{"id":1058,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1058","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1058\/","title":{"rendered":"Domanda articolata sulle inconsistenze del modello del Big-Bang"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Prima di<br \/>\n        rispondere alla domanda, desidero inquadrare meglio il problema, apportando<br \/>\n        anche delle correzioni alle sue perentorie affermazioni, che non ritengo<br \/>\n        cos\u00ec assodate come da lei presentate.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Non<br \/>\n        mi sento d&#8217;accordo con la sua prima frase, secondo cui negli ultimi trent&#8217;anni<br \/>\n        le colonne portanti del Big Bang si stiano sgretolando; \u00e8 vero<br \/>\n        semmai che molteplici osservazioni hanno contribuito a migliorarne l&#8217;evidenza<br \/>\n        ed a raffinarne il modello, sebbene vi siano state anche alcune scoperte<br \/>\n        che poco vi si conciliano. Tra queste ultime le due principali sono i<br \/>\n        cosiddetti &#8220;redshift anomali&#8221; evidenziati da Arp e la disposizione &#8220;a<br \/>\n        grumi&#8221; delle galassie, il cui primo indizio \u00e8 stato portato da<br \/>\n        Geller ed Huchra in un lavoro comparso su Science nel 1989 <sup>(1)<\/sup><br \/>\n        (e dunque non trenta ma dieci anni fa).<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Venendo<br \/>\n        a questa ultima scoperta, i due astronomi costruirono una mappa tridimensionale<br \/>\n        di una regione dell&#8217;universo, considerando non solo le coordinate bidimensionali<br \/>\n        di alcune migliaia di galassie, ma anche la loro distanza, servendosi<br \/>\n        della legge di Hubble e della misura del loro redshift. Essi misero in<br \/>\n        luce che, contrariamente a quanto ci si sarebbe aspettati tenuto conto<br \/>\n        dell&#8217;omogeneit\u00e0 del fondo cosmico a microonde (che \u00e8 un<br \/>\n        indicatore della distribuzione della materia in epoca primordiale), la<br \/>\n        materia raggruppata nelle galassie a noi pi\u00f9 vicine sembrava disposta<br \/>\n        in modo estremamente disomogeneo, tanto da potersi individuare alcune<br \/>\n        macrostrutture, soprannominate &#8220;Grande Muraglia&#8221;, &#8220;Suonatore di violino&#8221;,<br \/>\n        &#8230;, alternate ad altrettanti immensi vuoti. Una scoperta cos\u00ec<br \/>\n        clamorosa ha avviato un complesso meccanismo di verifica in seno alla<br \/>\n        comunit\u00e0 astronomica, attualmente in atto, ma ha anche immediatamente<br \/>\n        fornito un appiglio a tutti coloro che sostengono l&#8217;infondatezza del Big<br \/>\n        Bang (cosa quanto meno curiosa, dal momento che la prima evidenza negata<br \/>\n        da questi ultimi \u00e8 la relazione tra redshift e distanza espressa<br \/>\n        dalla legge di Hubble e usata invece come base teorica da Geller ed Huchra!).<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Sul<br \/>\n        piano ipotetico, James Peebles dell&#8217;Universit\u00e0 di Princeton, ha<br \/>\n        suggerito che quello osservato potesse essere semplicemente un effetto<br \/>\n        &#8220;selettivo&#8221; del nostro cervello: come spesso siamo tentati di riconoscere<br \/>\n        volti e figure anche in distribuzioni del tutto casuali quali le nuvole,<br \/>\n        le macchie di umidit\u00e0, ecc\u2026, \u00e8 benissimo possibile che un<br \/>\n        fenomeno simile stesse accadendo con la distribuzione delle galassie,<br \/>\n        tanto pi\u00f9 che la porzione di cielo considerata inizialmente era<br \/>\n        piuttosto piccola e statisticamente poco significativa. Nel corso degli<br \/>\n        ultimi 10 anni si sono condotte pertanto survey analoghe in diverse altre<br \/>\n        zone del cielo, sia prendendo in considerazione le singole galassie, sia<br \/>\n        gli ammassi di galassie, la cui misura del redshift pu\u00f2 essere<br \/>\n        resa statisticamente pi\u00f9 accurata (alcune di queste recano il nome<br \/>\n        di CfA1 Redshift Survey, CfA2 Redshift Survey, Southern Sky Redshift Survey,<br \/>\n        \u2026); il lavoro attualmente pi\u00f9 completo di cui ho notizia \u00e8<br \/>\n        stato condotto da un team internazionale capeggiato da Jaan e Maret Einasto,<br \/>\n        che ha raccolto le osservazioni pubblicate su circa 300 precedenti articoli<br \/>\n        ed ha pubblicato le conclusioni nel 1997 su Nature <sup>(2)<\/sup>. Esso<br \/>\n        ha messo in luce una effettiva rilevanza statistica delle disomogeneit\u00e0:<br \/>\n        in altre parole sembra che la struttura &#8220;a grumi&#8221; dell&#8217;universo sia almeno<br \/>\n        in parte reale. D&#8217;altro canto parallelamente il satellite COBE ha misurato<br \/>\n        molto pi\u00f9 accuratamente il fondo a microonde ed ha messo in luce<br \/>\n        come anche esso sia disomogeneo (sebbene in maniera molto meno marcata).