{"id":1145,"date":"2024-02-09T16:55:26","date_gmt":"2024-02-09T15:55:26","guid":{"rendered":""},"modified":"2024-02-09T16:55:27","modified_gmt":"2024-02-09T15:55:27","slug":"1145","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1145\/","title":{"rendered":"Che altezza pu\u00f2 raggiungere una protuberanza (o &#8220;flare&#8221;) solare? Migliaia di chilometri o addirittura milioni?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va detto innanzitutto che i flares solari e le protuberanze sono due fenomeni spesso associati, ma distinti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un <b>flare<\/b>, o <b>brillamento<\/b>, \u00e8 la liberazione improvvisa e fugace (dura in genere pochi minuti) di energia, fino a 10<sup>25<\/sup> Joule, dalla superficie del Sole sotto forma di raggi X e particelle, che possono anche giungere presso la Terra. I brillamenti possono infatti provocare distubi elettromagnetici di notevole entit\u00e0 e nell&#8217;ambiente spaziale possono arrecare danni a satelliti o persone. Ad esempio durante la missione Apollo 12 ci furono attimi di tensione perch\u00e9 sul Sole si stava verificando un flare con liberazione di protoni. Ci\u00f2 costituiva una minaccia per l&#8217;incolumit\u00e0 degli astronauti, ma fortunatamente tutto and\u00f2 bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte, se il fenomeno \u00e8 eccezionalmente intenso, dal punto in cui si origina il brillamento, i campi magnetici presenti presso la fotosfera guidano la fuoriuscita di plasma dal Sole, si origina dunque una <b>protuberanza<\/b> di tipo eruttivo. Altre protuberanze non sono associate a brillamenti ma evolvono lentamente, nell&#8217;arco di giorni, e sono dette protuberanze quiescenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/protuberanze\/protu2.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"258\" align=\"right\" hspace=\"4\" vspace=\"4\">Si osservi l&#8217;impressionante fotografia a fianco. essa \u00e8 stata ripresa dal  laboratorio spaziale Skylab nel 1973 e rappresenta il caso pi\u00f9 eclatante di protuberanza solare. Vediamo di ricavarne le dimensioni usando un semplicissimo programma di elaborazione delle immagini, ad esempio Paint Shop Pro. L&#8217;operazione non ha pretese di scientificit\u00e0, \u00e8 solo un esercizio divertente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sappiamo che il raggio del Sole \u00e8 di 696.000 km. Per misurarne l&#8217;estensione nell&#8217;immagine tracciamo una linea lungo l&#8217;equatore: misura 250 pixel; l&#8217;altezza della protuberanza si ricava portando una linea dal centro del Sole alla sommit\u00e0 della stessa e misurando la lunghezza della linea tra la sommit\u00e0 e la superficie apparente del Sole: misura 74 pixels. Il problema \u00e8 ora stabilire se la protuberanza appare esattamente di profilo o inclinata rispetto al piano visuale. Se ipotizziamo che sia esattamente perpendicolare, otterremo una stima per difetto: un rapido calcolo dimostra che la protuberanza si eleva sulla fotosfera per almeno 74\/250*1392.000km=412.000km In realt\u00e0 la protuberanza appare dietro il disco Solare, per cui si conclude che l&#8217;altezza \u00e8 certamente superiore, ma dello stesso ordine di grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo caso il materiale scagliato dall&#8217;eruzione \u00e8 ricaduto sul Sole, ma altri satelliti (Solar Maximun Mission, SOHO) hanno osservato fenomeni ancora pi\u00f9 dirompenti che hanno scagliato nello spazio una grande quantit\u00e0 di plasma che non \u00e8 pi\u00f9 ricaduto. Dunque si pu\u00f2 affermare che per alcune protuberanze non \u00e8 possibile definire un&#8217;altezza, dato che il materiale che le costituisce abbandona per sempre il Sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se invece ci si riferisce alle protuberanze medie, visibili al telescopio con appositi filtri (H-alfa), la loro altezza \u00e8 dell&#8217;ordine dei 50.000 km.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[],"class_list":["post-1145","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sole"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1145","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1145"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1145\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}