{"id":1227,"date":"2005-04-20T00:00:00","date_gmt":"2005-04-19T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1227","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1227\/","title":{"rendered":"Esistono vulcani sottomarini attivi in Sardegna?"},"content":{"rendered":"<p>La domanda \u00e8 un po\u2019 ambigua poich\u00e9, essendo un\u2019isola, la Sardegna  non pu\u00f2 avere ambienti sottomarini. Assumiamo quindi che la domanda chieda se nei mari che circondano la Sardegna ci siano vulcani sottomarini attivi.<\/p>\n<p><font size=\"4\"><span style=\"font-weight: bold;\">L\u2019origine geologica della Sardegna.<\/p>\n<p><\/span><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 601px; height: 241px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Sardegna\/sardegna-cretac.jpg\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\">Il disegno mostra la subduzione della placca africana sotto la placca europea. Il fenomeno dura da circa due milioni di anni.<\/font><\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Pur essendo come tutta l\u2019Italia relativamente giovane, la Sardegna conserva la storia di eventi geologici molto antichi. Le prime formazioni risalgono al Precambriano e all\u2019alto Paleozoico, 600-400 milioni di\u2019anni fa e si trovano nel Sulcis: sono rocce arenarie e scisti argillosi, e successivamente formazioni calcaree e dolomie. Arriviamo quindi a 300-250 milioni di anni fa, nel basso Paleozoico, quando gli sconvolgimenti vulcanici che determinano la fuoriuscita di grandi masse di magma con intrusioni di graniti, che vengono a costituire la struttura rigida dell\u2019isola in tutta la sua parte orientale e nell\u2019estremo nord-occidentale di Capo Caccia fino a Stintino e all\u2019Asinara.<\/p>\n<p>Nel Mesozoico, che inizia 250 milioni di anni fa e vede la comparsa dei mammiferi, affiorano calcari bianchi, argilliti, calcari marnosi e marne di colore rosso particolarmente nella parte centro-orientale dell\u2019isola. Verso la fine del Mesozoico inizia quindi un\u2019era di vaste sedimentazioni che generano ampie zone pianeggianti o il leggero pendio, in particolare il Campidano dal golfo di Cagliari a quello di Oristano, la Nurra tra il golfo dell\u2019Asinara e Alghero, l\u2019estremo occidentale del Sulcis fino a Sant\u2019Antioco.<\/p>\n<p>Il Terziario inizia 65 milioni di anni fa ed \u00e8 caratterizzato da grandi sconvolgimenti vulcanici che portano alla crisi di gran parte delle forme viventi, \u00e8 il periodo della scomparsa dei dinosauri. Sconvolgimenti che determinano anche l\u2019originarsi del corrugamento alpino ed appenninico ed il distacco dell\u2019isola dal continente.<br \/>Ma solo con il Quaternario, iniziato 2 milioni di anni fa, ulteriori emersioni portano alla saldatura delle masse pi\u00f9 antiche dando all\u2019isola, anche in conseguenza del distacco della Corsica, la sua forma attuale.<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"4\" style=\"font-weight: bold;\"><br \/>Il Mare Tirreno<\/font><\/div>\n<p>Il tirreno risulta essere il mare pi\u00f9 giovane del Mediterraneo e quindi anche molto instabile: si form\u00f2 circa 10 milioni di anni fa. \u00c8 stato l\u2019ultimo mare a crearsi, lo avevano preceduto l\u2019Adriatico seguito dallo Ionio. <\/p>\n<p>Tra le fasi delle grandi fratture geologiche che provocarono lo sprofondamento del Tirreno e la crescita dei grandi vulcani (dal pi\u00f9 vecchio, il Vavilov, al pi\u00f9 giovane, il Marsili) c\u2019\u00e8 stata una fase di prosciugamento completo del Mediterraneo che si conclude con l\u2019arrivo della grande  cascata dello stretto di Gibilterra, 5-6 milioni di anni fa. <br \/>A quell\u2019epoca le isole vulcaniche di Stromboli e Lipari non esistevano ancora, ma si potevano ammirare altri vulcani che svettavano come tanti Kilimangiaro. Nel corso dei millenni la \u201cdiga\u201d naturale, che si era formata tra Spagna e Marocco cominci\u00f2 a lesionarsi, e si ebbe un collasso generale di tutta l\u2019area e le acque oceaniche si riversarono fragorosamente nella depressione del Mediterraneo: era nato lo stretto di Gibilterra . <\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"4\"><span style=\"font-weight: bold;\">I vulcani del Mare Tirreno<\/span>.