{"id":1225,"date":"2005-04-22T00:00:00","date_gmt":"2005-04-21T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1225","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1225\/","title":{"rendered":"Che effetto ha avuto e avr\u00e0, col tempo, l&#8217;effetto serra sugli animali e sul loro comportamento, dato che la loro vita \u00e8 molto influenzata dall&#8217;ambiente?"},"content":{"rendered":"<p>Per rispondere meglio alla sua domanda mi aiuter\u00f2 con un paragone. <\/p>\n<p>Immaginiamo la Natura come un immenso puzzle; dobbiamo ricostruire per esempio la foto della Terra vista dallo spazio. Ora pensiamo che tutti i tassellie che formano l\u2019Africa siano gli animali. Bene, per far s\u00ec che salti fuori la nostra immagine dobbiamo incastrare ogni pezzo nel posto giusto. Basta che uno solo sia messo male che, a catena, vengano a mancare tutti gli altri; alla fine non riusciremo a ricomporre l\u2019immagine della Terra nel modo giusto e ci toccher\u00e0 ricominciare da capo. <\/p>\n<p>Anche se la Natura non \u00e8 cos\u00ec schematica come questo raffronto, spero di avere reso l\u2019idea; tutti gli animali fanno parte di un grande mosaico: l\u2019ecosistema terrestre. <\/p>\n<p>Ogni animale per vivere dipende da altri animali o organismi, che a loro volta dipendono da altri organismi e cos\u00ec via. \u00c8 come una catena in cui ogni anello\u00a0\u00e8 legato ad un altro. Se per qualche motivo interviene un elemento perturbatore che allenta un anello, la catena pu\u00f2 spezzarsi. <\/p>\n<p>Nel nostro caso, l\u2019elemento di disturbo \u00e8 l\u2019innalzamento della temperatura terrestre provocato dall\u2019amplificarsi dell\u2019effetto serra.\u00a0\u00c8 oramai dimostrato che l\u2019aumento c\u2019\u00e8. Le cause sono da attribuire anche alle emissioni di CO<sub>2<\/sub> nell\u2019aria da parte dei veicoli e dall\u2019industria. Anche se \u00e8 fenomeno graduale di cui non si conoscono ancora le ripercussioni sul clima a lungo termine, pare certo \u2013 confermano gli esperti \u2013 che la temperatura media del pianeta \u00e8 salita di 0.6 gradi negli ultimi cento anni e l\u2019habitat di piante ed animali ne ha gi\u00e0 risentito. <\/p>\n<p>Perci\u00f2, se come abbiamo detto, ogni animale per vivere ha bisogno di mangiare un altro animale o vegetale, come cambiano le loro abitudini se la temperatura aumenta? <\/p>\n<p>Facciamo un altro esempio. Pensiamo ad una coppia di uccellini che ingannati dalla inusuale buona temperatura decidono di deporre prima le proprie uova. Al momento della schiusa anticipata, i genitori si troveranno in difficolt\u00e0 nel procuragli il cibo perch\u00e9 i bruchi che solitamente si trovavano sulle foglie di una determinata pianta, quest\u2019anno non ci sono. Il caldo prematuro ha fatto crescere pi\u00f9 velocemente una pianta vicina, pi\u00f9 adatta ad un clima secco &#8211; \u201cxerofila\u201d come dicono i botanici &#8211; che ha creato ombra alla sua concorrente non consentendogli di sviluppare quei germogli rigogliosi da cui i bruchi traevano nutrimento. Per la nidiata di uccellini, dunque, il rischio \u00e8 che qualche componente non spicchi mai il volo. E anche per coloro che riusciranno a librarsi nell\u2019aria, in ogni caso, il loro orologio biologico rester\u00e0 regolato male per l\u2019anno a venire. Perci\u00f2, se durante un inverno normale la nostra coppia di uccellini riusciva ad allevare per esempio almeno una prole composta da 4 componenti, con l\u2019arrivo prima del previsto del caldo, i piccoli che riusciranno a diventare adulti saranno solo la met\u00e0. Se poi pensiamo che questa nuova generazione poteva essere una potenziale preda per un uccello rapace nelle vicinanze, vediamo che il problema si ripercuote sulle specie che occupano un posto superiore nella catena alimentare. <\/p>\n<p>L\u2019arrivo prima del previsto della primavera non cambia solo le abitudini alimentari degli animali ma anche i loro spostamenti. Se gli uccelli migratori non fanno in tempo a sentire abbastanza freddo per partire verso regioni pi\u00f9 calde, fanno prima a restare dove sono, senza sprecare energie inutili. A questo proposito, in un\u2018intervista su Repubblica del 3 Gennaio 2003, Giampiero Maracchi, direttore del laboratorio di biometeorologia del CNR &#8211; quando gli si chiede quali saranno gli effetti del cambiamento climatico in Italia &#8211; risponde preoccupato: \u201cGli uccelli migratori \u2013 tordi beccacce, fringuelli, rondini e colombacci \u2013 sono partiti molto tardi per svernare nel Nord Africa. Alcuni si sono fermati nel sud