Informazioni
generali
L'Hubble Space Telescope
è un programma cooperativo dell'ESA (European Space Agency) e della NASA (National Aeronautics and Space
Administration) per la gestione dell'osservatorio
spaziale a lunga durata, a beneficio della comunità
astronomica internazionale. L'HST è un osservatorio
concepito per la prima volta nel 1940, progettato e
costruito tra il 1970 e il 1980 e divenuto finalmente
operativo solo nel 1990. Fin dal suo inizio, l'HST fu
progettato come un tipo molto particolare di missione per
la NASA: il fatto di essere un osservatorio permanente
implica la pianificazione di regolari missioni di
servizio per riparare guasti e sostituire apparecchiature
superate dal progresso tecnologico.
Lo scopo di mandare un
telescopio nello spazio è duplice:
- L'atmosfera ci
protegge dai pericolosi raggi cosmici e dai raggi
ultravioletti provenienti dal Sole, purtroppo
però questa azione filtrante blocca radiazioni
di particolare interesse per l'astronomia, ad
esempio l'ultravioletto vicino.
- Dunque, per lo studio completo di un oggetto
celeste, è necessario traportare gli strumenti
di misura al di sopra dell'atmosfera mediante
palloni sonda o razzi.
La figura qui sotto mostra come varia la
magnitudine limite in funzione della lunghezza
d'onda: l'occhio umano vede solo una parte
ristretta dello spettro, e arriva al massimo a
scorgere astri di sesta magnitudine. Il più
potente telescopio terrestre giunge fino alla
ventitreesima magnitudine, ma è completamente
"cieco" a particolari lunghezze d'onda
(quelle bloccate dall'atmosfera). Il telescopio
spaziale, invece, dato che opera al di fuori
dell'atmosfera, consente un incremento nella
magnitudine limite, ma soprattutto una visione
"a tutto spettro" della volta celeste.

- L'atmosfera non è
mai perfettamente calma: i venti di bassa e alta
quota e le differenze di temperatura fanno sì
che le immagini stellari, in teoria perfettamente
puntiformi, vengano distorte fino a diventare
"bolle" sempre in movimento.
- E' chiaro che questo degrada pesantemente la
qualità delle immagini e la sensibilità delle
osservazioni, perché la luce fioca delle stelle
non si concentra in un punto ma viene sparsa
tutto intorno.
Il grafico seguente illustra come è cresciuto
nel tempo, grazie ai progressi dell'ottica, il
potere risolutivo, vale a dire il dettaglio più
piccolo rilevabile (si misura in frazioni di
grado). Il primo grande salto avvenne nel 1610
con la costruzione del telescopio di Galileo. Il
telescopio da 5 metri di monte Palomar ha
accresciuto solo di poco il record, che è stato
stracciato da HST, giungendo fino a 0.1 secondi
d'arco (1/36000 di grado). Per fare capire cosa
significa, è come riuscire a vedere una moneta
da 5 lire posta a 40 km di distanza !

Il telescopio Hubble ha
grosso modo le dimensioni di un autobus, ruota su se
stesso ed è in grado di rimanere puntato per ore in una
certa direzione con una precisione elevatissima, grazie
allo strumento FGS (sensore di guida fine). Lo specchio
principale ha un diametro di 2,4 metri. HST è stato
portato in orbita dall'equipaggio dello shuttle Discovery
(STS-32) il 25 aprile 1990.
La responsabilità per
la direzione e il coordinamento delle operazioni
scientifiche dell'HST è in mano allo Space Telescope Science Institute (STScI) che ha sede nella Johns Hopkins
University Homewood Campus di Baltimora (Maryland).
L'STScI è gestita per la NASA dalla Association of Universities for
Research in Astronomy (AURA).
Come progettato
originariamente nel 1979, il programma Large Space
Telescope prevedeva un ritorno a terra, una rimessa a
nuovo e un rilancio ogni 5 anni, con un servizio in
orbita di 2 anni e mezzo. I requisiti di durata e
affidabilità degli strumenti erano basati su quei 2 anni
e mezzo di intervallo tra due successive missioni di
servizio. Nel 1985 le preoccupazioni per la
contaminazione e per il carico strutturale associati al
trasporto a terra a bordo dello shuttle hanno portato a
eliminare dal programma il concetto di ritorno a terra.
La NASA decise che il
servizio in orbita sarebbe stato adeguato per mantenere
l'HST durante i suoi 15 anni di vita previsti. Fu
adottato quindi un ciclo triennale di servizio in orbita.
