{"id":1294,"date":"2005-04-03T00:00:00","date_gmt":"2005-04-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1294","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1294\/","title":{"rendered":"Salve, vorrei sapere il metodo di formazione delle centinaia di &#8220;Sfere del Costarica&#8221; e delle migliaia di esagoni del &#8220;Selciato dei giganti&#8221; in Irlanda del Nord. Se fosse possibile, anche alcuni indirizzi internet, dove si pu\u00f2 approfondire l&#8217;argomento. Grazie."},"content":{"rendered":"<p><title>Untitled-2<\/title><\/p>\n<p><!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><\/p>\n<p><center><font size=\"+3\">LE SFERE MISTERIOSE<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nIl 18 settembre 1502 imperversava sull&#8217;oceano una violenta tempesta. Una nave e il suo equipaggio lottavano con ostinazione contro i marosi. Onde gigantesche si abbattevano sul ponte della nave schiacciando carico e uomini. La furia del vento stracciava la velatura, il mare sballottava la nave tanto da rendere arduo tenere il timone e la rotta. Il tempo passava e la tempesta non accennava a calmarsi, l&#8217;equipaggio era all&#8217;estremo delle forze. Sembrava tutto perduto quando all&#8217;orizzonte si profilarono i contorni di una costa non riportata dalle carte nautiche. Pareva spuntata dal nulla, come inviata dalla provvidenza. Fu all&#8217;interno di quelle coste che trovarono rifugio e salvezza.<br \/> <br \/>\nEra una terra mai vista, con un abbondante vegetazione da frutto, un paesaggio magnifico e una popolazione generosa e ospitale che si prodig\u00f2 a portare aiuto e ristoro. L&#8217;ammiraglio al comando degli uomini era Cristoforo Colombo, al suo quarto viaggio che lo doveva portare verso il Catai. Egli rimase impressionato da quel luogo e lo chiam\u00f2 &#8220;<span style=\"font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 128, 128);\">costa ricca<\/span>&#8220;, cio\u00e8 Costarica.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" alt=\"\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CostaricaImg\/01costarica-karte.jpg\"\/><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nDa quel momento inizi\u00f2 la colonizzazione del posto. Con gli anni i popoli di quella terra si fusero con i colonizzatori e diedero vita ad una nuova e ben distinta razza.<br \/>\nDel popolo che migliaia di anni fa abit\u00f2 quei luoghi rimangono numerosi, enigmatici reperti, unici nel loro genere perch\u00e9 non comuni a nessun&#8217;altra civilt\u00e0, rimasti senza soluzione: <b><u>centinaia e centinaia di <\/u><\/b><u>&#8220;<font color=\"red\"><b><u>sfere di pietra<\/u><\/b><\/font><\/u>&#8220;.\n<\/p>\n<p><center><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"242\" height=\"340\" align=\"top\" alt=\"\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CostaricaImg\/02pallevilla.jpg\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Sfere poste come ornamento nel giardino di una villa.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nChi visita il Costarica le pu\u00f2 vedere ovunque, nelle piazze, fra i monumenti, davanti alle ville, nei giardini, notate solo dai turisti, perch\u00e9 per gli abitanti sono divenuti solo un tipo comune di ornamento. Se ne vedono di tutte le grandezze, fino a 2 metri e mezzo di diametro, ritrovate nel sud del paese e disseminate in ogni dove.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" alt=\"\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CostaricaImg\/03pallapiazza.jpg\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Una sfera posta come ornamento al centro di una piazza cittadina.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nSono talmente numerose che si possono trovare anche abbandonate lungo le solitarie strade periferiche a sud della capitale San Jos\u00e9.