{"id":110,"date":"2001-12-11T00:00:00","date_gmt":"2001-12-10T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"110","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/110\/","title":{"rendered":"Innanzi tutto desidero esprimere la mia gratitudine per il servizio che date, socialmente utile e totalmente gratuito \u00e8 una vera gemma nel mondo web.\r\nLa mia domanda \u00e8 la seguente: in una vostra risposta si parla delle pompe di calore come macchine in grado di rendere + energia che quella elettricamente assorbita,questo grazie al fatto che gran parte dell&#8217;energia in uscita \u00e8 firnita gratuitamente dall&#8217;energia termica ambientale. Da qui mi chiedo: visto che in ambiente esterno c&#8217;\u00e8 tanta energia termica gratuita sotto forma di calore, accumulata ovunque (atmosfera,mare,ecc..)perch\u00e8 non assorbire questa energia trasformandola, magari in elettricita&#8217;, togliere qualche grado a milioni di litri di aria ambiente non \u00e8 solo ecologico ma anche ambientalmente utile, assorbendo almeno parte del calore che continuiamo ad aggiungere al mondo tramite combustione o effetti serra.\r\nSono convinto che questo sia possibile, nessuna legge fisica lo impedisce (almeno credo). Vorrei che mi aiutaste a capire se le mie convinzioni sono sensate (ormai non ci dormo la notte),e se esiste qualche macchina che utilizzi un sistema simile (graditi link interessanti). So che sarete esaurienti e precisi come sempre, Grazie."},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il<br \/>\nprimo principio della termodinamica sancisce l&#8217;equivalenza tra l&#8217;energia termica<br \/>\n(calore) e l&#8217;energia meccanica e quindi elettrica eccetera&#8230;<\/font><\/p>\n<p>Il<br \/>\nsecondo principio della termodinamica afferma che, mentre \u00e8 possibile (anzi<br \/>\ninevitabile) trasformare interamente in calore le altre forme di energia, la trasformazione<br \/>\nopposta e&#8217; soggetta a limitazioni. In particolare non e&#8217; possibile trasformare<br \/>\nper esempio in lavoro meccanico il calore sottratto a una sorgente a una certa<br \/>\ntemperatura, perche&#8217; bisogna contemporaneamente cederne una fetta a un pozzo a<br \/>\ntemperatura piu&#8217; bassa. Chi ha visitato una centrale termoelettrica avra&#8217; visto<br \/>\ngli enormi condensatori che scaldano l&#8217;acqua di un fiume o addirittura quella<br \/>\ndel mare. Nessuno ha voglia di scaldare ne&#8217; l&#8217;una ne&#8217; l&#8217;altra, ma, non c&#8217;e&#8217; niente<br \/>\nda fare, il secondo principio vuole cosi&#8217;.<\/p>\n<p>Il secondo principio della termodinamica<br \/>\npuo&#8217; essere formulato in molti modi che si dimostrano essere tra loro equivalenti.<br \/>\nI due piu&#8217; classici sono:<\/p>\n<p>a) Non e&#8217; possibile una trasformazione il cui<br \/>\nunico effetto sia quello di trasferire calore da una sorgente a un pozzo a temperatura<br \/>\nmaggiore<br \/>\nb) Non e&#8217; possibile una trasformazione il cui unico effetto sia quello di trasformare<br \/>\nin lavoro meccanico il calore sottratto a una sola sorgente<\/p>\n<p>Il rendimento<br \/>\ntermodinamico massimo teorico deducibile da questo principio e&#8217;:<\/p>\n<p>1) eta<br \/>\n= (T1 &#8211; T2) \/ T1 (le temperature ovviamente assolute cioe&#8217; in gradi Kelvin o Rankine)<\/p>\n<p>dove<br \/>\nT1 e&#8217; la temperatura (alta) della sorgente da cui si estrae il calore e T2 e&#8217;<br \/>\nla temperatura del pozzo nel quale si riversa il calore che non e&#8217; possibile trasformare<br \/>\nin lavoro. Questo rendimento e&#8217; quello di un ciclo che scambia calore solo alle<br \/>\ntemperature indicate quindi un ciclo formato da due isoterme alternate a due adiabatiche.<br \/>\nQuesto ciclo ideale, poco pratico da realizzare, ma molto utile per la teoria,<br \/>\nsi chiama ciclo di Carnot. Tutti gli altri cicli tra le stesse temperature estreme<br \/>\navranno rendimenti inferiori ad esso.