u00e0 molto pi\u00f9 elevata di quanto presumono le attuali stime.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font size=\"+1\"><b><u>Certezze, stime e proiezioni<\/u><\/b>.<\/font><br \/>\nNon \u00e8 contestato che l&#8217;incremento dell&#8217;effetto serra sia dovuto alle attivit\u00e0 umane, ma si discute ancora molto sulle sue possibili conseguenze e sui tempi dell&#8217;avvento di esse. Gli studi pi\u00f9 autorevoli sono stati effettuati per conto dell&#8217;ONU dall&#8217; IPCC (International Panel on Climate Change); un recente rapporto di questo comitato, di cui fanno parte centinaia di scienziati (IPCC WGI Third Assessment Report &#8211; SPM, pubblicato nel 2001), sostiene che il mondo si sta riscaldando:<\/p>\n<p>&#8211; <span style=\"font-weight: bold;\">la temperatura media superficiale globale \u00e8 aumentata nel 20\u00b0 secolo di circa 0,6 \u00b0C;<\/span><\/p>\n<p>&#8211; si \u00e8 previsto un aumento della temperatura superficiale globale media da 1,4 a 5,8 \u00b0C nel periodo 1990-2100: anche la velocit\u00e0 di riscaldamento dovrebbe aumentare rispetto al 20\u00b0 secolo.<\/p>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font size=\"+1\"><b><u>Conseguenze del riscaldamento<\/u>.<\/b><\/font>\n<\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/09iceberg.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\"><br \/>\nFigura 9.<\/font><\/center><\/td>\n<td><center><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"312\" height=\"312\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/10distaccoghiaccio.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 10.<\/font><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><font size=\"1\">Figura 9: un iceberg staccatosi dalla calotta polare artica.<br \/>\nFigura 10: un&#8217;immagine dal satellite Modis della NASA: un enorme blocco di ghiaccio, esteso  3250   Km<sup>2<\/sup>, quasi quanto la Valle d&#8217;Aosta, si stacca dalla piattaforma Larsen B, ancorata alla Penisola antartica (19 Marzo 2002).<br \/><br type=\"_moz\"\/><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font color=\"red\"><b>Il ghiaccio ai poli, in Groenlandia e nei ghiacciai di tutto il mondo si scioglie ad un ritmo impressionante<\/b><\/font> con l&#8217;aumentare della temperatura terrestre.<br \/>\n<b>Il ghiaccio e la neve sono in ritirata ovunque<\/b> e tutti gli scienziati concordano che l&#8217;aumento costante della temperatura causer\u00e0 dei seri danni nel corrente secolo.<\/p>\n<p align=\"justify\">\nLa corrente del Golfo, che oggi dona all&#8217;Europa un clima mite, <b><i>potrebbe<\/i><\/b> rallentare o interrompersi a causa delle acque fredde provenienti dallo scioglimento dei ghiacciai al Polo e lo scenario che si delinea sembra peggiore rispetto alle previsioni fatte finora dai glaciologi.<br \/><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\"><br style=\"color: rgb(0, 0, 0);\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font size=\"+1\"><b><u>Lo scioglimento della calotta polare<\/u><\/b>.<\/font><br \/>Ormai \u00e8 cosa certa che la calotta polare si sta lentamente e parzialmente sciogliendo e diminuendo, di conseguenza, non solo la sua superficie ma anche lo spessore dei suoi ghiacci.<br \/>\nIl ghiaccio del Polo Nord \u00e8 costituito da acqua dolce perci\u00f2 <b style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">il suo scioglimento apporta nell&#8217;oceano un&#8217;enorme quantit\u00e0 d&#8217;acqua dolce che diminuisce la salinit\u00e0 e la densit\u00e0 delle acque oceaniche riceventi<\/b>.<br \/>\nVia via che la salinit\u00e0 e la densit\u00e0 delle acque diminuiscono, esse, essendo meno pesanti, stentano sempre pi\u00f9 ad inabissarsi fino ad un verosimile arresto di tale inabissamento o, nella migliore delle ipotesi, ad una deviazione della Corrente del Golfo. Se si arrestasse lo sprofondamento delle acque della Corrente del Golfo, giocoforza s&#8217;interromperebbe anche la sua circolazione. Qualora diminuisse la profondit\u00e0 cui pervengono le acque nel loro inabissarsi, avverrebbe un rallentamento della circolazione e una probabile deviazione della corrente. Deviazione nel senso che, rallentando la velocit\u00e0, la corrente raggiungerebbe latitudini nord molto minori (vale a dire, arriverebbe  a posizioni pi\u00f9 a sud) rispetto a quelle odierne (vedi figura 11).<\/p>\n<p><center><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"401\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/11differenza.gif\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"1\">Figura 11 &#8211; <b>A sinistra<\/b>: la corrente del Golfo nel presente raggiunge latitudini nord molto alte nel nord Atlantico.<br \/>\nSi noti che le masse d&#8217;aria provenienti da ovest sono addolcite dal vapore umido e caldo rilasciato dalla corrente.<br \/>\n<b>A destra<\/b>: il disegno mostra la diminuzione di latitudine nord che raggiungerebbe la corrente qualora  rallentasse la sua velocit\u00e0. Le conseguenze di un tale e verosimile evento sono ovvie e intuibili anche tramite uno sguardo al disegno di destra dove si osserva che la massa d&#8217;aria fredda investirebbe direttamente il nord Europa senza essere mitigata dal calore rilasciato dalla corrente che scorre pi\u00f9 a sud.