{"id":1024,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1024\/","title":{"rendered":"Mi sono sempre chiesto se le missioni Apollo sulla Luna erano da considerarsi una sorta di &#8220;missioni suicida&#8221; (fra virgolette ovviamente). Se qualcosa non avesse funzionato sul LEM e non fosse stato possibile ripartire, che fine avrebbero fatto quei due astronauti? Sarebbero stati salvati? O era prevista una &#8220;buona morte&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La domanda<br \/>\n        \u00e8 piuttosto interessante, in quanto mette in evidenza l&#8217;aspetto pionieristico<br \/>\n        della conquista della Luna. Innanzitutto va detto che tutte le azioni<br \/>\n        dello sbarco sono state simulate varie volte con centinaia di varianti.<br \/>\n        Per esempio lo sbarco manuale sulla luna (cio\u00e8 senza l&#8217;aiuto del computer<br \/>\n        di assetto) \u00e8 stato provato da Neil Amstrong una decina di volte e praticamente<br \/>\n        \u00e8 fallito 9 volte su dieci. <br \/>\n        In realt\u00e0 l&#8217;atterraggio dell&#8217;Apollo 11 \u00e8 avvenuto proprio manualmente,<br \/>\n        a causa di una lieve defezione del computer d&#8217;atterraggio. Fortunatamente<br \/>\n        la situazione reale del primo allunaggio si \u00e8 mostrata molto pi\u00f9 semplice<br \/>\n        di quella simulata (oppure hanno avuto una certa fortuna). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Se qualsiasi<br \/>\n        apparato vitale avesse avuto dei malfunzionamenti, la missione sarebbe<br \/>\n        fallita. In sostanza ci\u00f2 significa che gli obbiettivi primari sarebbero<br \/>\n        stati abbandonati o sostituiti momentaneamente con l&#8217;obbiettivo primario<br \/>\n        di riportare a casa l&#8217;equipaggio. Molti dei sistemi di bordo erano ridondanti,<br \/>\n        per evitare che qualsiasi malfunzionamento potesse trasformare la missione<br \/>\n        in una tragedia, ma come sappiamo, a volte si verifica l&#8217;imprevedibile<br \/>\n        (la missione Apollo 13 insegna). C<\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">omunque<br \/>\n        nel malcapitato in cui fosse accaduto qualcosa di irreparabile, per qualsiasi<br \/>\n        situazione in volo le procedure prevedevano delle scappatoie pi\u00f9 o meno<br \/>\n        rischiose, mentre meno possibilit\u00e0 sussistevano se il lem non fosse stato<br \/>\n        in grado di decollare. In quest&#8217;ultimo caso, la situazione sarebbe stata<br \/>\n        veramente drammatica, in quanto l&#8217;energia di bordo era estremamente limitata,<br \/>\n        e l&#8217;organizzazione di una missione di recupero che partisse da terra sarebbe<br \/>\n        stata inattuabile (oltre 25 gg di tempo utile). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L&#8217;ipotesi<br \/>\n        prospettata della &#8220;buona morte&#8221; \u00e8 piuttosto realistica, tuttavia<br \/>\n        non ha mai ricevuto conferme ufficiali. Ufficiosamente ogni astronauta<br \/>\n        era dotato di una capsula di cianuro, ma per quanto se ne sa, sembra che<br \/>\n        non sia mai stata utilizzata.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":159,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-1024","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-astronautica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1024","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/159"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1024"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1024\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1024"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1024"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1024"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}