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<oembed><version>1.0</version><provider_name>www.vialattea.net</provider_name><provider_url>https://www.vialattea.net/content</provider_url><author_name>Valter Moretti</author_name><author_url>https://www.vialattea.net/content/author/Moretti/</author_url><title>Le scrivo in merito ad una constatazione fatta interessandomi alla fisica teorica e che desidero sottoporre alla sua cortese attenzione per avere il suo autorevole giudizio.&#xD;
Il paradosso dei gemelli, conseguenza della teoria della relativit&#xE0; ristretta, consiste nel fatto che due gemelli (o orologi sincronizzati) che partano con due astronavi in direzioni opposte a velocit&#xE0; relativistiche, ritenendo ognuno che l&#x2019;altro sia in movimento, pretendono entrambi di trovare al loro successivo incontro l&#x2019;altro pi&#xF9; giovane di s&#xE9;. Si sostiene comunemente che in realt&#xE0; questo non sia un paradosso, poich&#xE9; il principio di Mach, secondo il quale una simmetria non c&#x2019;&#xE8; perch&#xE9; ci si pu&#xF2; riferire alle stelle fisse per rendersi conto delle curve o inversioni di marcia di uno o entrambi, ci permette di escluderlo.&#xD;
Ma tale principio non appare molto convincente, innanzitutto perch&#xE9; quelle che noi chiamiamo stelle fisse potrebbero essere un enorme insieme di stelle ma che &#xE8; solo una piccola parte di tutto l&#x2019;universo e che magari sta ruotando vorticosamente considerando in quiete il resto (mi sembra un sistema un po approssimativo) ma, soprattutto perch&#xE9; la teoria della relativit&#xE0; ha avuto il grande merito di mandare in soffitta il vetusto concetto di etere; orbene se per poterla applicare si ha bisogno di un sistema di riferimento assoluto (stelle fisse), si &#xE8; solo fatto uscire l&#x2019;etere dalla porta per farlo rientrare dalla finestra: essendo costretti a servirci delle stelle fisse noi ammettiamo uno spazio assoluto e quindi ammettiamo che esiste un sistema di riferimento privilegiato.&#xD;
Il punto &#xE8; che per preservare la teoria della relativit&#xE0; da detto paradosso dobbiamo usare un sistema che annulla l&#x2019;assunto fondamentale di tale teoria cio&#xE8; che non esistono sistemi di riferimento privilegiati. Il principio pi&#xF9; rigoroso per rompere questa pericolosa simmetria tra i due gemelli e quindi per confutare il paradosso dei gemelli, &#xE8; quello per cui uno dei due, per poter incontrare di nuovo l&#x2019;altro, deve curvare e raggiungerlo sottoponendosi ad accelerazioni che non gli consentono pi&#xF9; di affermare di essere in quiete.&#xD;
Possiamo concepire una particolare situazione, per&#xF2;, per cui i due si rincontrano senza bisogno di accelerazioni di alcun tipo: la teoria della relativit&#xE0; generale prescrive che lo spazio pu&#xF2; deformarsi, ad esempio nei pressi di un corpo di grande massa, ebbene se noi ipotizziamo una distribuzione di materia tale da giustificare una deformazione dello spazio che permetta alle due astronavi di incrociarsi nuovamente pur seguendo traiettorie rettilinee (&#xE8; lo spazio ad essere curvo tanto da portare l&#x2019;uno sulla strada dell altro), avremmo che nessuna accelerazione potrebbe pi&#xF9; essere addotta a discriminante tra chi &#xE8; in quiete e chi &#xE8; in movimento. Ognuno potr&#xE0; affermare di essere in quiete, non avendo mai effettuato curve o inversioni di marcia e non avendo, di conseguenza, risentito delle relative accelerazioni. Con ci&#xF2;, a mio avviso, questo paradosso sarebbe realmente tale perch&#xE9; ognuno avrebbe percorso effettivamente uno spazio rettilineo senza mai risentire di alcun effetto di accelerazione e quindi entrambi potrebbero legittimamente considerarsi in quiete e conseguentemente considerare l&#x2019;altro in movimento e pretendere di ritrovarlo pi&#xF9; giovane al successivo incontro.</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="P5wA2pQcks"&gt;&lt;a href="https://www.vialattea.net/content/1775/"&gt;Le scrivo in merito ad una constatazione fatta interessandomi alla fisica teorica e che desidero sottoporre alla sua cortese attenzione per avere il suo autorevole giudizio.&#xD;
