{"id":1094,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1094","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1094\/","title":{"rendered":"Nei libri di astronomia non pi\u00f9 giovani, leggo diverse interpretazioni circa l&#8217;oggetto designato come R136a nella nebulosa Tarantola. Leggo di una superstella dal diametro di 3 anni luce, 30.000.000 di volte pi\u00f9 luminosa del sole e una massa compresa dalle 2.500 alle 4.000 masse solari. Poi un altro libro parla di R136a come un gruppo di oggetti brillanti. Non trovo una fonte d&#8217;informazione affidabile. Lo stesso problema lo trovo quando cerco di conoscere quale sia la stella pi\u00f9 grande fin ora conosciuta: Ho letto di Betelgeuse in Orione e di VV nel Cefeo."},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> 136 (R136)<br \/>\n        si trova al centro della nebulosa <i>Tarantola<\/i> nella Grande Nube di<br \/>\n        Magellano. Misure in banda radio di vent&#8217;anni fa gia&#8217; mostrano come tale<br \/>\n        nebulosa appaia ionizzata da una radiazione equivalente a quella fornita<br \/>\n        da circa 100 stelle giganti di tipo &#8220;O5&#8221; (tra le piu&#8217; calde), e la ricerca<br \/>\n        della sorgente di tale radiazione si e&#8217; focalizzata, dagli anni &#8217;80, sull&#8217;oggetto<br \/>\n        peculare R136: piu&#8217; in particolare, sulla sua componente piu&#8217; brillante,<br \/>\n        chiamata R136a. <br \/>\n        <\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Del<br \/>\n        1980 e&#8217; l&#8217;ipotesi che interpreta R136a come una stella supermassiva, con<br \/>\n        massa stimata tra le 250 e le 1000 volte quella del sole. Siffatti valori<br \/>\n        di massa derivano sostanzialmente dalla necessita&#8217; di spiegare la gran<br \/>\n        quantita&#8217; di radiaizione luminosa proveniente dalla nebulosa. <br \/>\n        R136 fu il primo oggetto extragalattico studiato con il satellite &#8220;International<br \/>\n        Ultraviolet Explorer&#8221; (IUE), negli anni &#8217;80. L&#8217;analisi degli spettri presi<br \/>\n        dal satellite, pero&#8217;, lasciava ai ricercatori ancora due strade: <br \/>\n        &#8211; R136a poteva essere costituito da un ammasso compatto di normali stelle,<br \/>\n        formato da circa 30 stelle molto brillanti (tipo O e WN)<br \/>\n        &#8211; alternativamente, poteva essere formato da una stella supermassiva,<br \/>\n        di massa pari a circa 2000 volte il sole, e di raggio circa 50 volte la<br \/>\n        nostra stella. <br \/>\n        Poiche&#8217; la prima ipotesi richiedeva la presenza di decine tra le piu&#8217;<br \/>\n        rare stelle dell&#8217;intera galassia dentro un singolo ammasso, gli autori<br \/>\n        della ricerca optarono per l&#8217;ipotesi dell&#8217;oggetto supermassivo.<br \/>\n        Solo un paio di anni piu&#8217; tardi, comunque, successive ricerche mostravano<br \/>\n        come verosimilmente lo scenario corretto doveva essere l&#8217;altro, visto<br \/>\n        che le osservazioni ormai evidenziavano come, all&#8217;aumentare del potere<br \/>\n        risolutivo, &#8220;la stella&#8221; R136a in realta&#8217; si rivelava composta da una quantita&#8217;<br \/>\n        di oggetti separati. <br \/>\n        Finalmente, all&#8217;entrata in opera del telescopio spaziale Hubble, nel dicembre<br \/>\n        del 1993, divenne possibile per la prima volta risolvere in stelle separate<br \/>\n        perfino <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6487\">la<br \/>\n        regione centrale<\/a>, di quello che oramai era chiaramente un &#8220;ammasso<br \/>\n        stellare&#8221;. In ogni caso, pur avendo risolto definitivamente la questione<br \/>\n        &#8220;stella supermassiva &#8211; ammasso&#8221; a favore della seconda ipotesi, le ricerche<br \/>\n        su R136a sono continuate &#8211; e anzi continuano tuttora: in particolare i<br \/>\n        lavori piu&#8217; recenti cercano di interpretare e risolvere le obiezioni correttamente<br \/>\n        poste durante gli anni verso l&#8217;ipotesi &#8220;ammasso&#8221;, di cui qui si e&#8217; citata<br \/>\n        solo quella della relativa scarsita&#8217; di stelle molto brillanti. Tali ricerche<br \/>\n        sono ancora in corso e si appoggiano fondamentalmente sul progressivo<br \/>\n        miglioramento della conoscienza del comportamento evolutivo di stelle<br \/>\n        molto brillanti e di alta massa. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Riguardo<br \/>\n        alla stella piu&#8217; grande, le ricerche recenti indicano come probabile canditato<br \/>\n        la &#8220;<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=590\">stella<br \/>\n        pistola<\/a>&#8221; (&#8220;The Pistol Star&#8221;) cosi&#8217; chiamata perche localizzata al<br \/>\n        centro dell&#8217;omonima nebulosa. Dati piu&#8217; recenti infatti mostrano come<br \/>\n        &#8211; all&#8217;epoca della formazione (circa due milioni di anni fa) &#8211; la sua massa<br \/>\n        doveva probabilmente essere di 200-250 volte maggiore di quella del nostro<br \/>\n        sole.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":175,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[],"class_list":["post-1094","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-stelle-e-buchi-neri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/175"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1094"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1094\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}