{"id":1233,"date":"2005-03-21T00:00:00","date_gmt":"2005-03-20T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1233","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1233\/","title":{"rendered":"Sarei curioso di conoscere le tecnologie che permettono l&#8217;analisi del sottosuolo dalla superfice. Ad esempio, quali strumenti si usano per individuare cedimenti sotto il manto stradale? Sonar? Radar? Che profondit\u00e0 possono raggiungere?"},"content":{"rendered":"<p><title>analisi sottosuolo<\/title><\/p>\n<p><!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><\/p>\n<p><center><font size=\"+2\"><b>Premessa<\/b><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">I metodi di indagine geologica a cui il lettore si riferisce sono detti &#8220;<i><b>No-Dig<\/b><\/i>&#8220;, cio\u00e8 senza scavare, e permettono di individuare alcune caratteristiche del sottosuolo senza fare sondaggi, risparmiando quindi tempo e risorse, ed evitando il danneggiamento di eventuali strutture esistenti (p.es strade).<br \/>Va tuttavia precisato che, per avere informazioni dettagliate, ad esempio sulle cause di cedimenti sotto il manto stradale, occorrono indagini di tipo geotecnico tra le quali l&#8217;unica non distruttiva \u00e8 la prova di carico su piastra.<br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">Le indagini <span style=\"font-style: italic;\">No-Dig<\/span> vengono effettuate attraverso la misura dei parametri fisici di campi elettrici, magnetici, elastici, gravitazionali, che possono essere naturali o appositamente generati. Tali indagini sono quindi chiamate <b><i><font color=\"red\">Prospezioni Geofisiche<\/font><\/i><\/b>. Una prima classificazione \u00e8 basata sulla natura dei campi misurati: se sono naturali le prospezioni sono dette <b><i>passive<\/i><\/b>: si ha bisogno solo di strumenti di misura, viceversa per raggiungere profondit\u00e0 maggiori occorre fornire energia, e usare prospezioni geofisiche <b><i>attive<\/i><\/b>.<\/p>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">Come suggerisce il lettore, una delle tecniche di indagine pi\u00f9 note sfrutta i principi del radar, opportunamente modificato in &#8220;georadar&#8221; per avere un potere penetrante nel sottosuolo.<br \/>\nIl sonar propriamente detto viene utilizzato principalmente in ambiente marino, dove le onde acustiche si propagano con facilit\u00e0. Le tecniche sismiche sono comunque molto simili come principio di funzionamento al sonar.<br \/><br type=\"_moz\"\/><\/p>\n<\/p>\n<p><center><font size=\"+2\"><b>Tecniche e strumenti d&#8217;indagine<\/b><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Le pi\u00f9 note tecniche di indagine sono: il georadar, le geoelettriche e le sismiche per quanto riguarda quelle attive; il metodo gravimetrico e quello magnetometrico sono invece passivi.<\/div>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<b><font size=\"+1\">Georadar<\/font><\/b><br \/>\nA vederlo assomiglia di pi\u00f9 ad un aspirapolvere o ad un tosaerba, \u00e8 molto diverso dai radar che siamo abituati a vedere per il controllo del traffico aereo, anche se il principio di funzionamento \u00e8 lo stesso. Il georadar (vedi fig. 1 e 2) ha un antenna (o un array di antenne), orientata con la faccia a terra; emette impulsi di onde elettromagnetiche e riceve gli echi prodotti dalle discontinuit\u00e0 negli strati del sottosuolo, dagli oggetti metallici o conduttivi, dalle cavit\u00e0.\n<\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><center><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"245\" height=\"216\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig01georadar.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 1 &#8211; Un georadar<br \/>(da: <a href=\"http:\/\/www.geomodel.com\/\">http:\/\/www.geomodel.com\/<\/a>).<\/font><\/center><\/td>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig02georadarauto.jpg\" alt=\"\"\/><font size=\"-1\"><br \/><font size=\"1\">Figura 2 &#8211; Un georadar autotrasportato<br \/>(da: <a href=\"http:\/\/www.geomodel.com\/\">http:\/\/www.geomodel.com\/<\/a>).