{"id":1053,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1053","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1053\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere che prove abbiamo della forma della nostra galassia. In base a cosa possiamo dire che \u00e8 a spirale? Per similitudine con altre galassie o per osservazione di qualche caratteristica?"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Da tempo<br \/>\n        e&#8217; noto come la gran parte delle galassie abbia una forma a spirale: tale<br \/>\n        forma e&#8217; infatti nota almeno dal 1845, evidenziata da Lord Rosse nella<br \/>\n        galassia M51 in Canes Venatici. E&#8217; una conformazione estremamente frequente:<br \/>\n        circa la meta&#8217; delle galassie infatti (tra cui, vicino a noi, M31 in Andromeda)<br \/>\n        possiede tale struttura. Essendosi nel tempo accumulate diverse evidenze<br \/>\n        di come &#8211; ad esempio- proprio M31 sia per moltissimi versi assai simile<br \/>\n        alla nostra Galassia, sarebbe naturale pensare che anche questa, vista<br \/>\n        da lontano, possa presentare un aspetto a spirale. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Le due indicazioni<br \/>\n        piu&#8217; dirette in questo senso pero&#8217; risalgono agli inizi degli anni &#8217;50,<br \/>\n        e sfruttano entrambe l&#8217;evidenza che i bracci di spirale siano serbatoi<br \/>\n        di gas e polveri, e dunque sede di intensa formazione stellare. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La prima<br \/>\n        si ebbe senz&#8217;altro allorche&#8217; W. Morgan e collaboratori, dell&#8217;Osservatorio<br \/>\n        Yerkes &#8211; per mezzo di osservazioni fotometriche assai precise per l&#8217;epoca<br \/>\n        &#8211; furono in grado di determinare le distanze di un centinaio di ammassi<br \/>\n        galattici giovani (dunque contenenti un gran numero di stelle massicce<br \/>\n        di tipo O e B) , nonche&#8217; di varie regioni di idrogeno ionizzato. Si trovo&#8217;<br \/>\n        che gli oggetti osservati non si distribuiscono uniformemente nel piano<br \/>\n        galattico, bensi&#8217; lungo tre striscie, lasciando tra queste degli spazi<br \/>\n        vuoti. E&#8217; facile interpretare tali striscie come porzioni di braccia di<br \/>\n        spirale, abbastanza vicine da risultare osservabili. In uno di questi<br \/>\n        bracci si trova appunto il nostro Sole: pertanto, e&#8217; facile capire come<br \/>\n        tale braccio &#8211; detto appunto &#8216;braccio locale&#8217; &#8211; risulti proiettarsi in<br \/>\n        due direzioni opposte della sfera celeste. Gli altri due bracci coprono<br \/>\n        varie estensioni della Via Lattea, centrate in Perseus e Crux, a circa<br \/>\n        7000 anni luce di distanza dal &#8216;braccio locale&#8217;. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il lavoro<br \/>\n        in questione venne pubblicato su Astrophysica Journal, ed e&#8217; ancora consultabile,<br \/>\n        tramite &#8216;Astrophysics Data System&#8217; (ADS), all&#8217;indirizzo <br \/>\n        <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/cdsads.u-strasbg.fr\/cgi-bin\/nph-iarticle_query?1951ApJ...113..141N\">http:\/\/cdsads.u-strasbg.fr\/cgi-bin\/nph-iarticle_query?1951ApJ&#8230;113..141N<br \/>\n        <\/a> <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Viene pero&#8217;<br \/>\n        dalla radioastronomia una evidenza ancor piu&#8217; stringente: essa si basa<br \/>\n        sulla detezione della &#8216;riga di 21 cm&#8217;, avvenuta sempre all&#8217;inizio degli<br \/>\n        anni &#8217;50. A causa dell&#8217;estrema rarefazione del gas interstellare gli atomi<br \/>\n        di idrogeno sono in grado di emettere una radiazione a 21 cm di lunghezza<br \/>\n        d&#8217;onda, identica a quella emessa da un &#8216;maser&#8217; ad H. Tale riga &#8211; prevista<br \/>\n        teoricamente sette anni prima della effettiva scoperta da Hendrik van<br \/>\n        de Hulst &#8211; risulta quindi un potente &#8216;tracciatore&#8217; per le nubi interstellari<br \/>\n        all&#8217;interno della Galassia. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" hspace=\"7\" height=\"279\" align=\"right\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/hi_spiral.jpg\" alt=\"\"\/>Disegnando<br \/>\n        la mappa della distribuzione delle nubi di idrogeno entro il piano galattico<br \/>\n        ottenute tramite rilevazione della riga a 21 cm, si ottiene effettivamente<br \/>\n        &#8211; pur con tutte le incertezze osservative &#8211; qualcosa di simile alla figura<br \/>\n        di una galassia spirale. Il punto blu indica il centro della Galassia,<br \/>\n        mentre la freccia gialla indica la posizione del Sole.<br \/>\n        Pertanto, unendo questi risultati a tutte le informazioni possedute sulla<br \/>\n        costituzione e la dinamica della Galassia, si puo&#8217; concludere ragionevolmente<br \/>\n        che la Galassia e&#8217; una spirale assai simile alle molte altre galassie<br \/>\n        di tale tipo morfologico, ormai familari agli astronomi ed al pubblico<br \/>\n        piu&#8217; vasto dalla gran quantita&#8217; di fotografie ad alta definizione ottenute<br \/>\n        con i moderni telescopi. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Al proposito,<br \/>\n        una suggestiva galleria di recenti fotografie di galassie spirali e&#8217; disponibile<br \/>\n        al sito dell&#8217;ESO (European Southern Observatory), all&#8217;indirizzo: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.eso.org\/outreach\/info-events\/ut1fl\/astroim-galaxy-spiral.html\">http:\/\/www.eso.org\/outreach\/info-events\/ut1fl\/astroim-galaxy-spiral.html<\/a><\/font><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>      <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--> <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":175,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-1053","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cosmologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/175"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1053"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1053\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}