Il paradosso dei gemelli, conseguenza della teoria della relativit&#xE0; ristretta, consiste nel fatto che due gemelli (o orologi sincronizzati) che partano con due astronavi in direzioni opposte a velocit&#xE0; relativistiche, ritenendo ognuno che l&#x2019;altro sia in movimento, pretendono entrambi di trovare al loro successivo incontro l&#x2019;altro pi&#xF9; giovane di s&#xE9;. Si sostiene comunemente che in realt&#xE0; questo non sia un paradosso, poich&#xE9; il principio di Mach, secondo il quale una simmetria non c&#x2019;&#xE8; perch&#xE9; ci si pu&#xF2; riferire alle stelle fisse per rendersi conto delle curve o inversioni di marcia di uno o entrambi, ci permette di escluderlo.&#xD;
Ma tale principio non appare molto convincente, innanzitutto perch&#xE9; quelle che noi chiamiamo stelle fisse potrebbero essere un enorme insieme di stelle ma che &#xE8; solo una piccola parte di tutto l&#x2019;universo e che magari sta ruotando vorticosamente considerando in quiete il resto (mi sembra un sistema un po approssimativo) ma, soprattutto perch&#xE9; la teoria della relativit&#xE0; ha avuto il grande merito di mandare in soffitta il vetusto concetto di etere; orbene se per poterla applicare si ha bisogno di un sistema di riferimento assoluto (stelle fisse), si &#xE8; solo fatto uscire l&#x2019;etere dalla porta per farlo rientrare dalla finestra: essendo costretti a servirci delle stelle fisse noi ammettiamo uno spazio assoluto e quindi ammettiamo che esiste un sistema di riferimento privilegiato.&#xD;
Il punto &#xE8; che per preservare la teoria della relativit&#xE0; da detto paradosso dobbiamo usare un sistema che annulla l&#x2019;assunto fondamentale di tale teoria cio&#xE8; che non esistono sistemi di riferimento privilegiati. Il principio pi&#xF9; rigoroso per rompere questa pericolosa simmetria tra i due gemelli e quindi per confutare il paradosso dei gemelli, &#xE8; quello per cui uno dei due, per poter incontrare di nuovo l&#x2019;altro, deve curvare e raggiungerlo sottoponendosi ad accelerazioni che non gli consentono pi&#xF9; di affermare di essere in quiete.&#xD;
Possiamo concepire una particolare situazione, per&#xF2;, per cui i due si rincontrano senza bisogno di accelerazioni di alcun tipo: la teoria della relativit&#xE0; generale prescrive che lo spazio pu&#xF2; deformarsi, ad esempio nei pressi di un corpo di grande massa, ebbene se noi ipotizziamo una distribuzione di materia tale da giustificare una deformazione dello spazio che permetta alle due astronavi di incrociarsi nuovamente pur seguendo traiettorie rettilinee (&#xE8; lo spazio ad essere curvo tanto da portare l&#x2019;uno sulla strada dell altro), avremmo che nessuna accelerazione potrebbe pi&#xF9; essere addotta a discriminante tra chi &#xE8; in quiete e chi &#xE8; in movimento. Ognuno potr&#xE0; affermare di essere in quiete, non avendo mai effettuato curve o inversioni di marcia e non avendo, di conseguenza, risentito delle relative accelerazioni. Con ci&#xF2;, a mio avviso, questo paradosso sarebbe realmente tale perch&#xE9; ognuno avrebbe percorso effettivamente uno spazio rettilineo senza mai risentire di alcun effetto di accelerazione e quindi entrambi potrebbero legittimamente considerarsi in quiete e conseguentemente considerare l&#x2019;altro in movimento e pretendere di ritrovarlo pi&#xF9; giovane al successivo incontro.&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.vialattea.net/content/1775/embed/#?secret=P5wA2pQcks" width="600" height="338" title="&#x201C;Le scrivo in merito ad una constatazione fatta interessandomi alla fisica teorica e che desidero sottoporre alla sua cortese attenzione per avere il suo autorevole giudizio.&#xD;