Le due missioni di servizio (dicembre 1993 e febbraio
1997) effettuate finora hanno avuto un enorme successo.
Le future missioni sono programmate per la metà del 1999
e la metà del 2002. Possono anche essere aggiunti
eventuali voli straordinari nel caso sia necessario
effettuare compiti specifici che non possono aspettare la
prossima missione regolare programmata (oppure per
completare un compito non concluso in una missione
precedente)
Un grave errore di
costruzione dello specchio compromise i risultati della
missione, ma la missione STS-61 (Endeavour) del dicembre
1993 eliminò completamente gli effetti dell'aberrazione
sferica e ripristinò la totale funzionalità dell'HST.
Il
corredo attuale di strumenti scientifici

Wide
Field/Planetary Camera 2 (WFPC2) - Camera planetaria a
grande campo
L'originale Wide
Field/Planetary Camera (WF/PC1) fu sostituita con la WFPC2 durante la
missione STS-61 del dicembre 1993. Il WFPC2 (pronuncia
uiff-pic) era uno strumento di scorta sviluppato nel 1985
dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (California).
Gli specchi secondari
del WFPC2 sono affetti da un errore uguale e contrario a
quello dello specchio principale, in modo da compensarsi
a vicenda. (Lo specchio primario dell'HST è di 2 micron
troppo piatto verso il bordo, così, le ottiche
correttive del WFPC2 sono deformate della stessa
quantità ma in modo contrario)
Il "cuore" del
WFPC2 consiste di un trio di sensori a largo campo a
forma di L e di una sensore per riprese di pianeti ad
alta risoluzione, che va ad occupare l'angolo rimanente.
Space
Telescope Imaging Spectrograph (STIS)
Uno spettrografo
scompone la luce raccolta da un telescopio nelle varie
frequenze che la compongono, in modo da poterla
analizzare. Lo studio dello spettro fornisce alcune
importanti proprietà di un corpo celeste quali: la
composizione chimica qualitativa e quantitativa, la
temperatura, la velocità radiale, la velocità di
rotazione e i campi magnetici.
Lo STIS può studiare le
radiazioni prodotte dai corpi celesti comprese tra la
lunghezza d'onda dell'ultravioletto (115 nanometri) e
quella del vicino infrarosso (1000 nanometri).
Lo STIS utilizza tre
rilevatori: il fotocatodo Multi-Anode Microchannel Array
(MAMA) a ioduro di cesio per le lunghezze d'onda comprese
tra i 115 nm e i 170 nm, un MAMA a tellururo di cesio per
i 165-310 nm, e un CCD (Charge Coupled Device) per
l'intervallo dai 305 ai 1000 nm.
Tutti e tre i rilevatori
hanno un formato di 1024x1024 pixel. Il campo visivo per
ciascun MAMA è di 25x25 secondi d'arco mentre il campo
del CCD è di 50x50 secondi d'arco.
Il principale vantaggio
dello STIS è la sua capacità bidimensionale rispetto a
quella unidimensionale di un normale spettroscopio. Ad
esempio è possibile registrare simultaneamente lo
spettro di diversi punti di una galassia, invece di
eseguire una registrazione alla volta di ciascun punto.
Lo STIS può anche rilevare in una sola volta una serie
di varie lunghezze d'onda dello spettro di una stella.
Near
Infrared Camera and Multi-Object Spectrometer (NICMOS)
Il NICMOS è uno
strumento in grado di eseguire sia osservazioni
nell'infrarosso, che osservazioni spettroscopiche di
oggetti astronomici.
Il NICMOS è sensibile
alla radiazione con lunghezza d'onda compresa tra 0,8 e
2,5 micron, oltre il limite della sensibilità
dell'occhio umano.
La matrice sensibile
HgCdTe che costituisce i rilevatori dell'infrarosso nel
NICMOS deve operare a temperature molto basse. Il NICMOS
mantiene i suoi rilevatori a bassa temperatura
all'interno di un condensatore criogenico (un contenitore
termicamente isolato simile a una bottiglia
"thermos") che contiene ghiaccio di azoto. Il
condensatore mantiene freddi i detector per anni, più a
lungo che in qualsiasi altro esperimento spaziale.
Il NICMOS è il primo
strumento criogenico dell'HST.
Advanced Camera for Surveys (ACS)
La ACS è composta da tre camere fotometriche a multibanda, e ciascuna camera ha un rivelatore appropriato.
