{"id":1029,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1029","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1029\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere in che modo viene assegnata una orbita ad un satellite, come esso la mantiene? pu\u00f2 variare? Come viene gestito il &#8220;traffico&#8221; di questi numerosi oggetti nello spazio?"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Le orbite<br \/>\n        dei satelliti artificiali come quelle di qualsiasi corpo celeste possono<br \/>\n        essere solo di pochi tipi in quanto frutto del complesso delle forze gravitazionali<br \/>\n        in gioco. Proprio per questo motivo il modo migliore per muoversi nello<br \/>\n        spazio \u00e8 appunto quello di seguire orbite di 3 tipi diversi: <br \/>\n        &#8211; Iperboliche <br \/>\n        &#8211; Paraboliche<br \/>\n        &#8211; Ellittiche (ed in casi particolari circolari) <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">I due primi<br \/>\n        tipi di orbite sono traiettorie di tipo aperto che vengono generalmente<br \/>\n        utilizzate per spostarsi nello spazio e raggiungere altri corpi celesti,<br \/>\n        ma dopo un incontro ravvicinato con l&#8217;obbiettivo per allontanarsene indefinitamente.<br \/>\n        Il terzo tipo \u00e8 quello che generalmente viene utilizzato quando si vuole<br \/>\n        inserire un satellite lungo una traiettoria che periodicamente lo riporta<br \/>\n        a sorvolare l&#8217;obbiettivo \u2026 per l&#8217;appunto per mettercisi in orbita. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La scelta<br \/>\n        di una o l&#8217;altra orbita e dettata esclusivamente da questioni energetiche,<br \/>\n        infatti il principio che vige nei viaggi spaziali \u00e8 quello di consumare<br \/>\n        meno carburante possibile, compatibilmente con esigenze di tempi, spazi<br \/>\n        percorsi e costi. Insomma, a livello teorico \u00e8 possibile raggiungere un<br \/>\n        altro pianeta con una qualunque di queste orbite ma i dispendi energetici<br \/>\n        sono completamente diversi in ciascuno dei casi. In linea di principio,<br \/>\n        cercando di essere il pi\u00f9 discorsivo possibile (gli approfondimenti sono<br \/>\n        rimandati alla bibliografia), pi\u00f9 velocemente voglio raggiungere il mio<br \/>\n        obbiettivo e maggiore deve essere il dispendio energetico e la quantit\u00e0<br \/>\n        di propellente da trasportarsi a bordo. Esposti questi concetti, \u00e8 possibile<br \/>\n        capire come per andare nello spazio \u00e8 necessario conoscere nei minimi<br \/>\n        dettagli la missione, infatti in base agli obbiettivi si sceglie la traiettoria<br \/>\n        (orbita) fra le infinite possibili, che pi\u00f9 si adegua alle nostre esigenze<br \/>\n        di: costi, consumi, tempi, tipo di missione, etc\u2026. Qualsiasi sia la missione<br \/>\n        prescelta (attorno alla Terra o verso un altro corpo celeste), le pi\u00f9<br \/>\n        moderne tecniche di navigazione spaziale, prevedono di procedere a piccoli<br \/>\n        passi. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Mi spiego,<br \/>\n        se devo immettermi in orbita attorno alla Luna, l&#8217;ultima cosa che si farebbe<br \/>\n        sia per motivi di sicurezza, che di opportunit\u00e0, \u00e8 quello di lanciare<br \/>\n        il nostro satellite direttamente verso quel corpo celeste. Infatti, anche<br \/>\n        solo per inserire un corpo in orbita geostazionaria, ad un&#8217;altezza quindi<br \/>\n        di 36.000Km, prima si lancia il satellite in orbita bassa, poi dopo alcuni<br \/>\n        giorni ed aver verificato che l&#8217;orbita di partenza sia quella prevista,<br \/>\n        si attende che il satellite sia nel punto previsto per accendere i motori<br \/>\n        per spedirlo nell&#8217;orbita definitiva. In