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" alt=\"\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CostaricaImg\/04pallastrada\"\/><br \/>\n<font size=\"-1\"><font size=\"1\">Nella periferia di S. Jos\u00e9, la capitale della Costarica<\/font>.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nSolo una minoranza si trova ancora nel suo alloggiamento originale, sepolte nel terreno o fra la vegetazione a causa del loro considerevole peso.<br \/> <br \/>\nNon si comprende perch\u00e9 siano state sparse per migliaia di chilometri, anche in luoghi lontani dalle zone abitate e a volte inaccessibili per l&#8217;uomo.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" alt=\"\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CostaricaImg\/05pallaerba.jpg\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Sfera rimasta nel suo alloggiamento originale.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<b>Furono scoperte per la prima volta<\/b> durante il disboscamento della foresta, operato dalla <i>United Fruit<\/i> nord americana per impiantare piantagioni di banane. Durante i lavori iniziarono ad apparire decine e decine di sfere. Il luogo fra l&#8217;altro \u00e8 uno dei pi\u00f9 inospitali e selvaggi dell&#8217;America; vi proliferano serpenti e ragni fra i pi\u00f9 velenosi e insetti fastidiosissimi. Molte sono state scoperte nel delta del fiume Diquis, ma anche a Palmar Sur, Buenos Aires, nel Guanacate. La maggior parte \u00e8 stata rinvenuta a Palmar Sur.<br \/>\n<font color=\"red\"><b>Finora nessuno \u00e8 stato in grado di stabilire con precisione a quale epoca risalgono, nessuno sa chi le ha scolpite e il motivo di questo notevole lavoro<\/b><\/font><b>.<\/b><br \/> <br \/>\nEsaminando il materiale con il quale sono costituite, <b>si presumono antiche di duemila anni<\/b>. Le proporzioni geometriche sono pressoch\u00e9 perfette: con quattro metri e mezzo di circonferenza si verifica uno scarto di soli 6 millimetri; <b>tale precisione fa desumere che la popolazione produttrice conoscesse la matematica<\/b>. Il tipo di granito usato proviene da luoghi lontani; la cava pi\u00f9 vicina si trovava su monti a 50 chilometri dal delta del Diquis: un vero mistero il loro trasporto e la collocazione.<br \/>\nSe gli artefatti venivano formati nella cava non era affatto facile controllare la discesa delle sfere di sedici tonnellate. Non era semplice neanche lo spostamento, attraverso luoghi impervi, dei blocchi di pietra di 3 metri di lato dal ragguardevole peso di ventiquattro tonnellate, dai quali si ricavavano le sfere pi\u00f9 grandi.<br \/>\nAlcune sfere sono state ricavate dal &#8220;coquina&#8221;, pietra simile al calcare presente sulla foce del Diquis, pi\u00f9 semplice da trasportare utilizzando alcune zattere.<br \/>\nIl loro peso senz&#8217;altro ha determinato la difficolt\u00e0 del trasporto tant&#8217;\u00e8 che a causa della loro mole sono sprofondate a poco a poco nel corso di duemila anni nel terreno dove sono rimaste fino al momento della loro scoperta.<br \/>\nPer quanto riguarda <b>il metodo di lavorazione usato<\/b>, \u00e8 stato dedotto dagli studiosi, osservando la manifattura degli oggetti in oro rinvenuti, che <b>la pietra veniva sottoposta ad alte temperature<\/b> e successivamente raffreddata. Questo metodo  permetteva la rimozione degli strati esterni. <b>L&#8217;ultima levigazione veniva eseguita con sabbia o con cuoio<\/b>.<br \/>\n<b>Ne sono state ritrovate a centinaia, concentrate per lo pi\u00f9 nella regione meridionale nei pressi di un paese chiamato Bolas, che non a caso significa &#8220;Sfere&#8221;<\/b>.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<b><u><font color=\"red\">L&#8217;unico che ha cercato di fornire una plausibile spiegazione<\/font><\/u><\/b> a questi strani reperti \u00e8 stato lo studioso russo <b>Ivan Zapp<\/b>.<br \/>\nStudiando la carta geografica del luogo si avvide che tracciando una rotta da Bolas, si giungeva a Uvita sulla costa del Pacifico, altro importante luogo ove si trovavano moltissime sfere.