<\/font><\/font><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">Dalla misura del tempo di ritardo dall&#8217;emissione dell&#8217;impulso alla ricezione dei segnali riflessi si risale alla profondit\u00e0 delle discontinuit\u00e0:<\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"80%\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/formula1.jpg\" alt=\"\"\/><\/td>\n<td><font size=\"2\">   dove <\/font><font size=\"2\"><b><i>c<\/i><\/b> \u00e8 la velocit\u00e0 delle onde elettromagnetiche nel suolo, e    <\/font><font size=\"2\"><b>&#916;<i>t<\/i><\/b> \u00e8 il ritardo.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">La caratteristica principale, per avere un buon potere penetrante, \u00e8 la banda di frequenze, che va da circa 50 MHz a<br \/>2 GHz.<br \/>\nLa massima profondit\u00e0 di indagine con il georadar \u00e8 legata alla profondit\u00e0 di penetrazione (skin depth) delle onde elettromagnetiche nei mezzi conduttivi:<\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"80%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"0\" _moz_resizing=\"true\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"107\" height=\"65\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/formula2.jpg\" alt=\"\"\/><\/td>\n<td><font size=\"2\">   dove <\/font><font size=\"2\"><b><i>\u00b5<\/i><\/b> \u00e8 la permeabilit\u00e0 magnetica, <b><i>&#969;<\/i><\/b> la pulsazione, e <\/font><font size=\"2\"><b><i>&#963;<\/i><\/b> la    conducibilit\u00e0 del terreno.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nSi vede che la profondit\u00e0 aumenta al diminuire della frequenza. Tuttavia con frequenze basse aumenta la lunghezza d&#8217;onda, e quindi peggiora il potere risolutivo del radar: bisogna raggiungere un compromesso tra profondit\u00e0 e risoluzione, e questo dipende dall&#8217;applicazione:\n<\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"90%\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"justify\">ad esempio per controllare la presenza di condutture in un muro di cemento (vedi fig. 3) occorre una bassa profondit\u00e0 e una buona accuratezza, si utilizzano allora le bande di frequenza pi\u00f9 alte.<\/p>\n<\/td>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig03georadarmuro.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 3 &#8211; Uso di un georadar per controllare la presenza di tubazioni nel muro (da <a href=\"http:\/\/www.geomodel.com\/\">http:\/\/www.geomodel.com\/<\/a>).<\/font><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">\nPer terreni ricchi di acqua o comunque colto conduttivi la sigma cresce, la profondit\u00e0 di penetrazione diminuisce molto e conviene utilizzare altri metodi di indagine.<br \/>\nIn condizioni ottimali di suolo roccioso isolante e asciutto (p. es.: rocce ricche di quarzo) si ha una resistivit\u00e0 di 10.000 ohm m, che alla frequenza di 100 MHz d\u00e0 una skin depth di circa 5 m. Utilizzando alte potenze e ricevitori sensibili si possono raggiungere profondit\u00e0 di indagine fino a 50-100 m, mentre con terreni umidi, con strati conduttivi e riflettenti, si raggiunge qualche metro.<\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"82%\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"justify\">Il segnale ricevuto dal radar viene elaborato per creare un&#8217;immagine, in sezione, quasi fotografica del sottosuolo. Il risultato \u00e8 simile a quello che si ottiene nelle schermografie del corpo umano con i raggi X (vedi fig. 4).<\/p>\n<\/td>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig04pipepipe.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 4 &#8211; Segnale ricevuto dal georadar ed elaborato<br \/>\n(da: <a href=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/numero20\/ef-groundradar.htm) \">http:\/\/www.analisidifesa.it\/numero20\/ef-groundradar.htm<\/a>).<br \/>\n<\/font><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">Le applicazioni del georadar sono molte, si va dalle applicazioni geologiche: per la stratigrafia e l&#8217;analisi delle sequenze sedimentarie, per le prospezioni geominerarie e petrolifere; alle applicazioni civili: per il controllo delle strutture, delle strade e dei ponti, per la ricerca e la mappatura dei servizi; all&#8217;archeologia: nella ricerca di oggetti e cavit\u00e0 sepolte; alle applicazioni ambientali: per il controllo di perdite di liquidi, per la misura dello spessore dei ghiacci; etc.