{"id":1037,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1037","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1037\/","title":{"rendered":"Nel Sistema Internazionale il secondo \u00e8 definito in termini di numero di oscillazioni della radiazione emessa, in particolari condizioni, dall&#8217;atomo di Cesio. Come sono state contate le 9.192.631.770 oscillazioni in un secondo? Ossia, come si \u00e8 stabilito che nella durata del secondo atomico pari alla durata del secondo medio si verifica quel numero di oscillazioni?"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Lo si \u00e8<br \/>\n        stabilito studiando il moto della Luna, usata in questo caso come orologio<br \/>\n        naturale che segna il tempo delle effemeridi.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Nel 1967<br \/>\n        la tredicesima conferenza generale dei pesi e delle misure defin\u00ec<br \/>\n        il secondo come <\/font><\/p>\n<\/p>\n<blockquote><p><i>la durata di 9.192.631.770 periodi della radiazione corrispondente<br \/>\n          alla transizione tra due livelli iperfini dello stato fondamentale dell&#8217;atomo<br \/>\n          di cesio 133<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Nel 1997<br \/>\n        si \u00e8 precisato che la definizione si riferisce all&#8217;atomo di cesio<br \/>\n        a riposo e alla temperatura di 0 K.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Gi\u00e0<br \/>\n        dal 1956 il Comitato Internazionale dei pesi e delle misure aveva definito<br \/>\n        il secondo in termini di secondo delle effemeridi. <\/font><\/p>\n<\/p>\n<blockquote><p><i>Il secondo \u00e8 la frazione 1 \/ 31.556.925,9747 dell&#8217;anno<br \/>\n          tropico, per il giorno 0 gennaio 1900, alle ore 12 del tempo delle Effemeridi.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Il tempo<br \/>\n        delle effemeridi \u00e8 quello scandito dal moto della Terra attorno<br \/>\n        al sole, quasi si trattasse di un immenso orologio naturale. In sostanza<br \/>\n        \u00e8 il tempo che rende vere le equazioni della dinamica newtoniana.<br \/>\n        Nella pratica per\u00f2 non si usa il moto della Terra attorno al Sole,<br \/>\n        perch\u00e9 occorrerebbe rilevare l&#8217;esatta posizione del Sole rispetto<br \/>\n        alle stelle, cosa impossibile. Dunque si usa il moto della Luna attorno<br \/>\n        alla Terra, anche in virt\u00f9 della maggiore rapidit\u00e0 che consente<br \/>\n        una maggiore precisione. La teoria del moto orbitale permette di stabilire<br \/>\n        la posizione della Luna in funzione del tempo, se invece si vuole operare<br \/>\n        in senso inverso, vale a dire conoscere il tempo in funzione della posizione,<br \/>\n        occorre misurare con estrema precisione la posizione della Luna rispetto<br \/>\n        alle stelle.<br \/>\n        Ci\u00f2 si realizza per mezzo della fotografia: si misura la posizione<br \/>\n        del centro del disco lunare rispetto alle stelle di campo. Il problema<br \/>\n        per\u00f2 sta a monte: nel realizzare la fotografia.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"295\" align=\"right\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/unsecondo\/markowitz.gif\" alt=\"\"\/>Questa<br \/>\n        operazione non \u00e8 semplicissima, in primo luogo perch\u00e9 il<br \/>\n        nostro satellite \u00e8 molto pi\u00f9 brillante delle stelle, dunque<br \/>\n        il tempo di esposizione della lastra fotografica non pu\u00f2 essere<br \/>\n        adeguato sia per le stelle che per la Luna. In secondo luogo per ottenere<br \/>\n        una buona fotografia occorre un tempo di posa dell&#8217;ordine delle decine<br \/>\n        di secondi e in questo lasso di tempo la Luna si sposta apprezzabilmente<br \/>\n        nel cielo!<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La soluzione<br \/>\n        \u00e8 stata trovata da W. Markowitz che ha costruito una camera a doppia<br \/>\n        velocit\u00e0 (illustrata a fianco) da applicare ad un telescopio.<br \/>\n        Il motorino visibile a sinistra fa scorrere la lastra fotografica in modo<br \/>\n        da inseguire lo spostamento delle stelle. Il disco nero \u00e8 in realt\u00e0<br \/>\n        un filtro lunare che lascia passare solo l&#8217;uno per mille della luce incidente,<br \/>\n        in modo tale da eguagliare lo splendore delle stelle. Inoltre il meccanismo<br \/>\n        in alto fa ruotare il filtro in modo da compensare lo spostamento della<br \/>\n        Luna rispetto alle stelle. Il risultato \u00e8 una fotografia, con un<br \/>\n        tempo di posa di 20 secondi, che ritrae la Luna perfettamente fissa in<br \/>\n        un campo stellare. <br \/>\n        Come facciamo a sapere a quale istante si riferisce questa situazione?<br \/>\n        Del resto la posa e&#8217; durata ben 20 secondi&#8230;<br \/>\n        La risposta \u00e8 data da un piccolo contatto elettrico posto nel gruppo<br \/>\n        di meccanismi in alto. Quando il filtro \u00e8 perfettamente parallelo<br \/>\n        alla lastra, l&#8217;immagine della Luna non viene spostata rispetto alle stelle,<br \/>\n        dunque l&#8217;intera fotografia rappresenta quell&#8217;istante di tempo. Il contatto<br \/>\n        \u00e8 collegato ad un cronografo che registra il tempo esatto dell&#8217;osservazione.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La descrizione<br \/>\n        di questa apparecchiatura e del metodo di lavoro \u00e8 stata data in<br \/>\n        un articolo<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=3943#1\"><sup>1<\/sup><\/a> del 1954, ma gi\u00e0 dal 1952<br \/>\n        allo U.S. Naval Observatory Markowitz aveva iniziato a rapportare il moto<br \/>\n        della Luna al tempo delle effemeridi. Dal giugno 1955 al 1958 una collaborazione<br \/>\n        anglo-americana ha studiato a fondo il moto della Luna in rapporto al<br \/>\n        tempo marcato dagli orologi atomici. L&#8217;articolo finale<sup><a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=3943#2\">2<\/a><\/sup><br \/>\n        d\u00e0 come risultato il rapporto tra il secondo di tempo delle effemeridi<br \/>\n        rispetto alla radiazione emessa dal cesio: 9.192.631.770 +\/- 20 cicli.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Note:<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">1<a name=\"1\"\/><br \/>\n        &#8211; W. Markowitz, <i>Photographic determination of the Moon&#8217;s position,<br \/>\n        and applications to the measure of time, rotation of the Earth, and geodesy<\/i>,<br \/>\n        Astron. J. <u>59<\/u>, 69 (1954)<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">2<a name=\"2\"\/><br \/>\n        &#8211; W. Markowitz, R. Glenn Hall, L. Essen, J. Parry, <i>Frequency of cesium<br \/>\n        in terms of ephemeris time<\/i>, Phys. Rev. Letters, <u>1<\/u>, 105 (1958).<\/font><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Vedi anche<br \/>\n        la <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6580\">risposta<\/a> alla richiesta di precisazioni.<\/font><\/p>\n<p>      <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--> <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-1037","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calendari"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1037","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1037"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1037\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1037"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1037"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1037"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}