<br \/>Uvita \u00e8 lo stesso sito citato da Lothrop, archeologo dell&#8217;universit\u00e0 di Harward, che ha studiato a lungo il fenomeno. Le pietre sono state quasi tutte rimosse ma la cittadina era stata un importante porto pre-colombiano. Prolungando le linee sulla carta, si incrociava il Monte Chirip\u00f2 di 3.800 metri, zona attualmente divenuta parco nazionale. Sul monte c&#8217;\u00e8 un sentiero chiamato &#8220;Sentiero del camposanto della macchina dell&#8217;oro&#8221;.<\/p>\n<p>Una leggenda racconta che vi fu sepolto migliaia di anni fa un oggetto definito una &#8220;macchina volante&#8221;. Sulla sua vetta esistono le tracce dell&#8217;intervento umano sulle pietre conosciute come le &#8220;<i><b>creste<\/b><\/i>&#8220;.<br \/>\nNonostante che le sfere siano state rimosse dal luogo di origine, attraverso le testimonianze dei nativi e sulla base di quelle trovate ancora in loco, <b>\u00e8 stato possibile annotare sulle carte la loro iniziale ubicazione<\/b>. Di conseguenza sono state stilate, da Samuel Lothrop, nuove mappe che riportano il punto esatto in cui erano state situate queste sfere. \u00c8 emerso, cos\u00ec, che queste <b><font color=\"#0015ff\">erano allineate con le stelle e indicavano rotte navali sconosciute che partendo dal Costarica, toccano le Galapagos e arrivano fino all&#8217;isola di Pasqua<\/font><\/b>. <b>Quindi le sfere dovrebbero indicare le stelle che guidano i marinai attraverso l&#8217;oceano e anche dove fare scalo durante il lungo viaggio verso l&#8217;arcipelago della Polinesia<\/b>.<br \/>\n<u>Sembra che alcune di queste rotte attraversino gli oceani e conducano fino all&#8217;Asia Minore<\/u>.<\/p>\n<p>Una dimostrazione indiretta che <b>le sfere segnalavano rotte marine<\/b> ci viene dal libro di David Lewis &#8220;We the navigators&#8221;, nel quale l&#8217;autore racconta che gli antichi navigatori polinesiani si chiamavano &#8220;Teuvitas&#8221; e insegnavano ai loro figli come riconoscere le stelle che servivano come punti di riferimento per raggiungere terre lontane.<\/p>\n<p>Per far questo usavano delle pietre con le quali indicavano dove si sarebbe trovata una determinata stella in un dato giorno dell&#8217;anno. Il giorno della partenza veniva indicato dall&#8217;allineamento delle pietre con le stelle che a loro volta tracciavano la rotta da seguire per giungere al luogo desiderato.<\/p>\n<p>Nel podere &#8220;<i>Il silenzio<\/i>&#8220;, a Palmar Sur, un gruppo di quattro sfere, lasciate nel loro punto originale, forma un quadrilatero con direzione nord-sud. In questo luogo si trova anche la sfera pi\u00f9 grande il cui diametro supera i 2 metri.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" alt=\"\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CostaricaImg\/06pallasilenzio.jpg\"\/><br \/><font size=\"1\">Nel podere &#8220;Il silenzio&#8221; a Palma Sur.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nCome si \u00e8 accennato, Uvita \u00e8 il nome della cittadina ove si trovarono numerose pietre e anche quello dell&#8217;isola davanti alla quale fece scalo Cristoforo Colombo. Un&#8217;usanza comune nello stilare le vie di navigazione.<br \/>\nA venti chilometri dalle coste del Costarica si trova l&#8217;isola di Cano, riserva biologica del Parco Nazionale di Corcovado, di circa duecento ettari, un tempo sacra necropoli indiana. Anche qui vi sono numerose sfere di pietra simili a quelle del Diquis.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" alt=\"\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CostaricaImg\/07palleCorcovado.jpg\"\/><br \/><font size=\"1\">Sfere nell&#8217;isola di Cano inclusa nel Parco Nazionale di Corcovado.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<b><u><font color=\"red\">Comunque il mistero rimane senza soluzione<\/font><\/u> perch\u00e9 non vi \u00e8 niente di certo, siamo all&#8217;oscuro del perch\u00e9 di questa strana lavorazione, non sappiamo chi furono gli artefici e quale tecnica usarono per ottenere una perfetta sfericit\u00e0 da pietre di venti tonnellate<\/b>.