{"id":1099,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1099","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1099\/","title":{"rendered":"Com&#8217;\u00e8 possibile stabilire la composizione chimica delle stelle?"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> L&#8217;indagine<br \/>\n        sulla composizione chimica delle stelle si basa in primo luogo sui due<br \/>\n        naturali &#8220;osservabili&#8221; caratterizzanti la radiazione elettromagnetica<br \/>\n        stellare: ovverosia la &#8220;quantita&#8217;&#8221; di radiazione ed il &#8220;colore&#8221; della<br \/>\n        medesima, cioe&#8217; la distribuzione energetica alle varie lunghezze d&#8217;onda,<br \/>\n        e per un certo verso anche sui risultati di codici numerici, come vedremo.<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">C&#8217;e&#8217; da<br \/>\n        specificare subito che la composizione chimica delle stelle non e&#8217; omogenea<br \/>\n        ma varia tipicamente in senso radiale, ovverosia con simmetria sferica;<br \/>\n        una stella, in altri termini, e&#8217; fatta a strati (un po&#8217; come una cipolla,<br \/>\n        se vogliamo). Siccome i bruciamenti nucleari si innescano innanzitutto<br \/>\n        al centro, dove si raggiunge prima la temperatura di attivazione delle<br \/>\n        reazioni nucleari, e poi anche &#8211; in momenti successivi &#8211; in strati piu&#8217;<br \/>\n        esterni, tale processo finisce con il produrre composizioni diverse a<br \/>\n        seconda della &#8220;profondita&#8217;&#8221; dello strato in esame, pur partendo da una<br \/>\n        nube di gas che si assume omogenea.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> In questa<br \/>\n        ottica, e&#8217; comprensibile come siano disponibile all&#8217;osservazione &#8220;diretta&#8221;<br \/>\n        sono gli strati piu&#8217; esterni della stella, mentre per avere informazioni<br \/>\n        sulla struttura interna bisogna necessariamente affidarsi alle informazioni<br \/>\n        fornite dai modelli di evoluzione stellare, cui accenniamo brevemente<br \/>\n        nel seguito. Data dunque la natura del bruciamento nucleare nelle stelle<br \/>\n        (che come abbiamo visto non influenza sostanzialmente gli strati piu&#8217;<br \/>\n        esterni), va inoltre considerato come la composizione chimica esterna<br \/>\n        della stella in buona approssimazione non si vada modificando con l&#8217;evoluzione<br \/>\n        della medesima, ma rifletta fondamentalmente la composizione chimica iniziale<br \/>\n        della nube che per autogravitazione ha formato la stella vera e propria.<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Vediamo<br \/>\n        ora come lo &#8220;spettro di una stella&#8221; (l&#8217;andamento della radiazione luminosa<br \/>\n        alle varie lunghezze d&#8217;onda) fornisca informazioni sulla temperatura,<br \/>\n        e sulla composizione chimica degli strati esterni. Consideriamo lo stato<br \/>\n        degli atomi componenti gli strati esterni della stella: al crescere della<br \/>\n        temperatura cresce l&#8217;energia distribuita agli elettroni orbitanti attorno<br \/>\n        ai nuclei, e di conseguenza, cresce il numero di elettroni che si allontanano<br \/>\n        dallo &#8220;stato fondamentale&#8221; dell&#8217;atomo, portandosi su &#8220;livelli eccitati&#8221;<br \/>\n        o anche passando su stati slegati, ovvero &#8220;ionizzando&#8221; l&#8217;atomo. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ad ogni<br \/>\n        temperatura corrisponde dunque una precisa distribuzione degli elettroni,<br \/>\n        distribuzione che si riflette sulle righe di assorbimento presenti nello<br \/>\n        spettro. Tali righe sono infatti causate da elettroni che assorbono un<br \/>\n        fotone di opportuna energia per spostarsi su uno strato meno legato o<br \/>\n        nel continuo (cioe&#8217;, slegati dall&#8217;atomo di provenienza). Con l&#8217;identificazione<br \/>\n        delle righe in assorbimento in uno spettro stellare, \u00e8 possibile dunque<br \/>\n        effettuare un&#8217;analisi chimica qualitativa degli strati esterni di una<br \/>\n        stella (la cosiddetta &#8220;atmosfera&#8221;). Pi\u00f9 difficile si presenta un&#8217;analisi<br \/>\n        quantitativa,che permetta di determinare la percentuale dei diversi elementi<br \/>\n        atomici presenti. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L&#8217;intensit\u00e0<br \/>\n        di una riga in assorbimento non dipende infatti soltanto dal numero degli<br \/>\n        atomi che la producono, ma anche da altri parametri, quali temperatura<br \/>\n        e pressione. Per quanto riguarda la composizione chimica degli stati piu&#8217;<br \/>\n        interni, si puo&#8217; dire quanto segue: in breve, gia&#8217; da diversi decenni<br \/>\n        e&#8217; possibile far &#8220;evolvere&#8221; una stella &#8220;al calcolatore&#8221;, ovvero, utilizzare<br \/>\n        un opportuno codice numerico che &#8211; una volta informato di alcuni dati<br \/>\n        iniziali (tipicamente, massa e composizione chimica della nube che origina<br \/>\n        la stella) &#8220;sviluppa&#8221; nel tempo questi dati, producendo una serie di &#8220;istantanee&#8221;<br \/>\n        della stella a diversi momenti della sua evoluzione. Poniamo attenzione<br \/>\n        al fatto notevole che ognuna di queste istantanee descrive la nostra stella<br \/>\n        in maniera &#8220;completa&#8221;: ovvero, una volta che il codice ha prodotto i suoi<br \/>\n        risultati, noi conosciamo la composizione chimica dettagliata in funzione<br \/>\n        del raggio stellare, oltreche&#8217; naturalmente tutte le informazioni &#8220;globali&#8221;<br \/>\n        sulla stella, cioe&#8217; colore, luminosita&#8217;, gravita&#8217; superficiale, e cosi&#8217;<br \/>\n        via. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Tecnicamente,<br \/>\n        simili codici sviluppano il sistema di equazioni differenziali e ai termini<br \/>\n        finiti che da tempo le teorie astrofisiche hanno mostrato regolare la<br \/>\n        &#8220;vita&#8221; delle stelle. Per produrre risultati adeguati, tali codici hanno<br \/>\n        naturalmente bisogno anche di informazioni specifiche sulle caratteristiche<br \/>\n        della materia stellare (ovvero, opacita&#8217; alla radiazione luminosa, coefficienti<br \/>\n        delle reazioni nucleari, comportanento della materia in presenza di moti<br \/>\n        convettivi, ed altro ancora). In questo senso, e&#8217; interessante notare<br \/>\n        come le ricerche piu&#8217; recenti fatte comparando diversi codici individuino<br \/>\n        proprio nell&#8217;affidabilita&#8217; di tali &#8220;informazioni&#8221; sullo stato e sul comportamento<br \/>\n        della materia stellare (piuttosto che sulla specifica tecnica di risouluzione<br \/>\n        dei sistemi delle equazioni stellari adottata nei diversi codici) il fattore<br \/>\n        principale capace di influenzare i risultati del calcolo<\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Maggiori<br \/>\n        informazioni sugli spettri stellari si possono ricavare al seguente indirizzo<br \/>\n        web: <a href=\"http:\/\/www.ifcai.pa.cnr.it\/ORSA\/saggi\/spettri.htm\">http:\/\/www.ifcai.pa.cnr.it\/ORSA\/saggi\/spettri.htm<\/a><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":175,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[],"class_list":["post-1099","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-stelle-e-buchi-neri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1099","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/175"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1099"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1099\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}