{"id":1007,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1007","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1007\/","title":{"rendered":"&#8220;Veri e propri geni dell&#8217;astronomia furono Eratostene di Cirene, che riusc\u00ec a calcolare con sorprendente approssimazione la circonferenza terrestre, Aristarco di Samo che determin\u00f2 le dimensioni della luna e del sole e la loro distanza dalla terra, Ipparco di Nicea che calcol\u00f2 la durata dell&#8217;anno solare in 365 giorni, 5 ore e 55 minuti, con un eccesso di appena sette minuti rispetto al computo moderno&#8221;. Da &#8220;Le linee del tempo&#8221; storia per la 1a superiore, di Andrea Giardina. Sono rimasto molto impressionato da questo. Volevo sapere se queste informazioni sono attendibili e se lo sono vorrei anche sapere come hanno fatto (o almeno come pensate che siano riusciti a farlo). Mi interessa soprattutto la scoperta di Aristarco. Vuol dire che i Greci gi\u00e0 sapevano cos&#8217;era l&#8217;interazione gravitazionale e la forza centrifuga?"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Naturalmente<br \/>\n        gli antichi non conoscevano affatto la gravitazione universale ne&#8217; alcun<br \/>\n        altro concetto di fisica dell&#8217; &#8220;era scientifica&#8221;, ma la sapevano abbastanza<br \/>\n        lunga in matematica, ed in particolare in geometria e trigonometria, per<br \/>\n        riuscire in queste imprese. La stima delle dimensioni della Terra fatta<br \/>\n        da Eratostene parte dalla seguente constatazione: la circonferenza terrestre<br \/>\n        \u00e8 lunga 2<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11\" height=\"14\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/pi.gif\" alt=\"\"\/>R con R raggio della<br \/>\n        Terra, perci\u00f2 due localit\u00e0 la cui distanza sia tale da sottendere un angolo<br \/>\n        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11\" height=\"14\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/theta.gif\" alt=\"\"\/> visto dal centro della<br \/>\n        Terra, disteranno tra loro <br \/>\n        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"75\" height=\"41\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/geni\/image3.gif\" alt=\"\"\/><br \/>\n        <\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">dunque<br \/>\n        il raggio della Terra vale<br \/>\n        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"36\" height=\"41\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/geni\/image4.gif\" alt=\"\"\/>. <br \/>\n        Il problema \u00e8 calcolare D per due qualsiasi localit\u00e0 ed il relativo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11\" height=\"14\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/theta.gif\" alt=\"\"\/>.<br \/>\n        Eratostene, che viveva ad Alessandria, venne a sapere che in un particolare<br \/>\n        giorno dell&#8217;anno a Syrene (oggi Assuan) il Sole illuminava il fondo dei<br \/>\n        pozzi mentre egli sapeva che ci\u00f2 ad Alessandria non accadeva. La ragione<br \/>\n        \u00e8 che il Sole era a perpendicolo sull&#8217;orizzonte di Syrene ma non su quello<br \/>\n        di Alessandria; la differenza di inclinazione \u00e8 proprio l&#8217;angolo che cerchiamo<br \/>\n        e pu\u00f2 essere misurata valutando l&#8217;ombra di un bastoncino conficcato a<br \/>\n        terra e con l&#8217;ausilio di alcune formule trigonometriche. Supponendo ora<br \/>\n        che le due localit\u00e0 si trovino sul medesimo meridiano (il che \u00e8 abbastanza<br \/>\n        vero), la loro distanza \u00e8 esattamente il D da inserire nella formula.<br \/>\n        La cosa sorprendente \u00e8 che Eratostene sapeva questa distanza solo molto<br \/>\n        approssimativamente (in &#8220;giorni di cammello&#8221;, non certo in metri!) e ci\u00f2<br \/>\n        nonostante diede una stima delle dimensioni della Terra sbagliata solo<br \/>\n        del 10%.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> La stima<br \/>\n        data da Aristarco delle dimensioni e distanza di Luna e Sole erano piuttosto<br \/>\n        sbagliate per difetto; molto pi\u00f9 preciso fu un secolo dopo Ipparco (senza<br \/>\n        dubbio il pi\u00f9 grande astronomo dell&#8217;antichit\u00e0). Egli sapeva delle dimensioni<br \/>\n        approssimate della Terra e sapeva anche che la sua ombra, durante le eclissi<br \/>\n        totali di Luna, appare circa 2,5 volte le dimensioni della Luna. Egli<br \/>\n        dedusse pertanto che, supponendo che l&#8217;ombra della Terra abbia una forma<br \/>\n        molto vicina ad un cilindro, il nostro satellite debba essere circa 2,5<br \/>\n        volte pi\u00f9 piccolo della Terra. La precedente ipotesi \u00e8 vera solo per un<br \/>\n        Sole infinitamente distante; in realt\u00e0 l&#8217;ombra della Terra \u00e8 un cono,<br \/>\n        ma l&#8217;approssimazione \u00e8 abbastanza giusta. A questo punto, siccome la Luna<br \/>\n        vista da Terra sottende un arco di circa 1\/2 grado, possiamo immaginare<br \/>\n        che il suo disco (di diametro d) sia la base di un triangolo equilatero<br \/>\n        il cui vertice opposto misuri <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11\" height=\"14\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/theta.gif\" alt=\"\"\/>=0,5<br \/>\n        gradi. A questo punto, con un po&#8217; di trigonometria, si risale alla distanza<br \/>\n        D della Luna data da <br \/>\n        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"84\" height=\"67\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/geni\/image5.gif\" alt=\"\"\/><\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Per le dimensioni<br \/>\n        del Sole, basta sapere che durante le eclissi totali di Sole il disco<br \/>\n        lunare eclissa quasi perfettamente quello solare, il che significa che<br \/>\n        i due corpi celesti sottendono lo stesso arco. Perci\u00f2 i triangoli aventi<br \/>\n        per base la Luna ed il Sole e per vertice opposto l&#8217;osservatore sono simili,<br \/>\n        quindi basta sapere la distanza del Sole e fare una proporzione per conoscerne<br \/>\n        le dimensioni. Il problema della misura della distanza del Sole fu affrontato<br \/>\n        da Ipparco nel seguente modo: quando la Luna \u00e8 al primo quarto, l&#8217;angolo<br \/>\n        Terra-Luna-Sole \u00e8 di 90\u00b0, \u00e8 inoltre possibile misurare l&#8217;angolo Luna-Terra-Sole<br \/>\n        (<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11\" height=\"14\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/theta.gif\" alt=\"\"\/>) con un goniometro, mentre<br \/>\n        la distanza Terra-Luna (d) \u00e8 nota. Usando ancora la trigonometria si risale<br \/>\n        alla distanza Terra-Sole pari a <br \/>\n        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"77\" height=\"44\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/geni\/image6.gif\" alt=\"\"\/>. <br \/>\n        Sfortunatamente, siccome il Sole \u00e8 molto pi\u00f9 distante della Luna, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11\" height=\"14\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/theta.gif\" alt=\"\"\/><br \/>\n        vale poco meno di 90\u00b0 ed in queste condizioni anche piccoli errori di<br \/>\n        misura si ripercuotono pesantemente sulla formula precedente (infatti<br \/>\n        per <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11\" height=\"14\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/theta.gif\" alt=\"\"\/> che si avvicina a<br \/>\n        90\u00b0, cos(<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11\" height=\"14\" src=\"..\/..\/esperti\/astro\/theta.gif\" alt=\"\"\/>) si avvicina<br \/>\n        a 0 e D tende rapidamente all&#8217;infinito), inoltre gli astronomi antichi<br \/>\n        non sapevano dell&#8217;esistenza della rifrazione atmosferica che altera leggermente<br \/>\n        le posizioni apparenti dei corpi celesti ed inficia la misura precisa<br \/>\n        degli angoli. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Venendo<br \/>\n        alla misura della durata dell&#8217;anno, la precisione ottenuta da Ipparco<br \/>\n        sorprende parecchio anche me, se non altro perch\u00e9 per compierla non \u00e8<br \/>\n        stata sufficiente una singola osservazione e misura come nei casi precedenti,<br \/>\n        ma \u00e8 stato necessario seguire i moti celesti per diversi decenni. C&#8217;\u00e8<br \/>\n        infatti un solo modo, con gli strumenti dell&#8217;antichit\u00e0, per stabilire<br \/>\n        la durata dell&#8217;anno, ed \u00e8 quello di osservare il susseguirsi di eventi<br \/>\n        che si sa accadere con scadenza annuale e misurare l&#8217;intervallo di tempo<br \/>\n        trascorso tra essi. Il problema sarebbe banale se l&#8217;anno durasse un numero<br \/>\n        intero di giorni, in quanto in tal caso basterebbe un solo anno per compiere<br \/>\n        le misura; siccome ci\u00f2 sfortunatamente non accade, bisogna osservare per<br \/>\n        diversi anni ed eseguire una media sulle diverse misure. <br \/>\n        Gli astronomi Egiziani seguivano per esempio la levata eliaca di Sirio<br \/>\n        (guardavano cio\u00e8 in quale giorno Sirio si rendeva visibile poco prima<br \/>\n        dell&#8217;alba, subito dopo la sua congiunzione col Sole) e stabilirono un<br \/>\n        anno di 365,25 giorni, valore adottato da Cesare per la sua riforma del<br \/>\n        calendario; Ipparco invece seguiva lo spostamento in declinazione del<br \/>\n        Sole lungo la sfera celeste, misurando la sua altezza massima ogni giorno<br \/>\n        al mezzogiorno locale servendosi di orologi solari. Attraverso queste<br \/>\n        misure, protratte per diversi anni, egli fu in grado non solo di stabilire<br \/>\n        la durata dell&#8217;anno con incredibile precisione, ma si accorse pure della<br \/>\n        diversa durata delle stagioni, che oggi si sa essere dovuta all&#8217;ellitticit\u00e0<br \/>\n        dell&#8217;orbita terrestre.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":161,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-1007","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geografia-astronomica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1007","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/161"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1007"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1007\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}