<\/p>\n<p>La loro rimozione per trasformarle in oggetti ornamentali non ha facilitato la ricostruzione della loro storia, anzi ha dato adito a speculazioni di ogni genere.<br \/> <br \/>\nRicercatori come Eric Von Daniken le presentano come raffigurazioni di oggetti volanti dalla forma sferica, pi\u00f9 idonei, a suo dire, per intraprendere viaggi interstellari. La forma sferica, col suo movimento rotatorio, darebbe origine a una forza di gravit\u00e0 artificiale cos\u00ec da permettere all&#8217;equipaggio di viaggiare comodo e sicuro.<br \/>\nPer sostenere la tesi, vengono presentati i disegni di astronavi sferiche, dei grafici, delle collane di fantascienza. Viene citata una serie di reperti archeologici che si riferiscono a raffigurazioni di oggetti sferici.<br \/>\n<b>Nel Museo Antropologico di Citt\u00e0 del Messico<\/b>, sopra un attrezzo da cerimonia si pu\u00f2 osservare un dio al centro di una sfera; il famoso Disco Azteco viene presentato come la raffigurazione di un astronauta dentro una sfera. Nei sigilli sumeri gli D\u00e8i fuoriescono da sfere o, addirittura, le cavalcano.<\/p>\n<p><b>In Egitto<\/b>, nella Valle dei re, e nel Tempio di Luxor si trovano sfere alate.<br \/> <br \/>\n<b>La famosa stele di Naram-Sin<\/b> riporta in alto il Sole, la Luna e una sfera volante.<br \/>\nLe sfere del Costarica non sono i soli reperti sferici in pietra ritrovati, se ne possono osservare altri, seppur di foggia diversa e non perfettamente sferici, sparsi sulla spiaggia di Moeraki, in Nuova Zelanda.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" alt=\"\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CostaricaImg\/08pallazelanda.jpg\"\/><br \/><font size=\"1\">Sulla spiaggia di Moeraki in Nuova Zelanda.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nReperti simili sono stati casualmente dissepolti in Serbia nei pressi di un fiume. Le sfere presentano un diametro compreso fra i 30 cm e i 3 metri.<br \/> <br \/>\nAnticamente nel territorio era presente la cultura Vinca (4.500 a.C.) di cui rimangono rappresentazioni di divinit\u00e0 simili a quelle di Ubaid e Sumere. Le sfere rinvenute non si possono ascrivere a tale cultura.<br \/> <br \/>\nOltre che ipotizzarle come rappresentazioni di &#8220;navi extraterrestri&#8221; si considerano oggetti di culto, indicatori di siti astronomici, oppure &#8220;accumulatori di energia tellurica&#8221;.<br \/> <br \/>\nSono solo supposizioni, ma \u00e8 singolare che le sfere rinvenute in Serbia sembra emettano vibrazioni di natura elettrica, registrate anche dagli apparecchi audiovisivi.<\/p>\n<p><b>Le sfere Costaricane risalgano sicuramente a tempi molto remoti ma non certi e si suppone che siano i resti di un&#8217;antica e avanzata cultura marinara andata perduta nel tempo<\/b>. <\/p>\n<p><center><\/p>\n<hr\/>\n<p><\/p>\n<hr\/>\n<p><\/center><br \/>\n<center><font size=\"+2\">IL SELCIATO DEI GIGANTI (Giant&#8217;s Causeway)<\/font><\/center><br \/>\n<br \/>\n<center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Selciato\/01cause4.jpg\" alt=\"\"\/><\/center><\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Selciato\/02selciatogiga.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\">Qui sopra: due fotografie del &#8220;Selciato dei Giganti.<\/font><\/p>\n<p><b>Il &#8220;selciato dei Giganti&#8221; si trova nel nord Irlanda nella Contea di Antrim<\/b>.<\/p>\n<p><\/center><\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Selciato\/03cartinafinale.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"-1\">Cartina dell&#8217;Irlanda del Nord; in evidenza la zona in cui si trova il &#8220;Selciato dei Giganti&#8221; (Giant&#8217;s Causeway).