<\/p>\n<\/p>\n<p align=\"justify\"><b><font size=\"+1\">Prospezioni Geoelettriche<\/font><\/b><br \/>\nQuesto tipo di indagine \u00e8 forse il pi\u00f9 antico, ma ha il vantaggio di essere molto semplice e poco costoso. Consiste nel misurare in diversi punti del suolo, mediante opportuni stendimenti di elettrodi, la resistivit\u00e0 apparente; l&#8217;elaborazione al calcolatore (imaging) di queste misure permette di visualizzare i risultati in forma di immagini tomografiche molto esplicative (vedi fig. 5).<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig05sez_tomografica.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 5 &#8211; Sezione tomografica prodotta da una prospezione geoelettrica<br \/>\n(da: <a href=\"http:\/\/www.studioacme.net\/serv01.htm \">http:\/\/www.studioacme.net\/serv01.htm<\/a>).<\/font><\/center><\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"justify\">Per misurare la resistivit\u00e0 si immette una corrente <font size=\"+1\"><b><i>I<\/i><\/b> <\/font>nel suolo con uno o due elettrodi di corrente e si registra la differenza di potenziale <b>&#916;<i>V<\/i><\/b> tra due elettrodi di misura di tensione.<br \/>\nIl rapporto tra la ddp e la corrente immessa, moltiplicato per un coefficiente correttivo <span style=\"font-weight: bold; font-style: italic;\">K<\/span> che dipende dalla geometria degli elettrodi d\u00e0 la resistivit\u00e0 del suolo (tra i due elettrodi di tensione):<\/p>\n<\/td>\n<td><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/formula3.jpg\" alt=\"\"\/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">Esistono varie geometrie per posizionare questi elettrodi (a dipolo, tripolo, quadripolo Wenner e Schlumberger: vedi fig. 6); questi ultimi due sistemi prevedono l&#8217;infissione di quattro picchetti di metallo nel terreno, l&#8217;immissione di corrente in quelli posti alle estremit\u00e0 (chiamati &#8220;A&#8221; e &#8220;B&#8221;) e la misura delle differenze di potenziale in quelli posti all&#8217;interno (chiamati &#8220;M&#8221; ed &#8220;N&#8221;). Nel quadripolo &#8220;Wenner&#8221; gli elettrodi sono ugualmente spaziati tra loro, cosicch\u00e9 A-B = 3(M-N) mentre, nel quadripolo Schlumberger, la distanza tra gli elettrodi di corrente A-B \u00e8 molto maggiore di quella tra gli elettrodi di potenziale M-N.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig06Quadrupoli.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 6 &#8211; Quadrupoli di Wenner e Schumberger.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">Si possono fare dei profili di resistivit\u00e0 (Sondaggi Elettrici Orizzontali): lo stendimento viene mantenuto con una geometria fissa e traslato, per intero, secondo un percorso prefissato. Operando in questa maniera \u00e8 possibile, quindi, indagare una profondit\u00e0 grossomodo costante di terreno, mettendo in luce eventuali variazioni laterali presenti nel sottosuolo.<br \/>\nOppure si possono fare dei Sondaggi Elettrici Verticali: viene mantenuto fisso il centro dello stendimento e viene progressivamente aumentata la distanza fra gli elettrodi di corrente A-B, aumentando via via la profondit\u00e0 dell&#8217;indagine (vedi fig. 7).<br \/> <br \/>\n\u00c8 quindi possibile ricostituire un profilo del terreno sulla base di un confronto fra le curve registrate in campagna e opportuni abachi precalcolati che si rifanno a situazioni geometricamente semplici, ottenendo infine le sezioni tomografiche come quella in figura 5.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig07sondaggi.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 7 &#8211; Sondaggi Elettrici Verticali e Orizzontali.<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">Le prospezioni geoelettriche, insieme a quelle sismiche, sono le indagini geofisiche pi\u00f9 conosciute e usate per il rilievo di strutture sepolte, rinvenimento di falde acquifere, studio di agenti inquinanti e ricerca di discariche. In passato sono state utilizzate per indagini a grande scala (si possono fare velocemente misure automatizzate su stendimenti di centinaia di elettrodi, per lunghezze fino a qualche km, e raggiungendo profondit\u00e0 di centinaia di metri), successivamente, con l&#8217;affinarsi delle metodologie sono state applicate anche a piccola e a micro scala per indagini, ad esempio, sulle pavimentazioni stradali. In ambito archeologico si possono distinguere discretamente i riempimenti ed i resti di strutture in muratura. L&#8217;insensibilit\u00e0 per la maggior parte delle interferenze di origine antropica come ad esempio vibrazioni o presenza di masse metalliche ne fanno un valido metodo di indagine in molte situazioni.