{"id":1130,"date":"2006-05-06T00:00:00","date_gmt":"2006-05-06T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2006-05-06T00:00:00","modified_gmt":"2006-05-06T00:00:00","slug":"1130","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1130\/","title":{"rendered":"Come mai le comete, come la Hale Bopp, hanno due code?"},"content":{"rendered":"<p>Le comete sono certamente gli oggetti celesti pi\u00f9 appariscenti: quelle pi\u00f9 spettacolari sviluppano una coda che pu\u00f2 abbracciare anche met\u00e0 della volta celeste, come \u00e8 capitato recentemente con la cometa Hyakutake. Tuttavia si adatta benissimo a proposito delle comete la frase che disse un celebre astronomo:<br \/>\n&#8220;<em>le comete sono un niente visibile<\/em>&#8220;.<span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>Infatti uno spettacolo cos\u00ec evidente \u00e8 generato da un mucchietto di ghiaccio e roccia di dimensioni insignificanti: solo una decina di km di diametro. Anche la coda, che costituisce la parte pi\u00f9 visibile di una cometa, \u00e8 eterea: nel 1910 la Terra fu investita dalla coda della cometa di Halley, e nonostante<br \/>\nla cattiva pubblicit\u00e0 dei giornali che parlarono di &#8220;possibili intossicazioni da cianuro&#8221; (!) non fu avvertito il minimo cambiamento, neppure a livello atmosferico. A riprova di questo, va detto che le stelle che si vedono<br \/>\nattraverso la coda non subiscono la bench\u00e9 minima attenuazione della loro luminosit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/comete\/hb.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"283\" align=\"left\" hspace=\"4\" vspace=\"4\" \/><\/i><\/span><em>A<\/em><em> sinistra: la cometa Hale-Bopp fotografata da Alessandro Dimai<\/em><\/p>\n<p>Le comete possiedono tre code: la coda di polveri, la coda di ioni e la coda di Sodio. La prima \u00e8 visibile ad occhio nudo, la seconda diventa evidente nelle fotografie, dove appare di un blu molto attraente, mentre la terza \u00e8 visibile solo con appositi filtri.<\/p>\n<p>Le comete sviluppano la coda perch\u00e9 il riscaldamento dovuto ai raggi solari fa evaporare la superficie del nucleo, e le particelle che si liberano sono &#8220;soffiate<br \/>\nvia&#8221; dalla pressione di radiazione solare (la pressione che la luce esercita sulla materia). Ad alcune particelle per\u00f2 la radiazione solare riesce a &#8220;strappare&#8221; elettroni, rendendole elettricamente cariche (ioni). Gli ioni sono scagliati via a velocit\u00e0 molto pi\u00f9 elevate (circa 1000 km\/s) dal vento solare, cio\u00e8 il flusso di protoni ed elettroni emesso dal Sole.<span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>Esaminiamo in dettaglio le tre code.<\/p>\n<p><strong> La coda di polveri <\/strong><br \/>\nE&#8217; generalmente curva, la sua luminosit\u00e0 digrada uniformemente verso l&#8217;estremit\u00e0, il suo spettro a riflessione indica che \u00e8 composta da pulviscolo che riflette la luce solare. E&#8217; lunga al massimo 10 milioni di km. La forma arcuata deriva dal fatto che il pulviscolo che viene scagliato nello spazio ha massa variabile e quindi subisce una accelerazione tanto minore quanto maggiore \u00e8 la sua massa. Dunque le particelle pi\u00f9 pesanti tenderanno a rimanere nei pressi della cometa e a percorrere l&#8217;orbita originaria della cometa, invece quelle pi\u00f9 leggere possono allontanarsi maggiormente dal nucleo. La variet\u00e0 nella massa delle particelle si riflette in una tipica &#8220;coda a ventaglio&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/comete\/code.gif\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"358\" align=\"right\" hspace=\"4\" vspace=\"4\" \/><\/b><\/span><strong>La<\/strong><strong> coda di ioni<\/strong><br \/>\nDato che gli ioni sono allontanati a velocit\u00e0 elevatissime a causa del vento solare, essa \u00e8 diritta, rivolta quasi esattamente in direzione opposta al Sole, inoltre possiede strutture filiformi, talvolta noduli e zone turbolente. Il suo spettro \u00e8 del tipo ad emissione, ed \u00e8 dovuto principalmente all&#8217;ossido di carbonio ionizzato (CO+) che emette luce a 420 nm, corrispondente al colore blu. Altre componenti della coda sono lo ione cianuro (CN+) e l&#8217;ossidrile (OH). La sua lunghezza \u00e8 tipicamente di 100 milioni di km, in casi eccezionali, come nella &#8220;grande cometa di Marzo&#8221; apparsa nel 1843 e visibile in pieno giorno, la coda di ioni era lunga 320 milioni di chilometri ! Nonostante nel complesso la coda sia elettricamente neutra, localmente il flusso di particelle cariche produce un campo magnetico che interagisce con il campo magnetico generato dal vento solare e crea moti caotici e turbolenti.<\/p>\n<p><strong>La coda di Sodio<\/strong><br \/>\nE&#8217; stata scoperta dal ricercatore italiano G. Cremonese in occasione del passaggio della Hale-Bopp ed \u00e8 la coda pi\u00f9 vicina alla direzione antisolare. Alcune comete mostrano sia la coda di polveri che la coda di ioni (p.<br \/>\nes. la Hale-Bopp), altre soltanto la coda di ioni, come ad esempio la Hyakutake. Questo \u00e8 un indicatore dell&#8217;et\u00e0 della cometa, perch\u00e9 si \u00e8 calcolato che le polveri si esauriscono abbastanza presto nell&#8217;arco della vita di una cometa (tipicamente una cometa perde 30 tonnellate di polveri al secondo!).<\/p>\n<p><!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-1130","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-corpi-del-sistema-solare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1130","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1130"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1130\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}