{"id":1235,"date":"2005-03-14T00:00:00","date_gmt":"2005-03-13T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-05-03T11:18:27","modified_gmt":"2018-05-03T09:18:27","slug":"1235","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1235\/","title":{"rendered":"Che rapporto c&#8217;\u00e8 tra catene montuose e vulcani? In altre parole: perch\u00e8 le Montagne Rocciose e le Ande sono costellate di vulcani (in mezzo a montagne &#8220;normali&#8221;) e le Alpi e il sistema Himalayano ne sono privi?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: bold;\">La risposta <\/span><span style=\"font-size: small;\">potrebbe essere semplice e molto breve ma, per ben comprenderla, \u00e8 molto utile un &#8220;<span style=\"font-style: italic;\">excursus<\/span>&#8221; sulla storia geologica della terra.<br \/>\nIn effetti esiste un certo rapporto tra orogenesi e formazione dei vulcani poich\u00e9 entrambi i fenomeni sono causati dallo stesso fattore con modalit\u00e0 abbastanza simili. La differenza sta nei luoghi specifici in cui si formano i vulcani; luoghi diversi da quelli in cui si formano le catene montuose prive di vulcani.<br \/>\nPertanto diremo subito che <span style=\"font-style: italic; color: #ff0000;\">gli archi vulcanici si formano in corrispondenza dei margini delle placche o zolle tettoniche <span style=\"color: #0000ff;\">mentre le altre catene montuose prive di vulcani sorgono in altri punti, in altre zone, e generalmente per sollevamento e\/o corrugamento della crosta terrestre<span style=\"color: #333333;\">.<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #333333;\">Per dirla in breve: un vulcano o un arco di vulcani si forma laddove il magma del mantello riesce a raggiungere la superficie; laddove non riesce non avvengono formazioni vulcaniche. Il fatto \u00e8 che la fuoriuscita di magma \u00e8 favorita in particolari zone. Quali? E perch\u00e8 il magma &#8220;sfonda&#8221; solo in alcune zone ed in altre no?<br \/>\nProseguendo con pazienza la lettura, la risposta risulter\u00e0 chiara. Partiamo quindi con &#8220;C&#8217;era una volta&#8230;.<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-style: italic; color: #ff0000;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #333333;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-weight: bold;\">&#8230; UN SOLO CONTINENTE<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per comprendere la ragione per la quale alcune catene montuose (terrestri e sottomarine) siano caratterizzate dalla presenza di vulcani e altre no, necessita rifarsi alla teoria della <span style=\"color: #ff0000; font-weight: bold; text-decoration: underline;\">tettonica a placche<\/span>.<br \/>\nLa storia comincia fin da quando tutte le terre emerse erano riunite in un unico continente chiamato <span style=\"font-weight: bold; font-style: italic; color: #0000ff;\">Pangea<\/span> circondato da un vastissimo oceano.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/deriva.gif\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">Animazione che rappresenta il movimento delle placche a partire da circa 180 milioni<br \/>\ndi anni fa quando le terre emerse erano riunite in un unico continente chiamato Pangea; <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">(dal greco pan=tutto; gea = terra).<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000; font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: bold;\">L\u2019ampio continente \u00e8 come un coperchio che rallenta la propagazione del calore della terra verso la superficie. <\/span><\/span><br style=\"font-weight: bold;\" \/><span style=\"color: #ff0000; font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: bold;\">La temperatura del mantello terrestre aumenta fino a provocare l\u2019inarcamento della crosta continentale.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000; font-size: medium;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/inarcamento.jpg\" alt=\"\" \/><\/span><\/div>\n<h5 style=\"text-align: center;\">Fonte: <a href=\"http:\/\/vulcan.fis.uniroma3.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esplora i vulcani italiani<\/a>, sito di UniRoma Tre a cura di R. Scandone e L. Giacomelli)<\/h5>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">Prima di 250 milioni di anni fa<\/span>, il continente <span style=\"font-style: italic; font-weight: bold; color: #0000ff;\">Pangea<\/span> presentava un vasto golfo ad est, pi\u00f9 o meno all\u2019attuale latitudine dell\u2019Italia. In corrispondenza di quest\u2019insenatura, la crosta terrestre comincia a gonfiarsi e a sollevarsi. Questo movimento, causato dalla risalita di calore dalle zone pi\u00f9 interne del globo terrestre, si svolge nell\u2019arco di decine di milioni di anni. Se una vasta regione si arcua fino a fratturarsi, si formano una serie di rilievi e di incisioni che favoriscono l\u2019azione erosiva e la formazione di ripidi corsi d\u2019acqua.