<\/p>\n<\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"+1\"><b>Prospezioni sismiche<\/b><\/font><br \/>\nIl metodo sismico si occupa dell&#8217;esplorazione del sottosuolo attraverso lo studio della propagazione delle onde elastiche generate mediante l&#8217;utilizzazione di masse battenti o tramite esplosioni controllate. L&#8217;impiego dell&#8217;una o dell&#8217;altra fonte di energizzazione dipende essenzialmente dalla profondit\u00e0 d&#8217;investigazione richiesta e dallo scopo dell&#8217;indagine. Il fine delle indagini sismiche \u00e8 di risalire a modelli di terreni caratterizzati da una differente velocit\u00e0 delle onde elastiche, nell&#8217;individuare i loro spessori e la loro distribuzione spaziale. Inoltre poich\u00e9 la velocit\u00e0 delle onde elastiche di volume (onde &#8220;P&#8221; ed onde &#8220;S&#8221;), \u00e8 funzione dei parametri elastici del mezzo in cui si propagano, conoscendone la densit\u00e0, si possono ricavare i moduli elastici dinamici che caratterizzano il mezzo stesso. \u00c8 valido quindi per ricerche stratigrafiche e per molti problemi di ingegneria.<br \/>\nIl metodo sismico, in altre parole, consente la ricostruzione di rappresentazioni bidimensionali della distribuzione della velocit\u00e0 delle onde sismiche tra l&#8217;energizzatori e rilevatori (geofoni, vedi fig. 8), misurandone il tempo di propagazione (vedi fig. 9).<\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"90%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig08geofoni.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 8 &#8211; Geofoni.<\/font><\/center><\/td>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig09segnali_prospez.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 9 &#8211; Segnali di una prospezione sismica.<\/font><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nLe onde sismiche, attraversando le rocce, risentono dei differenti stati geomeccanici della roccia quali, ad esempio, la presenza di intense fasce di fratturazione o di zone a maggiore o minore velocit\u00e0 sismica quali giacimenti minerari o presenza di acqua. L&#8217;analisi delle immagini tomografiche consente di identificare zone fratturate all&#8217;interno di rocce, rinvenire giacimenti minerari, scoprire inquinanti.<\/p>\n<p>Il metodo sismico ha generalmente una risoluzione bassa, a causa della difficolt\u00e0 di discriminazione di differenze di tempi estremamente piccole (centesimi e millesimi di millisecondo), legate alla interferenza del segnale sismico provocato con le anomalie sepolte; ma \u00e8 un ottimo metodo di indagine a media e larga scala. Con il metodo della massa battente si raggiungono profondit\u00e0 di poche decine di metri, mentre utilizzando esplosioni \u00e8 possibile allungare gli stendimenti di geofoni e conseguentemente raggiungere profondit\u00e0 di indagine maggiori.<br \/>\nNon dimentichiamo che molte delle informazioni che abbiamo sulla struttura dell&#8217;interno della Terra sono frutto delle elaborazioni dei dati sismici dei terremoti (in questo caso la grande energia liberata permette alle onde di propagarsi per tutto il pianeta).<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<font size=\"+1\"><b>Misure Gravimetriche<\/b><\/font><br \/>\nIl metodo gravimetrico consiste in una analisi dettagliata delle deformazioni del campo gravitazionale terrestre, indotto dalle anomalie e dalle eterogeneit\u00e0 presenti nel sottosuolo.<\/p>\n<p>La gravimetria, e pi\u00f9 in particolare la microgravimetria, \u00e8 un metodo geofisico impiegato nella mappatura delle densit\u00e0 rocciose e nella ricerca di cavit\u00e0 sotterranee naturali e\/o artificiali. L&#8217;applicazione del metodo gravimetrico \u00e9 basata sul contrasto di densit\u00e0 tra i diversi tipi di roccia presenti, o, come nel caso della ricerca di ipogei e di fenomeni di carsismo, tra la roccia e la cavit\u00e0.<\/p>\n<p><center><\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"0\" _moz_resizing=\"true\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"justify\">Attraverso l&#8217;utilizzo di strumenti di misura (vedi fig. 10) di particolare sensibilit\u00e0 e precisione, i microgravimetri, \u00e8 possibile misurare le perturbazioni del campo gravimetrico e da queste risalire alla conformazione del sottosuolo e indicare la possibile presenza di cavit\u00e0 sotterranee.