<\/font><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Sardegna\/piantaTirreno.gif\" style=\"width: 623px; height: 524px;\" alt=\"\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<p>Diciamo subito che <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">la Sardegna non ha sotto di s\u00e9 vulcani attivi<\/span>, ma se l\u2019isola ne \u00e8 priva, cos\u00ec non \u00e8 per il Tirreno verso il quale guarda la costa orientale dell\u2019isola.<\/p>\n<p><font size=\"3\"><span style=\"font-weight: bold;\">Elenco dei vulcani sommersi del Mare Tirreno<\/span><font size=\"1\"> <font size=\"2\">(<font size=\"1\">smt =<\/font><\/font><\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"1\"> seamounts = monti sottomarini<\/font>)<\/font><br \/>Alcione smt, Enarete smt, Eolo smt, Lamentini smt, Marsili smt \t-505m, Palinuro smt \t-70m, Sisifo smt, Anchise smt.<br \/>Sono tutti sottomarini e geologicamente attivi.<\/p>\n<p><font size=\"3\"><span style=\"font-weight: bold;\">Vulcani e zone vulcaniche delle isole Eolie<\/span><\/font> <br \/>Alicudi 3 &#8211; \tFilicudi 13 &#8211; Salina 6 &#8211; \tLipari 21\t&#8211; Vulcano 19  \t&#8211; Panarea\t15 &#8211;  Stromboli 13.<br \/>(<font size=\"1\">Nel numero sono annoverati sia i vulcani attivi che le zone vulcaniche geologicamente atttive<\/font>)<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">Tutto il territorio delle Isole Eolie \u00e8 di origine vulcanica<\/span>. Le isole altro non erano che vulcani sottomarini emersi dalle acque circa 700.000 anni fa nel seguente ordine: Panarea, Filicudi, Alicudi, Salina, Lipari, Vulcano e per ultimo Stromboli il quale forse ha circa 40.000 anni di et\u00e0. Da ricordare l\u2019emersione di Vulcanello avvenuta nel 183 a.C., mentre le ultime colate di pomice ed ossidiana sul monte Pelato a Lipari, sono avvenute circa 1500 anni fa. <\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/Sardegna\/eolie.gif\" alt=\"\"\/><\/div>\n<p><font size=\"3\"><span style=\"font-weight: bold;\">Altri vulcani e zone vulcaniche<\/span><\/font><br \/>Ustica 4 &#8211;\tCanale di Sicilia 11 &#8211;\tPantelleria 24 &#8211;\tLinosa 4.<br \/>(<font size=\"1\">Nel numero sono annoverati sia i vulcani attivi che le zone vulcaniche geologicamente atttive<\/font>)<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">Per un maggior dettaglio vedi:  <br \/><a href=\"http:\/\/www.sicilia-vulcanica.com\/vulcani%20siciliani.htm\">http:\/\/www.sicilia-vulcanica.com\/vulcani%20siciliani.htm<\/a><br \/><a href=\"javascript:void(0);\/*fckeditortemplink*\/\">http:\/\/www.ct.ingv.it\/Ufvg\/Eolie\/vulcanologia.htm<\/a><\/p>\n<p><font size=\"4\"><span style=\"font-weight: bold;\">Periodi inquieti<\/span><\/font><\/div>\n<p><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Negli ultimi due milioni di anni, nell\u2019area italiana si sono avute manifestazioni molto importanti di almeno 2 tipi diversi di vulcanesimo.<\/span><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">Una prima attivit\u00e0 vulcanica<\/span><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"> \u00e8 legata allo scivolamento della placca del Mar Adriatico sotto quella del Tirreno. La zolla sprofondata ha attualmente raggiunto i 450 chilometri di profondit\u00e0 e dalla sua parziale fusione si sono formati i magmi che hanno dato origine ai vulcani appenninici, dal Vesuvio ai Campi Flegrei, ai laghi craterici laziali (Bolsena, Vico, Bracciano, Albano e Nemi). Anche le emissioni di vapori e gas del Monte Amiata e i vulcani ormai spenti (almeno lo si ipotizza) del Vulture (Potenza) e di Roccamonfina (Caserta) sono legati allo stesso fenomeno.<\/span><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);\"><br \/><span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\">Una seconda area di attivit\u00e0 vulcanica<\/span><\/span><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"> \u00e8 quella che si manifesta in seguito allo scivolamento della zolla africana sotto il Tirreno. Il fenomeno ha dato origine al <\/span><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);\">vulcano sottomarino Marsili<\/span><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"> e a quelli delle Isole Eolie. Questi gruppi di vulcani sono tra loro abbastanza simili nel modo di eruttare.