13-06-2008

Vorrei sapere cosa cambia per gli astronomi con la pubblicazione da parte della NASA dei risultati delle osservazioni del satellite WMAP, che ha raccolto la nota radiazione cosmica del fondo a microonde o CMBR. (Conferenza stampa del Marzo 2008)

(Risponde Daniele Malesani)

Il satellite WMAP (Wilkinson Microwave Anisotropy Probe - in Italiano sonda per l'anisotropia delle microonde) è stato lanciato il 30 giugno 2001. Nel gennaio 2003, il gruppo di scienziati responsabile dell'esperimento ha reso noti i risultati del primo anno di osservazioni, cui è seguito un secondo comunicato nel marzo 2006 (WMAP3) ed infine una terza serie di pubblicazioni nel marzo 2008 (WMAP5), relative a cinque anni di presa dati. È a quest'ultima che la domanda si riferisce.

Ho dato solo una scorsa veloce agli articoli scientifici di WMAP5, ma mi sento di affermare che i nuovi dati non hanno cambiato in maniera significativa quanto già si sapeva. I nuovi risultati hanno permesso prevalentemente di raffinare ed aumentare la precisione della misura di parametri già noti, senza di fatto modificare significativamente i valori conosciuti in precedenza, e senza proporre stravolgimenti nel "paradigma" correntemente accettato.

Questo non deve sembrare cosa da poco. La fisica è una scienza quantitativa, e la determinazione accurata dei parametri è una componente fondamentale del progresso scientifico. Per dimostrare la precisione raggiunta, la figura sotto mostra un grafico con una serie di dati sperimentali ricavati da WMAP5 (i punti neri con le barre verticali, che indicano l'errore) confrontati con la previsione teorica (linea rossa continua) e la sua incertezza (area grigia). Al di là del significato specifico del grafico, si vede come il modello ed i dati si accordano in maniera molto buona tra loro. Già la prima pubblicazione dei risultati di WMAP, nel 2001, aveva mostrato come l'analisi del fondo a microonde è molto efficace per studiare le proprietà dell'Universo su grande scala. In un certo senso, WMAP ha dimostrato in pieno la possibilità di fare cosmologia di precisione: mentre fino a pochi anni fa i parametri cosmologici (come la densità di materia e l'età dell'Universo) erano conosciuti solo come ordine di grandezza, oggi la precisione raggiunta è spesso al di sotto del 10% ed a volte sfiora l'1%. Con questo, non vorrei dare l'impressione che tutto sia dato per conosciuto e scontato: naturalmente la ricerca continua, e nuovi test sempre più precisi vengono continuamente effettuati - usando approcci il più possibile diversificati - per verificare e confermare il modello ritenuto valido. Ciononostante, grazie a WMAP e ad altre osservazioni astronomiche, esiste perlomeno un modello quantitativo credibile in grado di spiegare bene la maggior parte delle osservazioni disponibili.

Spettro di potenza di WMAP5

Dopo questa ampia premessa, vorrei provare a rispondere più concretamente alla domanda posta: cosa hanno imparato gli astronomi dalle osservazioni di WMAP5? Si tratta in effetti di una lunga lista, e ciascun argomento meriterebbe una trattazione a sé. Quella che segue è dunque solo una veloce carrellata.

 

Referenze e link.

Pagina web di WMAP: http://map.gsfc.nasa.gov/.
Sito della NASA con il riassunto dei risultati di WMAP5 (in inglese): http://www.nasa.gov/topics/universe/features/wmap_five.html.
Raccolta degli articoli scientifici di WMAP5 (molto tecnici, in inglese): http://lambda.gsfc.nasa.gov/product/map/dr3/map_bibliography.cfm.
Il grafico riportato sopra è tratto dal seguente articolo: G. Hinshaw et al. 2008, in pubblicazione presso The Astrophysical Journal, Supplement Series (arXiv:0803.0732).

Appendice.

Per completezza, cerco di spiegare brevemente cosa rappresenta il grafico mostrato come esempio. Tecnicamente, si chiama spettro di potenza delle fluttuazioni della radiazione cosmica: non c'è che dire, nome abbastanza spaventevole! In sostanza, la radiazione di fondo (in sigla: CMB) non è perfettamente uniforme su tutto il cielo. In alcune regioni è più intensa (o, equivalentemente, più calda), in altre è più debole (più fredda). L'intensità di queste fluttuazioni varia a seconda della scala angolare considerata; in pratica, la CMB risulta diversamente disomogenea a seconda della dimensione della regione del cielo che si considera. Per fare un esempio, si può considerare una scacchiera. Il colore (bianco o nero) rimane costante all'interno delle singole caselle (che sono dunque omogenee), ma non è uniforme se si considera l'intera scacchiera. In questo caso, la dimensione tipica delle disomogeneità è proprio la dimensione della casella, e questa è l'unica scala caratteristica delle disomogeneità. Per l'Universo la situazione è più complessa, ci sono molte scale caratteristiche, e per questo il grafico dello spettro di potenza presenta diversi picchi. Ciascun picco dello spettro di potenza rappresenta una scala (angolare) cui l'Universo è particolarmente disomogeneo. Il grafico mostra che le fluttuazioni più pronunciate hanno dimensione di circa 1 grado. Teoricamente, la posizione dei picchi dipende dai parametri cosmologici, ed è per questo che tramite lo spettro di potenza si possono determinare questi parametri.


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