<br \/>\n        La questione si \u00e8 dunque spostata sul fatto se sia possibile o<br \/>\n        meno che queste disomogeneit\u00e0 primordiali si siano amplificate<br \/>\n        in modo da divenire cos\u00ec evidenti ai giorni nostri. Il problema<br \/>\n        \u00e8 spostato sul piano teorico, non pi\u00f9 solo osservativo,<br \/>\n        e cio\u00e8 se sia possibile formulare una teoria che preveda, sotto<br \/>\n        l&#8217;effetto della gravit\u00e0, il prodursi di strutture macroscopiche<br \/>\n        nel tempo di 10-15 miliardi di anni quale \u00e8 l&#8217;et\u00e0 stimata<br \/>\n        dell&#8217;universo, partendo da disomogeneit\u00e0 molto pi\u00f9 piccole;<br \/>\n        nel tentare di dare una risposta \u00e8 probabile si debba anche tenere<br \/>\n        conto che la supposta <\/font><font face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6485\"><u><font size=\"2\" color=\"#0000ff\">materia<br \/>\n        oscura<\/font><\/u><\/a><font size=\"2\"> che permea lo spazio avrebbe un ruolo<br \/>\n        determinante. Una risposta definitiva non \u00e8 al momento ancora disponibile,<br \/>\n        e le ricerche sono tuttora in atto.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"> <font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In<br \/>\n        tutto quanto visto finora Hannes Alfv\u00e9n non rientra in alcun modo.<br \/>\n        <\/font><font face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.plasma.kth.se\/al\/hannes.html\"><u><font size=\"2\" color=\"#0000ff\">Alfv\u00e9n<\/font><\/u><\/a><font size=\"2\">,<br \/>\n        premio nobel per la fisica nel 1970 per i suoi studi e le sue scoperte<br \/>\n        nel campo della magnetodinamica, in campo astronomico \u00e8 noto per<br \/>\n        aver dimostrato come i campi magnetici devono aver giocato un ruolo fondamentale<br \/>\n        nell&#8217;aggregazione dei pianeti nella nebulosa primordiale che costituiva<br \/>\n        il sistema solare ai suoi albori. Egli inoltre ha mostrato come il campo<br \/>\n        magnetico della Via Lattea non possa essere la semplice sovrapposizione<br \/>\n        dei campi magnetici delle singole stelle, ma vi deve essere un &#8220;campo<br \/>\n        galattico&#8221;, presumibilmente alimentato dai moti dal plasma interstellare,<br \/>\n        che tra l&#8217;altro dovrebbe avere un ruolo importante nell&#8217;aggregazione delle<br \/>\n        nubi interstellari e nella formazione della struttura della galassia.<br \/>\n        Seguendo il medesimo ragionamento, egli ha suggerito che il plasma intergalattico<br \/>\n        (bisogna ricordare che gran parte della materia dell&#8217;universo \u00e8<br \/>\n        allo stato di plasma) possa condizionare i moti su grande scala dell&#8217;universo,<br \/>\n        sovrapponendosi e in molti casi dominando sulla gravit\u00e0. Egli,<br \/>\n        sempre in via del tutto ipotetica, ha anche mostrato che se l&#8217;universo<br \/>\n        fosse fatto di ugual quantit\u00e0 di materia e antimateria, racchiuse<br \/>\n        un regioni distinte e a contatto solo ai loro bordi, allora il Big Bang<br \/>\n        potrebbe essere solo l&#8217;esplosione scaturita dal venire a contatto di due<br \/>\n        di queste regioni, e potrebbe essere pertanto un fenomeno episodico e<br \/>\n        &#8220;locale&#8221; in un universo molto pi\u00f9 grande ed eterno.<br \/>\n        Per verificare la seconda ipotesi sono in via di studio delle missioni<br \/>\n        spaziali che misurino le particelle del vento interstellare e cerchino<br \/>\n        un&#8217;anomala abbondanza di antimateria dello spazio, possibile indice di<br \/>\n        intere galassie di antimateria presenti nel cosmo. In merito alla prima<br \/>\n        ipotesi, va notato come essa potrebbe anche costituire un meccanismo che<br \/>\n        faciliti la spiegazione della grumosit\u00e0 dell&#8217;universo all&#8217;interno<br \/>\n        del modello attualmente pi\u00f9 accreditato!<br \/>\n        Venendo adesso alla possibile correlazione tra il fondo cosmico e un ipotetico<br \/>\n        campo magnetico che permea l&#8217;universo, le faccio innanzitutto notare come<br \/>\n        gli elettroni non possono essere in alcun modo assorbiti e riemessi da<br \/>\n        un campo magnetico, perch\u00e9 questo violerebbe una buona manciata<br \/>\n        di principi di conservazione delle fisica delle particelle; \u00e8 invece<br \/>\n        possibile che un campo magnetico ne devii il moto, e nel corso di questo<br \/>\n        fenomeno generi la produzione di fotoni (radiazione di sincrotrone). In<br \/>\n        tal caso, per\u00f2, ritengo poco probabile che il fondo cosmico a microonde<br \/>\n        si possa interpretare con il suddetto meccanismo, sia perch\u00e9 la<br \/>\n        distribuzione spettrale non assumerebbe l&#8217;andamento plankiano riscontrato,<br \/>\n        sia perch\u00e9 in tal caso la radiazione presenterebbe la caratteristica<br \/>\n        di essere fortemente polarizzata, cosa che non mi pare sia mai stata messa<br \/>\n        in evidenza.<\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">(1)<br \/>\n        Geller &amp; Huchra, 1989, Science, 246, 897<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">(2)<br \/>\n        <\/font><font face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.aai.ee\/%7Eeinasto\/nature.html\"><u><font size=\"2\" color=\"#0000ff\">J.<br \/>\n        Einasto et al., Nature, 385, 139 &#8211; 141, 9 Jan. 1997<\/font><\/u><\/a><\/font><\/p>\n<p>      <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--> <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":161,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-1058","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cosmologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/161"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1058"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1058\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}