<\/font><\/center><\/p>\n<p><center><font size=\"+1\"><b><br \/>LA LEGGENDA<\/b><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 esiste, nello stretto che separa la Gran Bretagna dall&#8217;Irlanda, la colata di lava che somiglia tanto ad un ciclopico selciato? \u00c8 semplice: perch\u00e9 in passato due giganti, uno su un&#8217;isola e uno sull&#8217;altra, hanno cominciato a costruire questo selciato per incontrarsi a met\u00e0 strada e gareggiare tra loro; cos\u00ec \u00e8 nato quello che fu denominato &#8220;<b><i><font color=\"red\">Selciato dei Giganti<\/font><\/i><\/b>&#8220;!<br \/>Secondo la leggenda, le colonne di basalto di questa suggestiva formazione geologica sarebbero i gradini di pietra usati da alcuni giganti mitologici per attraversare il mare dall&#8217;Irlanda alla Scozia. In realt\u00e0 l&#8217;origine del Giant&#8217;s Causeway (Selciato dei giganti) \u00e8 di diversa natura: i lastroni sono il risultato di fenomeni di vulcanismo subacqueo avvenuti nei fondali marini centinaia di migliaia d&#8217;anni fa.<\/div>\n<p><\/center><\/p>\n<p><\/p>\n<p><center><font size=\"+1\"><b>I BASALTI COLONNARI<br \/><\/b><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il &#8220;<span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">Selciato dei Giganti<\/span>&#8221; \u00e8 un tipo di roccia basaltica chiamata &#8220;<font color=\"#0015ff\">basalto colonnare<\/font>&#8220;.<b><font color=\"red\"><br \/>I basalti colonnari sono maestose formazioni basaltiche<\/font><\/b> la cui presenza evidenzia nel territorio un&#8217;attivit\u00e0 eruttiva submarina o la presenza di antichi vulcani ormai spenti. I basalti colonnari si sono formati in tempi remoti sui fondali marini che poi, in seguito a movimenti tettonici, sono emersi.<\/div>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\"><br \/>\nLa particolare conformazione \u00e8 stata causata dall&#8217;improvviso raffreddamento del magma a contatto con l&#8217;acqua, raffreddamento che ha provocato la particolare <b><font color=\"red\">forma pentagonale o esagonale delle colonne<\/font><\/b>.<\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font size=\"+1\"><font size=\"2\">In alcuni casi le &#8220;<i>testate<\/i>&#8221; dei basalti colonnari non sono piane e liscie come si possono osservare in molti siti, compreso il <i>Selciato dei Giganti<\/i>, ma le troviamo con sopra delle conformazioni vetrose (vulcaniti) che rendono la superficie &#8220;grezza&#8221;, ruvida.<br \/>\nTali conformazioni sono chiamate &#8220;<i><b>pillows<\/b><\/i>&#8221; (cuscini). I &#8220;<i>pillows<\/i>&#8221; erano presenti in tutte le testate dei basalti colonnari ma col tempo sono stati eliminati dalla forza demolitrice del mare o dagli agenti atmosferici.<\/font><\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"80%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Selciato\/04colonneconpillows.jpg\" alt=\"\"\/><font size=\"-2\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"-2\"><font size=\"-2\"><font size=\"-2\"><font size=\"-2\"><font size=\"-2\">Porto di Acitrezza: testate di basalti colonnari con sopra i caratteristici pillows responsabili della formazione dei basalti colonnari stessi.<\/font><\/font><\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><\/center><\/td>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Selciato\/05colonneseza-pillows.jpg\" alt=\"\"\/><font size=\"-2\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"-2\"><font size=\"-2\"><font size=\"-2\"><font size=\"-2\"><font size=\"-2\">Testate di basalti colonnari privi di pillows i quali sono stati demoliti dalle mareggiate e da agenti atmosferici.<\/font><\/font><\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><font size=\"+1\"><\/p>\n<p><\/font><center><font size=\"+1\"><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Selciato\/06basaltocolonna.jpg\" alt=\"\"\/><\/font><\/p>\n<p><font size=\"+1\"><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Selciato\/07giantscauseway10.