{"id":1032,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1032","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1032\/","title":{"rendered":"Quali sono i combustibili utilizzati dagli Shuttle?"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Per poter<br \/>\n        decollare ed in seguito spostarsi nell&#8217;ambiente spaziale lo shuttle \u00e8<br \/>\n        dotato dei seguenti motori: <\/font><\/p>\n<p>\n      <font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><br \/>\n      <\/font><\/p>\n<ul><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">        <\/p>\n<li> 3 motori principali a combustibile liquido che &#8220;bruciano&#8221;<b> idrogeno<br \/>\n          e ossigeno liquidi<\/b> contenuti nel tank principale (quello di colore<br \/>\n          arancione che si pu\u00f2 scorgere sotto la pancia della navetta). I tre<br \/>\n          motori si trovano a bordo della navetta e sono costituiti molto semplicemente<br \/>\n          da una camera di combustione dove vengono iniettati i due gas in proporzioni<br \/>\n          opportune. <br \/>\n          Le reazioni chimiche che ne derivano sviluppano una temperatura di 3000-4500\u00b0C,<br \/>\n          ed i prodotti di combustione si espandono sulla superficie dell&#8217;ugello<br \/>\n          sino a raggiungere velocit\u00e0 di 4500m\/s. Ciascuno di questi 3 motori<br \/>\n          \u00e8 in grado di fornire una spinta di 2.100.000 newton! <br \/>\n          Il propellente liquido richiesto per mettere in orbita la navetta \u00e8: <\/p>\n<ul>\n<li> 541.482 Litri di Ossigeno liquido per un totale di 616.493 Kg<br \/>\n              di peso <\/li>\n<li> 1.449.905 litri di Idrogeno liquido per un totale di 756.441<br \/>\n              Kg di peso <\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>2 motori secondari posti sui booster laterali della navetta che utilizzano<br \/>\n          combustibile solido. Essi forniscono una fondamentale spinta di sostegno<br \/>\n          ai tre motori principali della navetta pari a 26.688 newton (ciascuno)<br \/>\n          e utilizzano i seguenti combustibili: <\/p>\n<ul>\n<li> <b>tetrossido di azoto<\/b> (N<sub>2<\/sub>O<sub>4<\/sub>) <\/li>\n<li> <b>monometilidrazina<\/b> (MMH) <\/li>\n<\/ul>\n<p>          I due composti chimici sono uniti in una amalgama che viene detta doppia<br \/>\n          base catalizzata (DB) o semplicemente doppia base, al cui interno viene<br \/>\n          inserita una certa percentuale (16-20%) di particolato solido di alluminio<br \/>\n          (quello che all&#8217;accensione dei motori lascia una lunga scia di fuoco)<br \/>\n          che serve essenzialmente a controllare le reazioni di combustione che<br \/>\n          potrebbero altrimenti diventare incontrollate con risultati catastrofici.<br \/>\n          Il fatto strano \u00e8 che non esiste ancora una solida teoria che spieghi<br \/>\n          chiaramente come mai il particolato di alluminio (e solo questo elemento)<br \/>\n          in quella percentuale (e solo in quella, ma comunque diversa per ogni<br \/>\n          motore spaziale), sia in grado di rendere controllabili le reazioni<br \/>\n          di combustione nei motori a propellente solido. <\/p>\n<\/li>\n<li> 40 motori di controllo d&#8217;assetto, 16 anteriori e 24 posteriori, funzionanti<br \/>\n          ancora a N<sub>2<\/sub>O<sub>4<\/sub>\/MMH (2% di particolato di alluminio)<br \/>\n          per una spinta di 900 libbre ciascuno. <\/p>\n<\/li>\n<li> 6 motori di separazione dei booster laterali (2 anteriori e 4 posteriori)<br \/>\n          funzionanti ancora a N<sub>2<\/sub>O<sub>4<\/sub> N2O4\/MMH (2% di particolato<br \/>\n          di alluminio) per una spinta di 25 libbre ciascuno.<\/li>\n<p>      <\/font><\/ul>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">   <\/p>\n<p>      <\/font> <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":159,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-1032","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-astronautica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1032","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/159"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1032"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1032\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}