<\/span><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Fa eccezione l\u2019Etna, perch\u00e9 \u00e8 legato alla presenza di grandi fratture che interessano l\u2019intera crosta terrestre (anche l\u2019Isola Ferdinandea che oggi \u00e8 sotto il livello del mare ha una medesima origine) e che scendono fino al mantello sottostante.<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Sardegna\/Marsili.jpg\" alt=\"\"\/><\/span><br \/><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\" style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Il vulcano Marsili visto da Nord. L\u2019immagine, tratta da sito dell\u2019Istituto di Geologia Marina del CNR mostra il monte rilevato con uno strumento denominato Multibeam Sonar, che irradia il fondo marino con un ventaglio di onde acustiche, dirette perpendicolarmente alla rotta della nave, rilevando una fascia di fondale larga circa 4 volte la profondit\u00e0 dell\u2019acqua.<\/font><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><\/div>\n<p><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Nelle profondit\u00e0 del mar Tirreno \u00e8 accertata da tempo la presenza di grandi complessi vulcanici sommersi. Recenti studi effettuati dall\u2019INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), tramite la stazione geomarina Orion Geostar 3, sul Marsili, situato a nord delle isole Eolie, hanno permesso di rilevare che il gruppo ha una base abissale con diametro di circa 50 km, si eleva per 3260 metri (l\u2019Etna \u00e8 alto 3323 metri) arrivando a circa 500 metri dalla superficie, e possiede numerosi apparati vulcanici satellitari con crateri simili per dimensione a quello dell\u2019isola di Vulcano.<\/span> <\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"javascript:void(0);\/*fckeditortemplink*\/\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 226px; height: 169px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Sardegna\/caldera-vulcano.JPG\"\/><br \/><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\"><span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Il cratere \u201ccaldera\u201d del vulcano &#8220;Vulcano&#8221; sull\u2019isola omonima.<\/span><\/span><\/font><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\"><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">Nell\u2019Italia meridionale esistono diverse zone vulcaniche attive<\/span>. <span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"><br \/><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">I fondali del Tirreno sono modellati dalla collisione tra la zolla eurasiatica e quella africana, che ha consentito la formazione di numerosi vulcani sottomarini. Il pi\u00f9 imponente tra questi \u00e8 <span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">il Marsili<\/span>, che \u00e8 anche il pi\u00f9 grande vulcano europeo (65 km di lunghezza, 40 di larghezza  e oltre 3.000 m di altezza).<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Sardegna\/bacino-Vavilov.jpg\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<p><font size=\"1\">I<span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">l bacino del Vavilov visto dalla Sardegna. Il vulcano Vavilov al centro e sullo sfondo il monte sottomarino Flavio Gioia.<\/span><\/font><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"><span style=\"font-weight: bold;\">Studi sempre pi\u00f9 approfonditi<\/span>, grazie anche alle applicazioni di tecnologie sempre pi\u00f9 sofisticate, progressivamente hanno rivelato preziosi dati sull\u2019origine e sull\u2019evoluzione delle bocche di fuoco coperte dai nostri mari: e, per la precisione, del nostro Mar Tirreno. Sono quattro i dormienti, cosiddetti &#8220;fratellastri&#8221; che interessano da vicino il &#8220;nostro&#8221; Vesuvio, &#8220;vulcani giganti&#8221;, sommersi ma per nulla inoperosi, nella cinta del Mar Tirreno costituendone una cintura di fuoco non indifferente. Vulcani di enorme potenziale nascosti negli abissi, localizzati e battezzati dai loro scopritori. Ma soltanto con il sondaggio capillare del C.N.R., da poco presentato pubblicamente dal responsabile Prof. Michael Mariani, \u00e8 stato possibile realizzare una prima radiografia compiuta di questi &#8220;giganti sommersi&#8221; del Tirreno, il mare per antonomasia pi\u00f9 giovane e perci\u00f2 pi\u00f9 instabile del Mediterraneo.