Indice del libro
"Introduzione paradossale"
1 - Immacolate percezioni
2 - L’arte dell’illusione
3 - Cose dell’altro mondo
4 - Immacolate concezioni
5 - Storia apocrifa di un mentitore
6 - La corsa nel tempo della tartaruga
7 - I para-doxa della democrazia
8 - Sguardo paradossale al futuro
9 - Mucchi, smeraldi e corvi
10 - Dai paradossi ai teoremiCome viene precisato nel capitolo decimo, i paradossi sono stati al centro dell’attenzione nel periodo greco, nel Medioevo e a cavallo fra Ottocento e Novecento. In tali periodi storici vennero dati nomi diversi, che riflettono ancora oggi i diversi atteggiamenti verso di essi: per i Greci erano "paralogismi", ("oltre la logica"); per i medioevali "insolubilia" ("problemi insolubili"); per i moderni "antinomie" ("contro le regole"), o, appunto, paradossi ("oltre l’opinione corrente").
Nell’ "Introduzione paradossale", l’autore, ricordando che "un argomento come Dio (o logica) comanda si compone di premesse, ragionamento e conclusione", effettua la seguente classificazione in tre tipi:
1) Un paradosso è logico, o negativo, se riduce all’assurdo le premesse su cui si basa. L’attributo <<negativo>> sta soltanto a significare che l’argomento mostra l’inaccettabilità di assunzioni apparentemente innocue, e spesso implicite. "E stimola una rifondazione delle aree del sapere che su di esse, consciamente o inconsciamente, si fondano."
2) Un paradosso è retorico, o nullo, se si limita a esibire la sottigliezza di un ragionamento, o a esaltare l'abilità di chi lo produce. "come metodo filosofico rischia di ridurre la cultura al sofismo, e per questo fu severamente criticato da Platone nel <<Gorgia>>"
3) Un paradosso è ontologico, o positivo, se "attraverso un ragionamento inusuale rafforza le conclusioni a cui arriva. A questo si riferiva Schopenhauer, quando diceva che <<la verità nasce come paradosso e muore come ovvietà>>" Si sottolinea come i modi, poi, siano molteplici; oltre al ragionamento formale, "alcuni paludamenti e figure letterarie si prestano particolarmente bene all'esposizione di argomenti paradossali." Tra gli altri, vengono citati, ad esempio, "l'inversione del chiasma, che rivolta affermazioni come <<il reale è paradossale>> in <<il paradossale è reale>>" e la "contrapposizione dell'ossimoro, il miglior esempio del quale è proprio <<ossimoro>> (da oxis, <<furbo>> e moron, <<scemo>>, quindi: <<idiot savant>>)".Vengono analizzati anche i vari atteggiamenti, con cui sono stati considerati i paradossi: "Aristotele e Russell li hanno temuti come la natura aborrisce il vuoto, cercando di proporre soluzioni più o meno soddisfacenti e utili. Pirrone e Heghel hanno abbracciato le contraddizioni come i kamikaze andavano incontro alla morte, basando su di esse il loro rifiuto della conoscenza e della realtà. Kant ha brandito le antinomie come il cacciatore un fucile a quattro canne, sparando pallettoni sui merli che credono di credere e invece si illudono soltanto di pensare. Kierkegaard ha usato i paradossi come le spinte che si ricevono sul trampolino, per favorire un salto nel vuoto oltre il bordo della ragione. Carroll, Kafka e Borges hanno costruito le loro opere letterarie su girandole di situazioni paradossali, al limite e oltre. Bateson e Watzlavick sono arrivati a considerare paradossale ogni forma di comunicazione umana, fondando su questa visione una singolare terapia psichiatrica."