La prima, la "Wide Field Camera" WFC, utilizza due CCD thinned back-illuminated da 2048 x 4096 pixel (pixel size = 15 micron) realizzati dalla SITe che vengono montati a mosaico per un totale di 4096 x 4096 pixel, ed ha un campo di vista di 200" x 204" ed una scala di 0.051"/pixel. Questa camera viene utilizzata per le osservazioni nelle bande V ed I.
La High Resolution Camera HRC utilizza un CCD (SITe) da 1024 x 1024 pixel (pixel size = 24 micron) che ha uno speciale trattamento per ottenere elevate sensibilità nel range spettrale 200 - 400 nm. La HRC permette un campo di vista di 26" x 29" ed una scala di 0.025"/pixel, e viene utilizzata per le osservazioni ad alta risoluzione nella banda 200 - 1000 nm.
La Solar Blind Camera SBC è ottimizzata per ottenere una elevata efficienza di rivelazione nel range spettrale 150 - 170 nm. Essa fa uso di un rivelatore a "conteggio di fotoni" chiamato Multi Anode Microchannel Array (MAMA) formato da un Micro Channel Plate (MCP) a canali curvi con un fotocatodo allo Ioduro di Cesio (CsI) e da un anodo a multi-elettrodi capace di ottenere una area di 1024 x 1024 pixel con ciascun pixel da 25 micron. La SBC permette un campo di vista di 26" x 29" ed una scala di 0.030"/pixel e viene impiegata per osservazioni nella banda 150 - 200 nm.
Operazioni e osservazioni
Sebbene l'HST sia sempre
operativo, non tutto il suo tempo è impiegato
all'osservazione. Ogni orbita dura circa 95 minuti e il
tempo viene suddiviso tra le funzioni di gestione e
l'osservazione. Le funzioni di gestione includono la
rotazione del telescopio per puntare ad un nuovo
obiettivo, per evitare la Luna e il Sole, commutare le
antenne di comunicazione e le modalità di trasmissione,
ricevere comandi di trasmissione dati, calibrazioni e
altre attività simili.
Quando l'STScI completa il suo piano di osservazione
principale, il programma viene inviato al Goddard's Space
Telescope Operations Control Center (STOCC) dove i piani
scientifici e di gestione vengono incorporati in un
dettagliato programma di operazioni.
Ciascun evento viene
tradotto in una serie di comandi da inviare ai computer
di bordo. I comandi vengono inviati diverse volte al
giorno per far sì che il telescopio operi
efficientemente.
Quando è possibile
vengono usati contemporaneamente due strumenti
scientifici per osservare regioni adiacenti del cielo.
Per esempio, mentre lo spettrografo è focalizzato su una
stella o una nebulosa scelta come bersaglio, il WF/PC
può riprendere l'immagine di una regione di cielo
leggermente spostata rispetto alla visuale del bersaglio.
Durante l'osservazione il Fine Guidance Sensors (FGS)
segue le loro rispettive stelle guida per mantenere il
telescopio fermamente puntato verso l'obiettivo giusto.
Se un astronomo desidera
essere presente durante l'osservazione, c'è un terminale
allo STScI e un altro allo STOCC dove i monitor
mostrano le immagini e altri dati durante l'osservazione.
Da questi terminali è possibile inviare soltanto alcuni
limitati comandi in tempo reale per l'acquisizione del
bersaglio o per cambiare filtri, se il programma di
osservazione lo prevede, ma non sono consentiti altri
controlli arbitrari.
I dati tecnici e
scientifici dell'HST, come pure le trasmissioni di
comandi operativi, sono inviati per mezzo del sistema
Tracking Data Relay Satellite (TDRS) e della stazione a
terra collegata ad esso a White Sands nel Nuovo Messico.
Il computer di bordo è in grado di conservare oltre 24
ore di comandi. I dati possono essere diffusi dall'HST
alla stazione a terra direttamente oppure memorizzati e
trasmessi in seguito.
Gli osservatori a terra
possono esaminare le immagini "grezze" e altri
dati in pochi minuti, per una prima, rapida analisi.
Entro 24 ore il GSFC configura i dati per consegnarli
all'STScI. L'STScI è responsabile per
l'elaborazione dei dati (calibrazione, edizione,
distribuzione e aggiornamento dei dati per la comunità
scientifica).
La competizione per
utilizzare il tempo di osservazione dell'HST è molto
forte. Su dieci proposte, soltanto una viene accettata.
Quest'unico osservatorio spaziale viene gestito come un
centro internazionale di ricerca, come una risorsa per
gli astronomi di tutto il mondo.
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