{"id":1008,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1008\/","title":{"rendered":"Vorrei chiarimenti sul metodo (che leggo essere stato di &#8220;parallasse equatoriale orizzontale&#8221;) impiegato da Cassini per stimare nel XVII secolo la distanza dei pianeti, e di Marte e Venere in particolare. Mi interessano, in particolare, i presupposti fisico-matematici (raggio della Terra, distanza Terra-Sole etc. allora stimati) ed i risultati ottenuti (distanze medie, approssimazioni calcolate etc.)."},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Quello di<br \/>\n        parallasse equatoriale orizzontale \u00e8 stato l&#8217;unico metodo disponibile,<br \/>\n        fino all&#8217;avvento della tecnologia radar (seconda met\u00e0 del &#8216;900), per stabilire<br \/>\n        le distanze dei corpi celesti all&#8217;interno del Sistema Solare. Esso \u00e8 fondamentale<br \/>\n        anche perch\u00e9 la distanza media Terra-Sole (cio\u00e8 l&#8217;unit\u00e0 astronomica) serve<br \/>\n        come base per la misura delle distanze stellari e dunque per fissare le<br \/>\n        dimensioni di tutti gli oggetti astronomici. <br \/>\n        Si compone di due parti ben distinte, ciascuna delle quali con problemi<br \/>\n        tecnologici non indifferenti da superare, ma in teoria \u00e8 estremamente<br \/>\n        semplice: la 3a legge di Keplero stabilisce la proporzionalit\u00e0 tra il<br \/>\n        cubo delle distanze medie dei pianeti dal Sole ed il quadrato dei loro<br \/>\n        periodi orbitali; se perci\u00f2 si riesce a misurare con sufficiente precisione<br \/>\n        questa costante di proporzionalit\u00e0 e almeno uno dei due valori per ciascun<br \/>\n        pianeta, l&#8217;altro si ricava in modo banale. <br \/>\n        Ora, la misura del periodo orbitale pu\u00f2 essere stabilita con notevole<br \/>\n        precisione per tutti i pianeti semplicemente da osservazioni telescopiche,<br \/>\n        dunque basta calcolare la distanza media Terra-Sole per ricavare la costante<br \/>\n        di proporzionalit\u00e0 richiesta, dato che il periodo orbitale della Terra<br \/>\n        \u00e8 semplicemente 1 anno. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La distanza<br \/>\n        del Sole si misura con la tecnica della parallasse equatoriale, che consiste<br \/>\n        nell&#8217;osservare il Sole da due punti della Terra e calcolare la differenza<br \/>\n        di prospettiva sotto la quale esso si presenta, a causa della distanza<br \/>\n        dei due osservatori. Questo metodo richiede naturalmente di conoscere<br \/>\n        con esattezza la distanza dei due osservatori; inoltre, cos\u00ec come l&#8217;ho<br \/>\n        descritto \u00e8 inservibile perch\u00e9, a causa delle elevate dimensioni angolari<br \/>\n        e della turbolenza atmosferica \u00e8 impossibile misurare con sufficiente<br \/>\n        precisione la posizione del lembo solare, tanto pi\u00f9 che di giorno non<br \/>\n        si vedono le stelle e dunque non si hanno punti di riferimento sufficientemente<br \/>\n        fissi e precisi. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Veniamo<br \/>\n        dunque al primo problema, che \u00e8 quello della misura della distanza dei<br \/>\n        due osservatori. Essa si potrebbe in teoria compiere con tecniche di triangolazione,<br \/>\n        ma per avere una sufficiente precisione nell&#8217;applicazione della parallasse<br \/>\n        sul Sole, che \u00e8 distante decine di migliaia di volte il raggio terrestre,<br \/>\n        \u00e8 necessario che i due osservatori siano posti il pi\u00f9 distante possibile,<br \/>\n        per cui misure trigonometriche, in assenza di satelliti, risultavano impossibili<br \/>\n        da una parte all&#8217;altra del globo all&#8217;epoca di Cassini. <br \/>\n        Ci\u00f2 che si pu\u00f2 invece fare \u00e8 sfruttare l&#8217;idea avuta da Eratostene nel<br \/>\n        III secolo a.c.: si misura con la triangolazione la distanza di due luoghi<br \/>\n        della Terra situati sul medesimo meridiano e posti ad alcune decine di<br \/>\n        km. di distanza, quindi si