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"-2\">Altre due belle fotografie di testate di basalti colonnari senza <span style=\"font-style: italic;\">pillows<\/span>.<br \/>Entrambe le immagini  contengono i basalti colonnari del Selciato dei Giganti. <br type=\"_moz\"\/><\/font><br \/>\n<\/font><\/p>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font size=\"2\"><b>La formazione dei basalti colonnari \u00e8 strettamente collegata a quella dei pillows<\/b>. Infatti i <i>pillows<\/i>, all&#8217;origine, erano delle fessurazioni causate dall&#8217;improvviso raffreddamento del magma a contatto con l&#8217;acqua; costituivano, quindi, il condotto di alimentazione attraverso il quale il magma fluido continuava a fuoriuscire come la pasta dentifricia spremuta dal tubetto formando strutture globulari ed ellissoidali che a loro volta si spaccano formando nuovi pillows.<br \/>\nIn questo modo, sui fondali marini, si sono formate le colonne basaltiche, poi emerse, che in alcune parti del mondo possiamo osservare e che <b style=\"color: rgb(255, 0, 0);\">possono apparire come opera umana<\/b>.<\/font><\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"50%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\" _moz_resizing=\"true\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Selciato\/08colonne.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\">Particolare di due colonne di basalti colonnari. Per comprenderne le dimensioni, si noti la piccozza infissa tra le due colonne poco sotto la met\u00e0 della foto.<\/font><\/div>\n<p><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font size=\"+1\"><font size=\"2\">Ovviamente, i pi\u00f9 famosi basalti colonnari sono quelli chiamati &#8220;Selciato dei Giganti&#8221; ma, bench\u00e9 questo tipi di conformazione delle rocce non siano molto diffusi nel nostro pianeta, si possono comunque ammirare in diverse localit\u00e0 sparse qua e l\u00e0 sulla Terra, compresa l&#8217;Italia. Solo a titolo d&#8217;esempio, nella tabella qui sotto sono riportate alcune localit\u00e0 in cui \u00e8 possibile trovare questi particolari fenomeni donati dalla natura.<br \/>\nOltre che nell&#8217;Irlanda del nord possiamo trovare basalti colonnari:<\/font><\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><font size=\"2\">Nella grotta di Fingal in Scozia<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Nelle &#8220;grotte d&#8217;Alcantara&#8221; in Sicilia<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\">Presso la cascata di Swaitifoss in Islanda<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Al Porto di  Acitrezza in Sicilia<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\">Nel Parco Nazionale di Nikko in Giappone<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Nelle Isole Canarie<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\">Nei Basalti Colonnari di Guspini in Sardegna<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Nel Massiccio Centrale Francese<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\">Nell&#8217;Hoggar in Algeria<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Alla Devil&#8217;s Towei (Torre del Diavolo) U.S.A.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font size=\"+1\"><font size=\"2\"><b>Ad Acitrezza<\/b> in particolare, in due specifiche zone del vecchio porto, si possono ammirare dei <b style=\"font-style: italic;\">pillows<\/b> eccezionalmente evidenti e che vengono considerati dagli esperti le forme pi\u00f9 rappresentative al mondo di queste straordinarie e rare vulcaniti. Le uniche zone al mondo in cui si trovano i pillows, oltre che ad Acitrezza, sono: l&#8217;Islanda &#8211; la Nuova Zelanda &#8211; la regione iblea.<\/font><\/p>\n<p><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":213,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-1294","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/213"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1294"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}