<\/p>\n<p>Tutto cio&#8217; premesso, ragioniamo con i soli cicli di Carnot reversibili perche&#8217;<br \/>\nsono facili da usare. Sappiamo poi che in realta&#8217; le cose potranno solo andare<br \/>\npeggio. <\/p>\n<p>Se un ciclo termodinamico &#8220;ruota&#8221; nei soliti diagrammi (p-v o T-S) in<br \/>\nsenso orario sottrarra&#8217; calore dalla sorgente a temperatura alta, cedera&#8217; una<br \/>\nparte di esso sotto forma di lavoro meccanico e restituira&#8217; la parte che resta<br \/>\nal pozzo a temperatura bassa. Questo e&#8217; il ciclo classico delle macchine termiche.<\/p>\n<p>Se un ciclo termodinamico &#8220;ruota&#8221; nei soliti diagrammi (p-v o T-S) in<br \/>\nsenso antiorario sottrarra&#8217; calore dalla sorgente a temperatura bassa, assorbira&#8217;<br \/>\nlavoro meccanico e restituira&#8217; la somma dei due al pozzo a temperatura alta.<br \/>\nQuesto e&#8217; il ciclo classico delle macchine frigorifere o delle pompe di calore.<br \/>\nLa distinzione tra macchina frigorifera e pompa di calore e&#8217; solo in termini di<br \/>\nconvenienza umana. Del frigorifero &#8220;ci interessa&#8221; il freddo prodotto<br \/>\ne disperdiamo il calore generato nell&#8217;ambiente senza preoccuparcene. Della pompa<br \/>\ndi calore &#8220;ci interessa&#8221; il calore prodotto e non quello sottratto p.<br \/>\nes. al mare, al fiume o all&#8217;acqua di falda. Le due macchine sono pero&#8217;, termodinamicamente<br \/>\nparlando, indistinguibili.<\/p>\n<p>Forti di quanto sopra veniamo ora alla domanda specifica e facciamo un&#8217;esempio:<\/p>\n<p>Una pompa di calore ideale (ciclo di Carnot) che pompa calore sottraendolo dall&#8217;acqua<br \/>\ndel mare che, per semplicita&#8217;, immagineremo a 300 K per cederlo aumentato del<br \/>\nlavoro meccanico speso a un pozzo a 450 K.<br \/>\nPer la 1) appena rimaneggiata, supposto 1000 J il lavoro speso:<br \/>\n2000 J saranno sottratti al mare<br \/>\n3000 joule saranno riversati nel pozzo a 450 K<\/p>\n<p>Immaginiamo ora di volerli sfruttare per scaldare la casa o qualsiasi altra cosa.<br \/>\nCon 1000 joule meccanici\/elettrici abbiamo prodotto 3000 J termici. Quindi la<br \/>\npompa di calore e&#8217; molto vantaggiosa rispetto alla stufetta elettrica che avrebbe<br \/>\nerogato semplicemente 1000 J. Questo spiega perche&#8217; le pompe di calore, anche<br \/>\nse timidamente, stanno diffondendosi sopratutto nei paesi freddi in quanto, con<br \/>\nla loro efficienza, alla lunga, ripagano dei maggiori costi di impianto.<\/p>\n<p>Se invece volessimo sfruttare i 3000 J cosi&#8217; prodotti per riottenere lavoro meccanico<br \/>\npossibilmente maggiore di quello speso, avremmo fatto un brutto affare. Infatti,<br \/>\nse aggiungiamo il ciclo inverso che usa i 3000 J e dopo averne estratto un po&#8217;<br \/>\nin lavoro meccanico riversa cio&#8217; che resta in mare il rendimento sara&#8217;:<\/p>\n<p>(450 &#8211; 300) \/ 450 = 1\/3 <\/p>\n<p>per cui da 3000 J termici ricaveremmo 1000 J meccanici, esattamente quelli spesi<br \/>\nnel primo ciclo. In altre parole in quanto esposto, ideale senza perdite, non<br \/>\navremmo guadagnato nulla. Se poi consideriamo le perdite e la non &#8220;idealita&#8217;&#8221;<br \/>\ncapiremmo di aver perso molto di piu&#8217;.<\/p>\n<p>Ora, si possono fare mille esempi diversi da quello sopra che e&#8217; stato scelto<br \/>\nsolo per amore di semplicita&#8217;, si possono variare temperature, tipi di trasformazione,<br \/>\nquantita&#8217; di cammini del ciclo e chi piu&#8217; ne ha piu&#8217; ne metta, sempre l&#8217;inesorabile<br \/>\nsecondo principio si impone e il risultato e&#8217; che non si puo&#8217; guadagnare energia<br \/>\nordinata (meccanica\/elettrica etc&#8230;) a spese di quella disordinata (calore) piu&#8217;<br \/>\ndi quanto consentito dalla formuletta sopra riportata, la 1).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":268,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[],"class_list":["post-110","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-termodinamica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/268"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=110"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}