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: bold;\">LA FRATTURAZIONE DELLA PANGEA<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">L\u2019aumento della temperatura nel mantello provoca la fusione di materiale che risale e preme contro la crosta terrestre fino a dividerla in due parti<\/span>; ma anche la rotazione terrestre concorre molto al fenomeno.<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">LA PANGEA COMINCIA A LACERARSI<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">La risalita di calore pu\u00f2 esaurirsi dopo un certo tempo e in quel caso cessano anche i processi che tendono a rompere in due un continente. La superficie terrestre rester\u00e0 segnata da lunghe vallate chiamate <span style=\"font-weight: bold; font-style: italic; color: #0000ff;\">graben<\/span> (ad esempio, l\u2019attuale <span style=\"font-style: italic;\">graben<\/span> del Reno), localizzate nel punto in cui la crosta continentale si era arcuata e fratturata.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Se il processo non si arresta, il <span style=\"font-style: italic;\">graben<\/span> tende ad allargarsi e a separare definitivamente in due il blocco continentale. Il movimento di separazione provoca uno stiramento nella crosta continentale fino a che diventa pi\u00f9 sottile del normale. Pi\u00f9 o meno come se si tentasse di tirare in due direzioni opposte una piastra di gomma dopo averne riscaldato la parte centrale. Il fondo del <span style=\"font-style: italic;\">graben<\/span>, costituito da crosta assottigliata dallo stiramento, pu\u00f2 essere interessato da attivit\u00e0 vulcanica prodotta dal materiale fuso che dal mantello raggiunge la superficie.<\/p>\n<p>Nella storia della <span style=\"font-style: italic;\">Pangea<\/span>, <span style=\"font-weight: bold;\">la risalita di calore non si \u00e8 interrotta<\/span> dopo la fase di inarcamento e, <span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">intorno a 220 milioni di anni fa, il grande continente comincia a lacerarsi in corrispondenza del <span style=\"font-style: italic;\">graben<\/span><\/span>. Il movimento di distensione della crosta si protrae per qualche decina di milioni di anni. La continua erosione di materiale, insieme alla spinta che allontana uno dall\u2019altro i due blocchi continentali e, in alcuni casi, anche il peso delle colate di lava che si ammassano e raffreddano in superficie o nelle fratture prodotte dallo stiramento, finiscono con l\u2019approfondire in maniera irregolare la zona.<\/p>\n<p>In alcuni punti, il <span style=\"font-style: italic;\">graben<\/span> viene a trovarsi pi\u00f9 basso rispetto a quello del mare circostante. Le aree pi\u00f9 depresse sono invase dall\u2019acqua marina e si formano bacini salati che si approfondiscono e si chiudono in tempi abbastanza brevi dal punto di vista geologico.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"font-size: medium;\">I DUE NUOVI CONTINENTI SI ALLONTANANO<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 303px; height: 227px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/horst_graben.jpg\" alt=\"\" \/> <img decoding=\"async\" style=\"width: 153px; height: 226px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/Graben-in-Canyon.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">A sinistra: un disegno che illustra la formazione di un <span style=\"font-style: italic;\">graben<\/span>; a destra: fotografia di un graben.<br \/>\n<\/span><\/div>\n<p>Dalla rottura della Pangea si forma un continente settentrionale (Laurasia) e uno meridionale (Gondwana) separati da un oceano (Tetide).<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 595px; height: 298px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/tetide.jpg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">Il Gondwana e l\u2019oceano della Tetide.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: bold;\">I DUE CONTINENTI SI ALLONTANANO<br \/>\nE LA DIMENSIONE DELLA TETIDE AUMENTA<\/span><\/span>.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019inarcamento crostale e l\u2019inizio di separazione dei due continenti segue una terza fase, la cui durata \u00e8 stimata almeno in 40-60 milioni di anni, durante la quale il movimento che allontana i due lembi di terra prosegue. In questo lungo periodo si verificano numerosi fenomeni, tra i quali i pi\u00f9 importanti sono l\u2019allargamento e l\u2019approfondimento del mare, che diventa un vero e proprio oceano, e la formazione di scogliere coralline che si sviluppano aggrappate al bordo del continente meridionale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">Intorno a 200 milioni di anni fa<\/span>, tra i due continenti che si allontanano vi \u00e8 un mare relativamente profondo, con tratti di costa irregolari e aree emerse con isole di discreta ampiezza. Il bordo del continente che si sposta verso sud (in parte costituito dall\u2019attuale Africa) presenta delle protuberanze, una delle quali coincide probabilmente con la futura penisola italiana.