{"id":1077,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1077","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1077\/","title":{"rendered":"Nelle varie spiegazioni divulgative che ho finora letto, relative al Big Bang, \u00e8 costantemente posto l&#8217;accento sul fatto che &#8220;l&#8217;universo&#8221; \u00e8 andato espandendosi partendo da dimensioni dell&#8217;ordine dei 10-33 cm del cosiddetto Tempo di Plank. E&#8217; per\u00f2 anche evidenziato che l&#8217;universo , quale noi lo conosciamo, \u00e8 limitato dal cosiddetto orizzonte cosmologico, corrispondente, in buona sostanza, allo spazio che la luce ha potuto percorrere dall&#8217;inizio del tempo (o dai 300.000 anni dopo il B.B. della cessazione dell&#8217;opacit\u00e0 dell&#8217;universo?) ad oggi. Vengono anche indicati valori di dimensioni e di densit\u00e0 dell&#8217;universo per i vari tempi intermedi tra il BB ed oggi. La mia domanda \u00e8 la seguente : a quale universo ci si riferisce con i predetti valori di dimensioni, densit\u00e0 etc? Alla totalit\u00e0 dell&#8217;universo uscito dal BB o solo a quello da noi conoscibile , ed al quale si possono solo riferire i valori di densit\u00e0 stimata, di quantit\u00e0 di materia presente, etc.?"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Cominciamo<br \/>\n        col tuo dubbio sul fatto se si debba considerare l&#8217;orizzonte cosmologico<br \/>\n        riferito all&#8217;et\u00e0 dell&#8217;universo o al periodo di cessazione della sua opacit\u00e0.<br \/>\n        <br \/>\n        Da un punto di vista strettamente teorico, l&#8217;orizzonte cosmologico va<br \/>\n        riferito all&#8217;istante della nascita dell&#8217;universo (o meglio a subito dopo<br \/>\n        la fine del periodo di inflazione, che ai fini pratici \u00e8 lo stesso, dato<br \/>\n        che \u00e8 avvenuto una frazione di secondo dopo). Infatti la relativit\u00e0 ci<br \/>\n        dice che nessuna informazione pu\u00f2 propagarsi a velocit\u00e0 maggiore di quella<br \/>\n        della luce, per cui il nostro punto di osservazione \u00e8 connesso in modo<br \/>\n        causale ad ogni punto che disti da noi un numero di anni luce minore o<br \/>\n        uguale all&#8217;et\u00e0 dell&#8217;universo. <br \/>\n        D&#8217;altro canto, i nostri strumenti per osservare l&#8217;universo sono allo stato<br \/>\n        attuale soltanto i telescopi, pertanto la sola informazione che possiamo<br \/>\n        analizzare \u00e8 la luce. Dal momento dunque che durante i primi 3-500.000<br \/>\n        anni l&#8217;universo era del tutto opaco, qualsiasi informazione precedente<br \/>\n        \u00e8 stata cancellata. In effetti, la radiazione cosmica di fondo non \u00e8 altro<br \/>\n        che la radiazione partita quando l&#8217;universo cominci\u00f2 a diventare trasparente,<br \/>\n        e che da allora da subito un red-shift di quasi 1000 volte. Ben diversa<br \/>\n        sarebbe la situazione se si disponesse di &#8220;telescopi a neutrini&#8221; in quanto<br \/>\n        queste ultime particelle furono libere di propagarsi fin da pochi istanti<br \/>\n        dopo la nascita dell&#8217;universo ed attraverso di esse si potrebbe osservare<br \/>\n        il cosmo nelle sue primissime fasi! Ti ricordo infine che l&#8217;et\u00e0 alla quale<br \/>\n        l&#8217;universo divenne opaco dipende da come fu l&#8217;evoluzione temporale della<br \/>\n        sua densit\u00e0; quest&#8217;ultimo parametro pu\u00f2 variare a seconda se l&#8217;energia<br \/>\n        dell&#8217;universo fosse principalmente dominata dalla materia o dalla radiazione,<br \/>\n        informazione quest&#8217;ultima non del tutto nota e dipendente dal tipo di<br \/>\n        modello cosmologico che si assume. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Venendo<br \/>\n        poi alla tua domanda principale, possiamo dire la seguente cosa: in merito<br \/>\n        alla densit\u00e0, i modelli cosmologici prevedono un universo estremamente<br \/>\n        omogeneo, pertanto chiedersi a quale porzione di universo essa si riferisca<br \/>\n        non ha senso, dal momento che essa dovrebbe essere la stessa (per un fissato<br \/>\n        istante dalla nascita del cosmo) in ogni luogo dell&#8217;universo osservabile<br \/>\n        e non. Riguardo invece a dimensioni, il parametro a cui si fa riferimento<br \/>\n        in cosmologia \u00e8 un generico &#8220;fattore di scala&#8221; R(t) ed i modelli cosmologici<br \/>\n        studiano come esso si evolve nel tempo. Il fattore di scala \u00e8 un&#8217;unit\u00e0<br \/>\n        di misura spaziale arbitraria, che puoi immaginare come la distanza media<br \/>\n        tra due galassie (o due particelle) al tempo t. Ci\u00f2 che conta non \u00e8 infatti<br \/>\n        il diametro totale dell&#8217;universo, ma se le sue dimensioni siano cresciute<br \/>\n        linearmente, esponenzialmente o secondo una qualsiasi altra legge, il<br \/>\n        cche si pu\u00f2 analizzare considerando la distanza tra due qualsiasi suoi<br \/>\n        punti. D&#8217;altro canto, siccome l&#8217;universo potrebbe benissimo essere &#8220;piatto&#8221;<br \/>\n        o &#8220;aperto&#8221;, le sue dimensioni potrebbero essere state infinite sin dalla<br \/>\n        sua nascita, perci\u00f2 chiedersi quale possa essere il suo diametro non ha<br \/>\n        senso. Spesso per\u00f2, siccome il fattore di scala \u00e8 un parametro molto meno<br \/>\n        intuitivo della semplice misura di un diametro, nei testi divulgativi<br \/>\n        si incontra il secondo termine usato in luogo del primo, il che pu\u00f2 dare<br \/>\n        luogo a fraintendimenti. <\/font><\/p>\n<p>      <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":161,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-1077","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cosmologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1077","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/161"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1077"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1077\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}