Il paradosso dei gemelli, conseguenza della teoria della relativit&#xE0; ristretta, consiste nel fatto che due gemelli (o orologi sincronizzati) che partano con due astronavi in direzioni opposte a velocit&#xE0; relativistiche, ritenendo ognuno che l&#x2019;altro sia in movimento, pretendono entrambi di trovare al loro successivo incontro l&#x2019;altro pi&#xF9; giovane di s&#xE9;. Si sostiene comunemente che in realt&#xE0; questo non sia un paradosso, poich&#xE9; il principio di Mach, secondo il quale una simmetria non c&#x2019;&#xE8; perch&#xE9; ci si pu&#xF2; riferire alle stelle fisse per rendersi conto delle curve o inversioni di marcia di uno o entrambi, ci permette di escluderlo.&#xD;
Ma tale principio non appare molto convincente, innanzitutto perch&#xE9; quelle che noi chiamiamo stelle fisse potrebbero essere un enorme insieme di stelle ma che &#xE8; solo una piccola parte di tutto l&#x2019;universo e che magari sta ruotando vorticosamente considerando in quiete il resto (mi sembra un sistema un po approssimativo) ma, soprattutto perch&#xE9; la teoria della relativit&#xE0; ha avuto il grande merito di mandare in soffitta il vetusto concetto di etere; orbene se per poterla applicare si ha bisogno di un sistema di riferimento assoluto (stelle fisse), si &#xE8; solo fatto uscire l&#x2019;etere dalla porta per farlo rientrare dalla finestra: essendo costretti a servirci delle stelle fisse noi ammettiamo uno spazio assoluto e quindi ammettiamo che esiste un sistema di riferimento privilegiato.&#xD;
Il punto &#xE8; che per preservare la teoria della relativit&#xE0; da detto paradosso dobbiamo usare un sistema che annulla l&#x2019;assunto fondamentale di tale teoria cio&#xE8; che non esistono sistemi di riferimento privilegiati. Il principio pi&#xF9; rigoroso per rompere questa pericolosa simmetria tra i due gemelli e quindi per confutare il paradosso dei gemelli, &#xE8; quello per cui uno dei due, per poter incontrare di nuovo l&#x2019;altro, deve curvare e raggiungerlo sottoponendosi ad accelerazioni che non gli consentono pi&#xF9; di affermare di essere in quiete.&#xD;
Possiamo concepire una particolare situazione, per&#xF2;, per cui i due si rincontrano senza bisogno di accelerazioni di alcun tipo: la teoria della relativit&#xE0; generale prescrive che lo spazio pu&#xF2; deformarsi, ad esempio nei pressi di un corpo di grande massa, ebbene se noi ipotizziamo una distribuzione di materia tale da giustificare una deformazione dello spazio che permetta alle due astronavi di incrociarsi nuovamente pur seguendo traiettorie rettilinee (&#xE8; lo spazio ad essere curvo tanto da portare l&#x2019;uno sulla strada dell altro), avremmo che nessuna accelerazione potrebbe pi&#xF9; essere addotta a discriminante tra chi &#xE8; in quiete e chi &#xE8; in movimento. Ognuno potr&#xE0; affermare di essere in quiete, non avendo mai effettuato curve o inversioni di marcia e non avendo, di conseguenza, risentito delle relative accelerazioni. Con ci&#xF2;, a mio avviso, questo paradosso sarebbe realmente tale perch&#xE9; ognuno avrebbe percorso effettivamente uno spazio rettilineo senza mai risentire di alcun effetto di accelerazione e quindi entrambi potrebbero legittimamente considerarsi in quiete e conseguentemente considerare l&#x2019;altro in movimento e pretendere di ritrovarlo pi&#xF9; giovane al successivo incontro.&#x201D; &#x2014; www.vialattea.net" data-secret="P5wA2pQcks" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script&gt;
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