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">Tra 190 e 140 milioni di anni fa<\/span>, la Tetide raggiunge la sua massima ampiezza. <span style=\"font-weight: bold;\">Lo stadio di oceanizzazione culmina con la formazione di una dorsale medio-oceanica<\/span>, simile a quelle presenti negli attuali oceani. La dorsale oceanica consiste in una lunga frattura dalla quale vengono emesse in continuazione colate di lava che si spostano verso l\u2019esterno nei due sensi e favoriscono l\u2019allargamento dell\u2019oceano.<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/oceanizzazione.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<h5>Fonte: <a href=\"http:\/\/vulcan.fis.uniroma3.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esplora i vulcani italiani<\/a>, sito di UniRoma Tre a cura di R. Scandone e L. Giacomelli)<\/h5>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"width: 605px; height: 306px;\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/Terra_Mesozoico_4.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\nLe terre emerse nel Mesozoico detto anche Secondario (da 130 a 245 milioni di anni fa).<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"font-size: medium;\">I DUE CONTINENTI SI RIAVVICINANO<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/convergenza-2.gif\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000; font-size: xx-small; font-weight: bold;\">IL GONDWANA INIZIA A FRATTURARSI IN DUE BLOCCHI CHE FORMERANNO SUD AMERICA E AFRICA<\/span>.<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold;\">L\u2019apertura dell\u2019Atlantico meridionale imprime All\u2019Africa una lenta rotazione verso nord-est che comincia a chiudere la Tetide<\/span>.<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">Intorno a 190 milioni di anni fa<\/span>, in un\u2019altra parte del globo, un evento simile a quello che aveva diviso in due la Pangea, interessa una zona del continente Gondwana. L\u2019inarcamento crostale e la successiva apertura del nuovo graben produce un\u2019inversione nel movimento del pezzo di Gondwana che diventer\u00e0 l\u2019Africa. Dopo essersi spinto per decine di milioni d\u2019anni verso sud, questo pezzo di terra comincia una altrettanto lenta marcia di riavvicinamento al continente euro-asiatico.Il movimento di convergenza diventer\u00e0 pi\u00f9 veloce a partire da 130 milioni di anni fa, quando la nuova frattura si propaga verso sud e si comincia ad aprire l\u2019Atlantico meridionale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"font-size: large;\">I DUE CONTINENTI SI RICONGIUNGONO<\/span><\/span><\/div>\n<h5>Fonte: <a href=\"http:\/\/vulcan.fis.uniroma3.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esplora i vulcani italiani<\/a>, sito di UniRoma Tre a cura di R. Scandone e L. Giacomelli)<\/h5>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/collisione.gif\" alt=\"\" \/><\/p>\n<h5>Fonte: <a href=\"http:\/\/vulcan.fis.uniroma3.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esplora i vulcani italiani<\/a>, sito di UniRoma Tre a cura di R. Scandone e L. Giacomelli)<\/h5>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">La frattura del Gondwana si propaga verso nord separando la Laurasia in due blocchi: il Nordamerica e l\u2019Eurasia.<br \/>\nL\u2019apertura dell\u2019Atlantico settentrionale spinge l\u2019Eurasia verso sud-est e accelera il riavvicinamento all\u2019Africa.<br \/>\nI margini irregolari dei due continenti entrano in contatto: la Tetide scompare e si forma la catena alpina.<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">Intorno a 80 milioni di anni fa<\/span>, la frattura che aveva originato l\u2019Atlantico meridionale comincia a propagarsi anche verso nord. Il continente settentrionale viene diviso in due blocchi, il Nord-America e l\u2019Eurasia e fra i due continenti si apre l\u2019Atlantico settentrionale. Questa fase imprime un\u2019ulteriore accelerazione al movimento di convergenza fra Africa e Eurasia.<br \/>\n<span style=\"color: #ff0000; font-weight: bold;\">Intorno a 60 milioni di anni fa<\/span> (siamo nel Terziario), i due continenti si ritrovano nuovamente di fronte. \u00c8 possibile che il primo frammento dell\u2019Africa ad entrare in collisione con l\u2019Europa sia rappresentato dalla microzolla <span style=\"font-style: italic; font-weight: bold; color: #0000ff;\">Apula<\/span> (da cui l\u2019attuale penisola italiana) e che da questo scontro nascano i primi rilievi delle Alpi.