Italia. Altri hanno rinunciato del tutto alla migrazione. A Firenze, ad esempio, \u00e8 ancora possibile vedere gli storni in questa stagione. Le stesse zanzare, insieme ad altri insetti stagionali, sono riuscite a sopravvivere fino a dicembre nonostante il freddo sia micidiale per loro. I bocci delle mimose sono gi\u00e0 spuntati. Oggi le piante sentono l\u2019arrivo della primavera con una ventina di giorni di anticipo rispetto ad un decennio fa. All\u2019inizio di marzo la natura comincia a risvegliarsi, e non c\u2019\u00e8 nulla di cui stupirsi: durante i mesi di novembre e dicembre dell\u2019anno scorso abbiamo avuto per ben 20 giorni temperature superiori di 6 \u2013 8 gradi rispetto alla media\u2026\u201d .<\/p>\n<p>Richard P. Alley, esperto di cambiamenti climatici e docente presso la Pennsylvania State University, in un\u2019altra intervista uscita sempre su la Repubblica il 3 gennaio 2003, afferma: \u201c\u2026questo impone agli animali di cambiare alimentazione, o di mangiare meno o di dover viaggiare pi\u00f9 al lungo prima di potersi nutrire. E tutto ci\u00f2 ha un prezzo\u201d. Si riferisce al fatto che l\u2019inasprirsi dell\u2019effetto serra potrebbe condurre verso uno squilibrio ecologico netto e all\u2019estinzione locale di alcune specie. <\/p>\n<p>In uno studio pubblicato su Nature, Camille Parmesan, biologa presso l\u2019Universit\u00e0 del Texas, e Gary Yohe, economista presso la Wesleyan University, sostengono che tutti i pi\u00f9 gravi cambiamenti ecologici accertati negli ultimi decenni sono da attribuire per il 95 % dei casi al surriscaldamento dell\u2019atmosfera terrestre e a nessun altro fattore! \u201cOrmai l\u2019impatto del clima sul sistema naturale \u00e8 del tutto evidente ed \u00e8 importante che lo prendiamo seriamente in considerazione.\u201d Affermano che in Europa alcune farfalle si sono spostate verso Nord di 50 \u2013 100 chilometri o pi\u00f9, eguagliando gli spostamenti effettuati nelle stagioni mediamente pi\u00f9 calde. (La Repubblica, 3 Gennaio 2003).<\/p>\n<p>In California, presso la baia di Monterey, molti invertebrati marini sono stati indotti a cercare acque pi\u00f9 fresche verso nord, trascinando con se tutte le specie marine correlate nella piramide alimentare. (La Repubblica, 3 Gennaio 2003).<br \/>In un altro studio, Terry L. Root, ecologo presso la Standford University aggiunge che i cambiamenti ecologici vengono amplificati non solo a causa del surriscaldamento generale, ma anche da altre attivit\u00e0 umane simultanee, come l\u2019espansione delle aree urbane o l\u2019introduzione di specie esotiche invasive. Per esempio la farfalla \u201cQuino cherckerspot\u201d, una specie a rischio di estinzione con un territorio molto limitato a cavallo tra Messico settentrionale e California meridionale, ha abbandonato quasi definitivamente il Messico spinta dalle alte temperature e al contempo \u00e8 costretta a spostarsi sempre pi\u00f9 a sud dal proliferare delle estese periferie urbane intorno a Los Angeles e a San Diego (La Repubblica, 3 gennaio 2003).<\/p>\n<p>Tutti questi studi e ricerche mostrano che il problema \u00e8 serio e la sua domanda \u00e8 pertinente ed attuale. <br \/>Nonostante tutto, personalmente, penso che l\u2019uomo abbia i mezzi necessari per correre ai ripari in tempo. <br \/>Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che si tratta di un fenomeno su scala globale di grande portata, in cui alcuni parametri ancora sfuggono alla nostra comprensione. <\/p>\n<p>Probabilmente oggi facciamo anche pi\u00f9 attenzione rispetto a qualche decennio alle mutevoli condizioni del tempo. Con questo non voglio sottovalutare il problema che resta rilevante. <br \/>Per la prima volta nella sua storia la nostra cara ed amata Terra conosce cosa significhino le attivit\u00e0 umane; nessuna altra specie in passato era riuscita a modificare l\u2019ambiente come stiamo facendo noi. Anche i pi\u00f9 sofisticati computer che analizzano l\u2019andamento del clima possono darci delle indicazioni approssimative al massimo per i prossimi 10 anni, oltre non sia sa. La natura ha il tempo che vuole. L\u2019uomo no. Non disturbiamola troppo! <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":244,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":["post-1225","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-scienze-biologiche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/244"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1225"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1225\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}