<\/font>\n<\/p>\n<p><\/center><\/p>\n<p><center><font size=\"+2\"><b>Conclusione<\/b><\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nDa alcuni anni <font color=\"red\"><b><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">un congruo numero di studiosi ritiene che si sia gi\u00e0 innescato il processo di rallentamento della Corrente del Golfo.<\/span><\/b><\/font> Le ipotesi che essi formulano sono ancora oggettto d&#8217;approfondimento, di discussione e di ricerca in seno alla comunit\u00e0 scientifica esperta di climatologia, di oceanografia e di altre discipline il cui studio consente, e consentir\u00e0 sempre pi\u00f9, di comprendere le evoluzioni in atto e quelle future.<br \/>\nNon proprio pochi sono gli scienziati che ipotizzano essere gi\u00e0 in atto l&#8217;inizio del rallentamento della Corrente del Golfo e un graduale aggravarsi del fenomeno che, paradossalmente condurrebbe ad una nuova pi\u00f9 o meno lunga glaciazione che potrebbe durare da qualche decennio a decine di migliaia d&#8217;anni.\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<b><u>I primi sintomi<\/u><\/b> di un tal evento, secondo tali studiosi, sarebbero da una parte <font color=\"red\" style=\"text-decoration: underline; color: rgb(51, 51, 51);\"><b>le estati sempre pi\u00f9 torride dell&#8217;ultimo decennio<\/b><\/font> e causate dall&#8217;aumento dell&#8217;effetto serra; dall&#8217;altra <font color=\"0015FF\" style=\"text-decoration: underline;\"><b>gli inverni sempre pi\u00f9 rigidi che colpiscono il nord Europa in questi ultimi anni<\/b><\/font>, &#8220;incrudimento&#8221; che, appunto, viene attribuito ad un minore effetto della benefica corrente sulle coste nord europee e sulla Scandinavia in genere.<br \/>\nSembra proprio un paradosso che un aumento globale della temperatura terrestre possa innescare una glaciazione nelle aree europee pi\u00f9 settentrionali. Tuttavia i ragionamenti, addotti da chi sostiene tale tesi e altre correlate, fanno s\u00ec che tali ipotesi appaiano verosimili.<br \/>\n\u00c8 per tutto quanto detto in questa parte conclusiva che all&#8217;inizio s&#8217;ipotizzava che l&#8217;autore del  testo scolastico citato del lettore non fosse in errore ma aderente a queste ultime teorie che vedono gi\u00e0 la Scandinavia soggetta ad un &#8220;incrudimento&#8221; del clima causa la presunta esclusione dal beneficio apportato dalla corrente del Golfo.<\/p>\n<\/p>\n<p><center><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/12apr1998.gif\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 12 &#8211; Temperature in \u00b0C delle superfici oceaniche in data 26 aprile 1998.<\/font><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/13apr2005.gif\" alt=\"\" style=\"width: 619px; height: 315px;\"\/><br \/><font size=\"1\"><br \/>\nFigura 13 &#8211; Temperature, in gradi Fahrenheit, delle superfici oceaniche in data 22 aprile 2005.<\/font><\/p>\n<p><\/center><\/p>\n<p><\/p>\n<p><b><i>Conversione delle temperature<\/i><\/b> da gradi Fahrenheit a gradi Celsius e viceversa:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"29\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/15form1.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\ncio\u00e8 nove quinti di \u00b0C cui aggiungere 32<br \/>\nEsempio: <b>20 \u00b0C<\/b> corrispondono a <b>20 : 5 x 9 +32 = 4 x 9 + 32 = 36+32 = 68 \u00b0F<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"220\" height=\"31\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/16form2.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\ncio\u00e8 cinque noni della differenza (\u00b0F &#8211; 32)<br \/>\nEsempio: <b>77 \u00b0F<\/b> corrispondono a <b>(77 &#8211; 32) : 9 x 5 = 45 : 9 x 5= 5 x 5= 25 \u00b0C<\/b><\/p>\n<p><\/p>\n<p><center>Ecco cosa accadrebbe se la temperatura superficiale della Terra aumentasse, in media, di 1 \u00b0C<\/center><br \/>\n<center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CorrenteGolfo\/14globwarm.gif\" alt=\"\" style=\"width: 631px; height: 350px;\"\/><\/center><\/p>\n<p><\/p>\n<p><b><br \/><\/b><span style=\"text-decoration: underline;\"><font size=\"3\">Link consigliati<\/font><\/span><font size=\"3\">:<\/font><br \/><a href=\"http:\/\/www.meteogs.it\/Climat_MeteoGS.htm \">http:\/\/www.meteogs.it\/Climat_MeteoGS.htm<\/p>\n<p><\/a><br \/><a href=\"http:\/\/jekyll.sissa.it\/index.php?document=219\">http:\/\/jekyll.sissa.it\/index.php?document=219<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/jekyll.sissa.it\/index.php?document=219\">http:\/\/digilander.libero.it\/MeteomondoForli\/pagine\/pagine_secondarie\/meteo_mondo\/Climatologia%202.htm<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":213,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[],"class_list":["post-1337","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meteorologia-e-climatologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/213"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1337"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1337\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}