<\/span><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><br \/>\n<span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"><span style=\"font-weight: bold;\">Lo studio del C.N.R.<\/span> ne ha rilevato gli aspetti pi\u00f9 pericolosi. Alto 3000 m il <\/span><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);\">Marsili<\/span><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"> dista 150 km a sud del golfo di Napoli e 70 km dalle isole Eolie. Si sviluppa da 3000 a 505 m di profondit\u00e0. Lungo 65 km e largo 40, ha due milioni di anni, le sue fumarole furono riprese nel 1990 da un video-robot di ricercatori americani. Poi c\u2019\u00e8 il <\/span><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);\">Magnaghi<\/span><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">: uno dei pi\u00f9 grossi vulcani del sistema sottomarino. Tre milioni di anni di et\u00e0. Localizzato a 220 km sud-est di Napoli, misura in profondit\u00e0 fra 1465 e 3000 m di cui soltanto la parte superiore \u00e8 di circa 2300 m, ha le caratteristiche di un edificio vulcanico. Dallo studioso sovietico Valilov che ne scopr\u00ec l\u2019esistenza, prende parte anch\u2019esso alla famosa mappatura del Tirreno. Il Vulcano <\/span><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);\">Valilov<\/span><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"> ha come datazione 6-7 milioni di anni. Localizzato a 160 km sud-est del golfo di Napoli, ha una profondit\u00e0 compresa tra i 3000 e 733 metri. Ultimo, ma non meno pericoloso \u00e8 il <\/span><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);\">Palinuro<\/span><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">, altro vulcano sommerso della cintura Tirrenica. Dista circa a 150 km dal golfo partenopeo e a 83 dalla costa calabra di Diamante, in direzione nord-est rispetto al Marsili. L\u2019origine risale a meno di due milioni di anni fa. <\/span><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"><span style=\"font-weight: bold;\">I fenomeni vulcanici sul Monte Marsili<\/span> sono tuttora attivi e sui fianchi si stanno sviluppando numerosi apparati vulcanici satelliti, molti dei quali hanno dimensioni comparabili con il cratere dell\u2019Isola di Vulcano, nell\u2019arcipelago delle Eolie. Sono state inoltre identificate le tracce di enormi collassi di materiale dai fianchi di alcuni dei vulcani sottomarini.<\/span><br style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"\/><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);\">L\u2019attivit\u00e0 vulcanica recente<\/span> risulta anche dalla circolazione di fluidi ad alta temperatura all\u2019interno della crosta. Aree in cui questi fluidi vengono emessi sono state identificate nei vulcani sottomarini e nella porzione sommersa dell\u2019edificio vulcanico di Panarea. In queste zone, depositi di solfuri di piombo, rame e zinco, ossidi ed idrossidi di ferro e manganese si formano sul fondo marino, originando giacimenti che, in un futuro prossimo, potrebbero essere attivamente sfruttati.<\/span><\/div>\n<p><a href=\"javascript:void(0);\/*fckeditortemplink*\/\"><br \/><\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Sardegna\/vulcani2.jpg\"\/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Sardegna\/zolle.jpg\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":213,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-1227","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vulcanismo-e-terremoti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/213"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1227"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1227\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}