{"id":1170,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1170","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1170\/","title":{"rendered":"Vorrei avere alcune notizie generali sulle onde elettromagnetiche (in astronomia) ed in particolare sull&#8217;effetto Doppler."},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La tua domanda<br \/>\n        \u00e8 estremamente vaga e generale, per cui \u00e8 difficile fornire una risposta<br \/>\n        adeguata e completa in poche righe (pensa che esistono corsi universitari<br \/>\n        della durata di 200 ore dedicati esclusivamente alle onde elettromagnetiche!).<br \/>\n        Prover\u00f2 comunque a fornirti qualche notizia, invitandoti a porre una ulteriore<br \/>\n        domanda pi\u00f9 mirata se non dovessi trovare nella seguente le notizie che<br \/>\n        cerchi.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Un&#8217;onda<br \/>\n        elettromagnetica \u00e8 una oscillazione dei campi elettrico e magnetico, mutuamente<br \/>\n        accoppiati, che si propaga nello spazio. Detto in parole pi\u00f9 semplici,<br \/>\n        una variazione del campo elettrico nel tempo genera un campo magnetico<br \/>\n        e viceversa per cui i due campi, variando nel tempo, si sostengono l&#8217;un<br \/>\n        l&#8217;altro e ci\u00f2 permette loro di propagarsi a distanze indefinitamente grandi<br \/>\n        dalla sorgente del campo stesso.<br \/>\n        In particolare, quando la propagazione avviene nello spazio vuoto ed a<br \/>\n        grande distanza dalla sorgente, le onde elettromagnetiche si presentano<br \/>\n        come fronti piani caratterizzati esclusivamente dalla loro frequenza.<br \/>\n        Per fronte piano si intende che il luogo geometrico dei punti che, in<br \/>\n        un dato istante, presenta il campo elettrico (o quello magnetico) uguale<br \/>\n        (ovvero con lo stesso modulo e fase), \u00e8 un piano ortogonale alla direzione<br \/>\n        di propagazione dell&#8217;onda. <br \/>\n        L&#8217;osservatore verr\u00e0 dunque investito progressivamente da questi fronti;<br \/>\n        considerando solo quelli che presentano la massima intensit\u00e0 per il campo<br \/>\n        elettrico, il numero di tali fronti che ci investe in un secondo \u00e8 appunto<br \/>\n        la frequenza (<font face=\"Symbol\">n<\/font>) dell&#8217;onda. Poich\u00e9 la velocit\u00e0<br \/>\n        di propagazione delle onde e.m. nel vuoto \u00e8 esattamente la velocit\u00e0 della<br \/>\n        luce (c), se ne ricava che la distanza spaziale tra due massimi \u00e8 <font face=\"Symbol\">l<\/font>=c\/<font face=\"Symbol\">n<\/font><br \/>\n        ed \u00e8 detta lunghezza d&#8217;onda. <br \/>\n        La lunghezza d&#8217;onda delle onde e.m. pu\u00f2 variare di moltissimi ordini di<br \/>\n        grandezza, per cui si usa compierne una suddivisione empirica, giustificata<br \/>\n        dal fatto che i fenomeni fisici che le generano variano a seconda dell&#8217;intervallo<br \/>\n        di frequenze considerato. <br \/>\n        Per <font face=\"Symbol\">l<\/font> maggiore di qualche cm., le onde e.m.<br \/>\n        sono comunemente chiamate onde radio, da qualche cm. a circa 1mm. sono<br \/>\n        dette microonde, seguono, fino a circa 700nm. (nanometri = 10<sup>-9<\/sup><br \/>\n        metri) di lunghezza d&#8217;onda le onde infrarosse, da 700 a 300nm. si ha la<br \/>\n        luce visibile, quindi, fino a circa 10nm. ci sono le onde ultraviolette,<br \/>\n        seguite dai raggi X che hanno l compreso tra 10nm. e 100pm.(picometri<br \/>\n        = 10<sup>-12<\/sup> metri), infine vengono i raggi gamma, la cui lunghezza<br \/>\n        d&#8217;onda non ha un limite inferiore (almeno teoricamente).<br \/>\n        <\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Dunque,<br \/>\n        come visto, la luce a cui \u00e8 sensibile il nostro occhio \u00e8 semplicemente<br \/>\n        una piccola porzione dello spettro elettromagnetico, il che spiega come<br \/>\n        mai le onde radio, le microonde, i raggi X e gamma si propaghino tutti<br \/>\n        alla velocit\u00e0 della luce: sono tutti il medesimo fenomeno! <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Semplificando<br \/>\n        un po&#8217;, la luce infrarossa, visibile ed ultravioletta \u00e8 prodotta nello<br \/>\n        spazio dall&#8217;agitazione termica di elettroni all&#8217;interno di corpi molto<br \/>\n        caldi (le stelle), la radiazione X e gamma dalla brusca accelerazione<br \/>\n        di particelle cariche in presenza di forti campi magnetici o di fenomeni<br \/>\n        esplosivi, le onde radio dall&#8217;interazione della luce ultravioletta con<br \/>\n        elettroni dispersi nello spazio interstellare (effetto Compton), dunque<br \/>\n        lo studio delle onde elettromagnetiche permette agli astronomi di venire<br \/>\n        a conoscenza delle condizioni fisiche presenti nello spazio in cui si<br \/>\n        sono generate. La nostra atmosfera assorbe per\u00f2 la maggior parte delle<br \/>\n        lunghezze d&#8217;onda (a parte la luce visibile e una piccola porzione delle<br \/>\n        onde radio), perci\u00f2 lo studio del cielo nell&#8217;intero spettro elettromagnetico<br \/>\n        richiede di porre satelliti in orbita dedicati a questo scopo. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Come detto,<br \/>\n        il parametro che caratterizza le onde e.m. \u00e8 la loro frequenza. Essa \u00e8<br \/>\n        legata alla lunghezza d&#8217;onda dalla relazione <\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"54\" height=\"40\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/onde\/image2.gif\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Nel momento<br \/>\n        in cui per\u00f2 l&#8217;osservatore risulta in moto rispetto alla sorgente, esso<br \/>\n        viene investito in un secondo da un numero di fronti d&#8217;onda diverso da<br \/>\n        <font face=\"Symbol\">n<\/font> ed in particolare da un numero maggiore se<br \/>\n        il moto \u00e8 nella direzione della sorgente ed un numero minore viceversa.<br \/>\n        Quanto detto \u00e8 comunemente detto effetto Doppler; se si immagina una sorgente<br \/>\n        di colore giallo (il centro dello spettro visibile), se la sorgente \u00e8<br \/>\n        in avvicinamento rispetto all&#8217;osservatore, la frequenza della luce emessa<br \/>\n        apparir\u00e0 maggiore (e <font face=\"Symbol\">l<\/font> minore), per qui l&#8217;osservatore<br \/>\n        osserver\u00e0 uno spostamento del colore verso il blu (detto in gergo blue-shift),<br \/>\n        viceversa, per una sorgente in allontanamento si osserver\u00e0 uno spostamento<br \/>\n        verso il rosso (red-shift). Dette <font face=\"Symbol\">l<\/font> la lunghezza<br \/>\n        d&#8217;onda vista dall&#8217;osservatore e <font face=\"Symbol\">l<\/font>0 quella che<br \/>\n        si vedrebbe in un sistema di riferimento a riposo rispetto alla sorgente,<br \/>\n        il red-shift viene comunemente misurato con la grandezza: <\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"91\" height=\"51\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/onde\/image3.gif\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">che esprime<br \/>\n        di quale percentuale si \u00e8 dilatata la lunghezza d&#8217;onda. Come puoi notare,<br \/>\n        Z \u00e8 positivo per i red-shift e negativo per i blue-shift; la scelta \u00e8<br \/>\n        dovuta al fatto che la maggior parte delle galassie \u00e8 in allontanamento<br \/>\n        da noi a causa dell&#8217;espansione dell&#8217;universo, per cui \u00e8 comodo avere Z<br \/>\n        quasi sempre positivo. Si dimostra che, se il moto relativo (v) tra la<br \/>\n        sorgente e l&#8217;osservatore \u00e8 molto minore della velocit\u00e0 della luce, si<br \/>\n        ha che <\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"43\" height=\"38\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/onde\/image5.gif\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> per cui,<br \/>\n        essendo Z misurabile e c noto, \u00e8 possibile risalire alla velocit\u00e0 di allontanamento<br \/>\n        della sorgente; invece, quando v diventa comparabile con c, \u00e8 necessario<br \/>\n        introdurre una correzione relativistica, dovuta al fatto che la somma<br \/>\n        delle velocit\u00e0 non pu\u00f2 essere maggiore di c, per cui si ottiene che <\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"106\" height=\"47\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/onde\/image6.gif\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Come puoi<br \/>\n        vedere, quando v si avvicina a c, Z tende all&#8217;infinito, il che significa<br \/>\n        che la luce visibile proveniente da oggetti che si allontanano da noi<br \/>\n        a grande velocit\u00e0 tende ad essere fortemente dilatata verso le microonde<br \/>\n        e che gli oggetti in allontanamento da noi a velocit\u00e0 maggiore hanno Z<br \/>\n        pi\u00f9 elevato. Attualmente gli oggetti celesti noti con Z maggiore sono<br \/>\n        dei quasar aventi Z vicino a 5.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":161,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-1170","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-astronomia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1170","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/161"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1170"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1170\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}