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/catena(2).jpg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: x-small;\">Lo scontro tra due continenti che causano una orogenesi (nascita delle montagne).<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold;\">Cos\u00ec sono sorte le Alpi.<\/span><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/fasi.gif\" alt=\"\" \/&gt;\nAnimazione che dimostra le varie fasi di inarcamento, allontanamento, riavvicinamento e scontro con orogenesi<\/span><\/div>\n<h5>Fonte: <a href=\"http:\/\/vulcan.fis.uniroma3.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esplora i vulcani italiani<\/a>, sito di UniRoma Tre a cura di R. Scandone e L. Giacomelli)<\/h5>\n<p>Con il trascorrere dei milioni di anni, tali terre (zolle o placche tettoniche) continuarono a muoversi fino a determinare l\u2019assetto attuale il quale, ovviamente, non \u00e8 definitivo. Infatti, con velocit\u00e0 diverse, le placche continuano a muoversi: il Sudamerica si allontana dall\u2019Africa di 6 cm l\u2019anno mentre l\u2019Africa si avvicina all\u2019Italia alla velocit\u00e0 di 3 cm l\u2019anno.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Gli enormi sforzi che si accumulano nelle zone di contatto tra le due zolle (africana ed europea) si scaricano periodicamente in violenti terremoti.<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 596px; height: 298px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/Terra_Cenozoico_1.jpg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">Le terre emerse nel Cenozoico detto anche Terziario (da 7 a 65 milioni di anni fa).<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">\u00c8<\/span><span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\"> verso l\u2019inizio del Cenozoico<\/span> che si sollevano tutte le attuali catene montuose:<br \/>\nla catena dell\u2019Atlante in Africa, le Sierre della Spagna Meridionale, i Pirenei, le Alpi e gli Appennini, i Tauri, i Carpazi, le Dinaridi in Europa, le catene del Caucaso e dell\u2019Anatolia, dell\u2019Iran, dell\u2019Afghanistan, il Caracorum, l\u2019Himalaya, l\u2019Insulindia, le Filippine e il Giappone in Asia, la Nuova Zelanda e la Nuova Guinea in Oceania, le Montagne Rocciose e la Cordigliera delle Ande in America. In pratica in questa <span style=\"font-style: italic;\">Era<\/span> la configurazione dei continenti e delle catene montuose \u00e8 analoga all\u2019attuale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: bold;\">La situazione del vulcanismo odierno risale<\/span><\/span> a tempi geologicamente pi\u00f9 recenti ma necessita precisare che da sempre <span style=\"color: #ff0000; font-size: medium; text-decoration: underline;\"><span style=\"font-weight: bold;\">i fenomeni vulcanici, in genere, avvengono in corrispondenza dei margini tra le placche litosferiche<\/span><\/span>, o attraverso le fratture (placche divergenti, per es. dorsali medioceaniche), o a seguito di subduzione di una zolla al di sotto di un\u2019altra (placche convergenti). Esiste tuttavia un tipo di vulcanismo sostanzialmente indipendente dai movimenti reciproci tra le placche, originato dai cosi detti &#8220;hot spot&#8221; o &#8220;mantle plume&#8221; (in italiano possono essere tradotti con i termini &#8220;punti caldi&#8221; o &#8220;pennacchi caldi&#8221;).<br \/>\nSi tratta della risalita di materiali caldi provenienti dal mantello, che attraversando le placche litosferiche producendo in superficie un vulcanismo caratterizzato da lave basaltiche. Un vulcanismo di questo tipo viene detto anche &#8220;intraplacca&#8221;Come dicevamo, <span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\"><span style=\"font-weight: bold;\">la maggior parte dei vulcani si sviluppa lungo i margini delle placche litosferiche <span style=\"text-decoration: underline;\">perch\u00e9 in corrispondenza di tali aree, all\u2019interno della Terra, si verificano le condizioni necessarie per la formazione dei magmi e per il loro trasporto verso la superficie terrestre.<\/span><br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-weight: bold; color: #333333;\">\u00c8 lungo la linea dei margini delle zolle che il magma trova facilmente la strada per fuoriuscire e raggiungere la superficie; in altre zone non ci riesce: si ferma prima solidificando in profondit\u00e0.<\/span><br \/>\nNei margini compressivi, quelli in cui le placche si fronteggiano spingendo l\u2019una contro l\u2019altra, generalmente, si verifica il fenomeno della <span style=\"font-weight: bold; font-style: italic;\">subduzione<\/span>, ovvero della flessione della litosfera oceanica che, essendo pi\u00f9 densa, s\u2019incunea (subduce) al di sotto di quella continentale. <span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\"><span style=\"font-weight: bold;\">In corrispondenza di questi margini si verifica la formazione delle catene montuose ed anche la formazione di archi vulcanici alimentati da magmi che si originano lungo il piano di subduzione.