osserva da essi il transito di una medesima<br \/>\n        stella e si misura l&#8217;altezza sull&#8217;orizzonte a cui esso avviene. La differenza<br \/>\n        d&#8217;altezza nelle due misure equivale all&#8217;angolo sulla superficie terrestre<br \/>\n        che le due localit\u00e0 sottendono. A questo punto, noto l&#8217;angolo e la lunghezza<br \/>\n        della corda, si ricava il raggio della sfera terrestre. <br \/>\n        E&#8217; giusto dell&#8217;epoca di Cassini la prima misura moderna di questo tipo,<br \/>\n        condotta da Jean Picard nel 1669, che dette un valore di 40.036 km. per<br \/>\n        la circonferenza della Terra (oggi si sa essere di 40.075 quella equatoriale<br \/>\n        e 39.941 quella polare). <br \/>\n        Note le dimensioni della Terra, ci si pone in due punti molto pi\u00f9 distanti<br \/>\n        e si esegue la misura al contrario: misurando il transito di una stella<br \/>\n        si risale alla distanza degli osservatori.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> A questo<br \/>\n        punto, ora che sappiamo la distanza degli osservatori, possiamo finalmente<br \/>\n        eseguire la parallasse per misurare la distanza del Sole. Come ti avevo<br \/>\n        gi\u00e0 anticipato, per\u00f2, la cosa \u00e8 praticamente impossibile da realizzare.<br \/>\n        Cassini pens\u00f2 per\u00f2 di ricostruire la misura in modo indiretto, misurando<br \/>\n        la distanza dei pianeti vicini. L&#8217;idea \u00e8 pressappoco la seguente: i pianeti<br \/>\n        sono visibili di notte, in mezzo alle stelle, e sono abbastanza piccoli<br \/>\n        da poter misurare con buona precisione la posizione del loro centro rispetto<br \/>\n        alle stelle, senza dover eseguire complesse misurazioni assolute rispetto<br \/>\n        all&#8217;orizzonte terrestre; inoltre Marte e Venere passano pi\u00f9 vicini alla<br \/>\n        Terra del Sole, quindi la misura potr\u00e0 essere anche pi\u00f9 precisa.<br \/>\n        I due osservatori calcoleranno dunque la posizione esatta dei pianeti<br \/>\n        rispetto alle stelle nello stesso istante, la quale risulter\u00e0 diversa<br \/>\n        a causa della differente prospettiva dalla quale osservano; la differenza<br \/>\n        angolare tra le due misure \u00e8 proporzionale alla distanza dei due osservatori<br \/>\n        ed alla distanza del pianeta da essi. La complicazione che si aggiunge<br \/>\n        \u00e8 che ne&#8217; la Terra ne i pianeti sono fermi nel Sistema Solare, quindi<br \/>\n        si dovr\u00e0 conoscere anche la forma delle orbite planetarie e la posizione<br \/>\n        occupata dai pianeti lungo l&#8217;orbita al momento della misura. Ci\u00f2 fatto,<br \/>\n        sar\u00e0 possibile ricavare la distanza dal Sole sia della Terra che degli<br \/>\n        altri pianeti. Fu propriamente questo ci\u00f2 che fece Cassini nel 1672, ricavando<br \/>\n        per l&#8217;unit\u00e0 astronomica una misura di 22.000 raggi terrestri, cio\u00e8 circa<br \/>\n        140 milioni di km. (contro i 149 milioni e 600mila oggi noti). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">E&#8217; interessante<br \/>\n        notare come il metodo della parallasse equatoriale orizzontale fu l&#8217;unico<br \/>\n        praticabile fino al 1961, quando venne sostituito da quello della misura<br \/>\n        del tempo di ritorno dell&#8217;eco radar. L&#8217;ultima grande misura col &#8220;vecchio&#8221;<br \/>\n        metodo fu approntata nel 1931, quando l&#8217;asteroide Eros pass\u00f2 relativamente<br \/>\n        vicino alla Terra e diede la possibilit\u00e0 di migliorare le misure precedentemente<br \/>\n        compiute.<\/font><\/p>\n<p>      <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":161,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-1008","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geografia-astronomica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/161"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1008"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1008\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}