<\/p>\n<\/td>\n<td><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig10gravimetri.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"-1\"><font size=\"1\">Figura 10 &#8211; Vecchio e nuovo gravimetro assoluto dell&#8217;imgc-cnr<br \/>\n(da: <a href=\"http:\/\/www.cnr.it\/sitocnr\/IlCNR\/Attivita\/CNRreport\/Report2002_file\/pdf\/207_208.pdf\">Sito C.N.R.<\/a>).<\/font><br \/>\n<\/font><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"+1\"><b>Misure Magnetometriche<\/b><\/font><br \/>\nLe indagini magnetometriche vengono eseguite con una particolare strumentazione (magnetometro al cesio o ad effetto overhauser; vedi fig. 11) che misura sia le variazioni del campo magnetico terrestre causate da oggetti metallici che minime percentuali di materiale ferromagnetico presente nel terreno.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" align=\"top\" src=\"http:\/\/Vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/sottosuolo\/fig11magnetometr_cesio.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>\n<font size=\"1\">Figura 11 &#8211; Magnetometro al cesio<br \/>(da: <a href=\" http:\/\/www.ingrm.it\/geomag\/AMBIENTE\/strum.htm\">www.ingrm.it\/geomag\/AMBIENTE\/strum.htm<\/a>).<\/font><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\nL&#8217;area oggetto d&#8217;indagine viene percorsa dall&#8217;operatore compiendo profili paralleli nelle due direzioni degli assi principali (X,Y) a copertura di tutta la superficie, eseguendo una maglia di indagine con passo di ripetizione variabili tra 1 e 5 m, in relazione alle dimensioni presunte del bersaglio che si intende localizzare.<br \/>\nLungo i tracciati vengono acquisiti in tempo reale i valori della variazione verticale del campo magnetico terrestre; le misure effettuate vengono poi interpolate e georeferenziate.<br \/>\nCon un software dedicato sar\u00e0 creata una mappa del gradiente magnetico verticale del sito (vedi esempi 1-2). La mappa cos\u00ec ottenuta permette una facile individuazione ed interpretazione delle anomalie riscontrate, garantendo una profondit\u00e0 di esplorazione di qualche metro.<br \/>\nEventuali anomalie magnetiche individuate, non attribuibili a corpi superficiali (tubazioni affioranti o tombini), vengono segnalate su una planimetria per poi essere soggette ad ulteriori controlli (altre indagini geofisiche o scavi mirati).<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Bibliografia e links:<\/b><br \/>\nArdito Desio &#8211; Geologia applicata all&#8217;ingegneria &#8211; Hoepli<br \/>\nRoberto Gulli, Gerardo Lacagnina &#8211; Guida alla relazione geologica &#8211; Dario Flaccovio Editore<br \/>\nPietro Colombo &#8211; Elementi di geotecnica.<\/p>\n<p><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<a href=\"http:\/\/www.geomultiservice.com\/geofisica.htm\">http:\/\/www.geomultiservice.com\/geofisica.htm<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gen-eng.florence.it\/geosurvey\/00_main\/main.htm\">http:\/\/www.gen-eng.florence.it\/geosurvey\/00_main\/main.htm<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/numero20\/ef-groundradar.htm\">http:\/\/www.analisidifesa.it\/numero20\/ef-groundradar.htm<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.geomodel.com\/\">http:\/\/www.geomodel.com\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.studioacme.net\/index.htm\">http:\/\/www.studioacme.net\/index.htm<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sicildrill.com\/\">http:\/\/www.sicildrill.com\/<\/a><br \/><a href=\"http:\/\/www.lucabaradello.it\/georadar.html\">http:\/\/www.lucabaradello.it\/georadar.html<\/a><\/p>\n<p><b>Altre risposte di Vialattea:<\/b><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=7034\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=7034<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1704\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1704<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":155,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-1233","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/155"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1233\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}