questo modo si ha molto pi\u00f9 tempo<br \/>\n        per decidere cosa fare se qualche cosa va storto. In modo del tutto analogo<br \/>\n        si procede se si vuole inviare una sonda verso un altro pianeta, aggiungendo<br \/>\n        a questi passaggi (che possono anche essere pi\u00f9 di 2) anche quello successivo<br \/>\n        che lo spinge su un orbita in direzione dell&#8217;obbiettivo ed infine se si<br \/>\n        vuole immettersi in orbita attorno ad esso sono necessarie ulteriori correzioni<br \/>\n        di rotta per diminuire il semiasse maggiore di traiettoria ellittica,<br \/>\n        oppure per passare da una traiettoria iperbolica o parabolica ad una ellittica<br \/>\n        (generalmente &#8220;frenando&#8221; la sonda). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Tutte le<br \/>\n        orbite assegnate nelle fasi del lancio o in quelle di accensione dei motori,<br \/>\n        vengono mantenute si puo&#8217; dire indefinitamente se si viaggia lontano da<br \/>\n        altri corpi celesti. In realt\u00e0 l&#8217;attrazione gravitazionale di Terra, Luna<br \/>\n        e degli altri pianeti crea delle perturbazioni pi\u00f9 o meno rilevanti, inversamente<br \/>\n        proporzionali al quadrato delle distanze dei corpi considerati (satellite-pianeta)<br \/>\n        e direttamente proporzionale alle masse in gioco (Newton insegna). Quando<br \/>\n        ci immettiamo in orbita attorno ad un altro corpo il problema si complica,<br \/>\n        soprattutto se tale oggetto celeste \u00e8 avvolto in un&#8217;atmosfera pi\u00f9 o meno<br \/>\n        densa. Infatti se ci riferiamo ad un orbita attorno alla Terra, se &#8220;voliamo&#8221;<br \/>\n        in orbita bassa (200-1000Km) dobbiamo aspettarci che molto velocemente<br \/>\n        la nostra orbita decada per la presenza di strati meno densi dell&#8217;atmosfera<br \/>\n        che comunque influiscono sul satellite rallentandolo (per attrito) e di<br \/>\n        conseguenza diminuendo il semiasse maggiore dell&#8217;orbita. In pochi anni<br \/>\n        ci si aspetta che il satellite ricada sulla Terra. Satelliti di questo<br \/>\n        tipo sono quelli militari, le stazioni spaziali ed eventualmente lo space<br \/>\n        shuttle. Pi\u00f9 aumenta il semiasse maggiore dell&#8217;orbita, pi\u00f9 diminuisce<br \/>\n        l&#8217;effetto frenante dell&#8217;atmosfera, in particolare esistono delle orbite<br \/>\n        attorno ad un pianeta che sono molto pi\u00f9 stabili delle alte che vengono<br \/>\n        scelte a seconda dell&#8217;obbiettivo della missione. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In particolare<br \/>\n        le orbite geostazionarie equatoriali sono molto interessanti perch\u00e9 permettono<br \/>\n        ad ogni satellite inviato su tali orbite di mantenersi sempre puntato<br \/>\n        su un punto fisso della Terra e quindi permettono servizi di tipo meteorologico<br \/>\n        locale, televisivo e per telecomunicazioni. Orbite di questo tipo sono<br \/>\n        particolarmente stabili e decadono o si modificano solo in tempi estremamente<br \/>\n        lunghi. Non esistono organi internazionali a cui ci si deve rivolgere<br \/>\n        se si vuole inviare un satellite in orbita a meno che l&#8217;orbita non sia<br \/>\n        necessaria per gestire operazioni di tipo commerciale, normalmente comunque<br \/>\n        di tipo geostazionario. In questo caso esistono alcuni organismi internazionali<br \/>\n        che gestiscono il traffico commerciale, e soprattutto sovrintendono all&#8217;assegnazione<br \/>\n        delle orbite.