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Localizzazione dei vulcani terrestri<\/span><\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-weight: bold; text-decoration: underline;\">I vulcani sono localizzati<\/span> <span style=\"font-weight: bold;\">in zone<\/span> che corrispondono alle aree <span style=\"font-weight: bold;\">di alta sismicit\u00e0<\/span> e che seguono le catene montuose a pieghe <span style=\"font-weight: bold;\">di origine geologicamente recente<\/span>, le fratture e le fosse tettoniche sia continentali che oceaniche.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Tali zone si possono raggruppare in <span style=\"text-decoration: underline;\">quattro grandi region<\/span>i:<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold;\">A)<\/span> la cosiddetta &#8220;<span style=\"font-weight: bold; font-style: italic; color: #ff0000;\">cintura di fuoco<\/span>&#8221; del Pacifico, che ne segue i margini orientali e occidentali (Aleutine, Alaska, Montagne Rocciose e catena delle Cascate, America Centrale con la diramazione delle Antille e delle Gal\u00e1pagos, Ande, Antartide, Nuova Zelanda isole del Pacifico occidentale, Giappone, Kamciatka) e il centro del Pacifico (isole Hawaii);<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold;\">B)<\/span> <span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">le regioni mediterranee<\/span> e dell\u2019<span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">Asia centromeridionale<\/span>, lungo le catene recenti alpino-himalayane (Atlante, Italia centromeridionale, Grecia, Turchia, Caucaso, Iran, Tibet, isole della Sonda), alle quali si possono collegare i vulcani formatisi nelle zone rigide pi\u00f9 antiche, ai margini delle catene (Alvernia, massicci ercinici della Germania, Deccan);<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold;\">C)<\/span> <span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">le linee delle fratture dell\u2019Atlantico<\/span> (Artico, Islanda, Azzorre, Canarie, dorsale medioatlantica);<br \/>\n<span style=\"font-weight: bold;\">D)<\/span> <span style=\"font-weight: bold; color: #ff0000;\">le grandi fosse tettoniche<\/span> dell\u2019Africa orientale che si continuano nell\u2019Arabia, nel Medio Oriente e sul fondo dell\u2019Oceano Indiano.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"color: #ff0000; font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Montagne Rocciose e Ande si trovano proprio sulla linea della suddetta <span style=\"font-style: italic;\">cintura di fuoco<\/span><\/span><\/span> <span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"color: #0000ff;\">mentre cos\u00ec non \u00e8 per altre catene montuose che non presentano fenomeni vulcanici<\/span>.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 629px; height: 318px;\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/PASQUI27.jpg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">Le principali zolle e relativi margini corrispondenti alle fratture in corrispondenza delle quali avvengono fenomeni di divergenza oppure di convergenza. Un caso di divergenza \u00e8 quello che vede il Sudamerica allontanarsi dall\u2019Africa. Un caso di convergenza \u00e8 rappresentato dalla zolla Africana che va in <span style=\"font-style: italic;\">subduzione<\/span> a quella Europea.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 411px; height: 246px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/mondo.gif\" alt=\"\" \/><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\nSituazione vulcanica mondiale.<\/span><\/span><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Vulcanismo\/natzca.jpg\" alt=\"\" \/><span style=\"font-size: xx-small;\">La placca di Nazca in <span style=\"font-style: italic;\">subduzione<\/span> (scivola sotto) alla placca Sudamericana.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold; text-decoration: underline;\">Per comprendere meglio<\/span> l\u2019argomento si rimanda il lettore al seguente indirizzo:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1946\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1946<\/a> dove vengono descritti con maggiore dettaglio i movimenti delle zolle, il loro \u201cmotore\u201d, la loro tipologia e le conseguenze. La pagina consigliata presenta inoltre numerose belle immagini che illustrano il testo esplicativo e lo fanno meglio comprendere.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":213,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-1235","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/213"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1235"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1235\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}