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Il problema<br \/>\n        comunque non \u00e8 per il momento cos\u00ec grosso come si potrebbe pensare, in<br \/>\n        quanto si deve ragionare in uno spazio tridimensionale costituito da una<br \/>\n        sfera di 30-40.000Km di diametro nel quale si muovono alcune migliaia<br \/>\n        di satelliti che comunque hanno possibilit\u00e0 di collidere molto basse (anche<br \/>\n        perch\u00e9 quando si decide di assegnare un orbita attualmente \u00e8 possibile<br \/>\n        verificare che non sia incongruente con quella degli altri corpi rotanti<br \/>\n        attorno alla Terra). Per esempio se mettiamo su orbite circolari ad altezza<br \/>\n        da terra crescente dei satelliti partendo da un altezza di 1000Km sino<br \/>\n        a 36.000Km distanziati di 100metri potremmo inserire senza problemi ben<br \/>\n        360.000 satelliti in orbita! E&#8217; anche vero che le orbite sono molto pi\u00f9<br \/>\n        complesse, non circolari (spesso si intersecano), e che talune orbite<br \/>\n        o aree sono pi\u00f9 trafficate di altre. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il problema<br \/>\n        pi\u00f9 grosso, ma forse inaspettato per i profani, \u00e8 in effetti \u00e8 l&#8217;assegnazione<br \/>\n        delle frequenze di trasmissione, che \u00e8 regolamentato da leggi internazionali<br \/>\n        e commissioni di coordinamento. Vedi: <a href=\"http:\/\/frwebgate.access.gpo.gov\/cgi-bin\/get-cfr.cgi?TITLE=47&amp;PART=2&amp;SECTION=1&amp;TYPE=TEXT\">Regolamento<br \/>\n        assegnazione Frequenze<\/a> <br \/>\n        La gestione dell&#8217;intenso traffico che sovrasta le nostre teste, non \u00e8<br \/>\n        unitaria (ognuno fa per se) anche se attualmente alcuni organismi si stanno<br \/>\n        rendendo conto di alcuni pericoli che si potrebbero prospettare a breve<br \/>\n        come le possibili collisioni fra detriti orbitanti ed i satelliti. Il<br \/>\n        NORAD americano in particolare ha attualmente sotto controllo tutti i<br \/>\n        satelliti orbitanti attorno alla Terra ed \u00e8 impegnato nel controllo e<br \/>\n        nella catalogazione di tutti i detriti spaziali avendo sovvenzionato l&#8217;installazione<br \/>\n        di strumentazioni di ricerca e controllo di detriti orbitanti di dimensioni<br \/>\n        superiori a 10cm. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Alcuni Link<br \/>\n        Utili: <a href=\"http:\/\/www.wiskit.com\/marilyn\/satellite.orbit.html\"><br \/>\n        Calculating the Satellite&#8217;s Orbit<\/a> <br \/>\n        <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Link Utili<br \/>\n        sui satelliti: <br \/>\n        <a href=\"http:\/\/www.amerisar.org\/satlink.htm\">http:\/\/www.amerisar.org\/satlink.htm<br \/>\n        <\/a><br \/>\n        NORAD Two elements: <a href=\"http:\/\/www.accesscom.com\/%7Eiburrell\/sat\/dataformat.html\"><br \/>\n        http:\/\/www.accesscom.com\/~iburrell\/sat\/dataformat.html<\/a> <br \/>\n        NASA\/NORAD 2-line orbital elements: <br \/>\n        <a href=\"http:\/\/fuse.pha.jhu.edu\/pubinfo\/docs_pub\/elem.html\">http:\/\/fuse.pha.jhu.edu\/pubinfo\/docs_pub\/elem.html<\/a><br \/>\n        <br \/>\n        Cosa sono le Orbite Geostazionarie: <br \/>\n        <a href=\"http:\/\/www.mmm.ucar.edu\/pm\/satellite\/coverage.html\">http:\/\/www.mmm.ucar.edu\/pm\/satellite\/coverage.html<br \/>\n        <\/a> <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">LIBRI: <br \/>\n        Vladimir A. Chobotov, Orbital Mechanics, 1991, AIAA Education Series <br \/>\n        James R. Wertz, Space Mission and Design, 1991, Kluwer Academic Publishers<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<p>      <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":159,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-1029","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-astronautica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/159"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1029"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1029\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}