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13-07-2005

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Ho trovato per caso (sito http://www.qsl.net/km5kg/marconi.htm) un articolo che mi ha sorpreso. Si afferma che scienziati americani hanno inventato la radio prima di Marconi. Sapevo della controversia con il russo Popov, ma la disputa della priorità con gli americani mi è del tutto nuova. Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione al proposito.

(Risponde Gianfranco Verbana)

 

 

Molto di ciò che si legge sui media e soprattutto in Internet deve essere verificato, confrontato, mediato; in pratica va preso con le pinze. Troppi sono gli errori, i giudizi partigiani e, purtroppo, anche le fonti autorevoli1 non sono esenti da ripetizione di errori poiché verificare costa tempo e fatica, mentre i "copia ed incolla" permettono di incrementare notevolmente il numero di articoli, riviste e libri.

Ho letto il contenuto del sito scritto da Glen Zook, noto radioamatore americano, ma emerito ignorante e pieno di pregiudizi. In occasione del centenario della radio pubblicò su diverse riviste americane una serie di articoli, zeppi di errori ed imprecisioni, per affermare che molto prima dell'invenzione di Marconi personaggi americani brevettarono sistemi di comunicazioni wireless. Questi personaggi sono:

  • Mahlon Loomis, dentista a Washington, ebbe nel 1872 l'idea di un sistema di telegrafia a distanza senza fili basato su correnti di conduzione via terra e l'alta atmosfera. Nessuno sapeva ancora nulla della teoria di Maxwell né come generare onde elettromagnetiche (O.E). Nonostante vari brevetti la cosa finì nel nulla. C'è ancor oggi negli Stati Uniti chi pensa e scrive che egli aveva inventato la radiotelegrafia.
  • Amos Emerson Dolbear di Somerville, New Jersey, ottenne il 5 ottobre 1882 il brevetto No.350,299 con il titolo "Mode of Electric Communication". Non conoscendo nulla di questo brevetto ho scritto al Prof. Bargellini che gentilmente mi ha risposto: "Ho sotto gli occhi un libro del 1903 con tutto questo chiaramente stampato. Il testo non ha senso alcuno. L'ignoranza dei funzionari dell'Ufficio americano dei Brevetti era in quei tempi pari all'immaginazione degli inventori".

Inoltre nell'articolo vi sono numerose imprecisioni tipo:

  • Il Padre di Marconi non era "a very successful businessman with extensive business ties to Great Britain" (un uomo di affari di successo con ampie relazioni di affari con la Gran Bretagna). Egli era un ricco bolognese, possidente di terreni, che da vedovo aveva sposato una signorina di buona famiglia irlandese che era venuta in Italia a studiare canto e musica.
  • Marconi non andò a Londra "with the help of his father" (con l'aiuto del padre) ma piuttosto per consiglio di sua madre dato che, come leggeremo in seguito, era convinta che in Inghilterra (la più gran potenza navale commerciale e militare del mondo) vi fossero maggiori possibilità per l'utilizzo dell'invenzione.
  • Marconi non si mise in contatto con "a number of influential British businessmen" (parecchi influenti uomini d'affari), un cugino lo presentò a William Preece, Ingegnere Capo del British Post Office che intuì che Marconi aveva qualcosa di fondalmente nuovo che sarebbe stato utilissimo per risolvere un problema che, in quei tempi, solo l'Inghilterra aveva.
  • Marconi morì nel 1937 e non nel 1943.

Per fortuna la verità storica è nota negli ambienti scientifici americani grazie al magistrale lavoro di Susskind2 che, insieme con altri articoli elencati in bibliografia, ritengo, in base ad una mia esperienza di ricerca su Marconi negli archivi dell'AEI, i più affidabili e obiettivi.

Vediamo perché solo Marconi fu il primo e riuscì nell'intento.

Per comprendere ciò che successe fotografiamo la situazione negli ultimi anni del XIX secolo.

Durante i primi sei anni dopo che Hertz3 ebbe validato la teoria di Maxwell con una serie di brillanti esperimenti pubblicati tra il 1888 e 1889, numerosi fisici si dedicarono, presso le loro università, alle onde hertziane. Tra il 1890 ed il 1897, i seguenti professori pubblicarono su autorevoli riviste scientifiche i loro lavori sperimentali (tutti effettuati in onde cortissime): Sarasin e De La Rive a Ginevra, Garbasso e Aschkinass a Berlino, Chunder Bose a Calcutta, Righi a Bologna, Lodge a Liverpool, Brainly e Ducretet a Parigi, Slaby a Charlottemburg e Popov a Pietroburgo.

Questi fisici4 utilizzarono più o meno lo schema di Hertz, con delle varianti personalizzate. Fondamentalmente come trasmettitore c'era un rocchetto di Ruhmkorff o similare; lo scaricatore dove è generata la scintilla, era collocato sul fuoco di una parabola metallica. Per rivelare le O.E. utilizzavano all'inizio particolari elettroscopi proposti da Boltzmann, successivamente i cosiddetti coherer5 di Lodge (spira risonante) e di Brainly (polvere metallica in un tubetto di vetro).

Le massime lunghezze di collegamento, diremmo oggi radio, che riuscirono ad ottenere furono dell'ordine dei 30-50 metri. Lodge raggiunse nel 1896 un centinaio di metri.

Alcuni predissero la telegrafia senza fili e affermarono che sarebbe stato necessario inventare adeguati trasmettitori, ricevitori e potenti riflettori per dirigere il fascio6.

Tra il 1892 ed il 1896 in tutto il mondo due sole persone di cui non interessava nulla delle verifiche maxwelliane, avevano le idee chiare di cosa volessero ottenere.

Essi erano intenti a realizzare un sistema di comunicazione intelligente senza fili. Queste persone erano: il giovane Marconi a Pontecchio che utilizzava l'innovativa architettura hertziana e l'anziano ing. Preece a Londra che utilizzava il vecchio principio di Faraday dell'induzione elettromagnetica.

Marconi

Marconi provando e riprovando ottimizzò ogni componente dell'apparato hertziano. Aggiunse, grazie ad un'eccellente manualità e superbe doti di sperimentatore, un registratore a nastro telegrafico e risolse brillantemente il problema di separare automaticamente le polveri del choerer. Incoraggiato dal progredire dei risultati e dal sostegno della madre, riuscì ad aumentare la distanza fra trasmettitore e ricevitore. Passò dalle decine alle centinaia di metri, poi un giorno successe qualcosa che lo portò nel 1895 a raggiungere 1000 metri in visibilità ottica e poi 2,5 Km con interposta la famosa collina.

Un giovane sconosciuto aveva contraddetto una legge fisica riportata su tutti i libri di testo. Per Marconi, le O. E. saranno forse simili alla luce, ma si propagano anche non in linea retta.

Non solo, egli nel settembre 1895 fu il primo a possedere un prodotto unico al mondo. Un ricetrasmettitore che occupava le dimensioni di un tavolino, trasportabile, alimentato da una batteria di 8 Volt che assorbiva 3 Ampere, in grado di trasmettere segnali telegrafici in una cella di circa 1,5 miglia, permettendo così il riuso dello spettro nella cella successiva. Sia Marconi che i genitori erano intenzionati a sfruttare l'invenzione. A chi poteva servire un prodotto del genere nel 1895? Quale industriale italiano o straniero poteva sfruttare economicamente un invenzione simile? In quegli anni da tutti gli uffici postali si potevano inviare telegrammi in ogni parte del mondo. Nelle città principali si stava utilizzando e sviluppando la rete telefonica. A pensarci bene, il last mile alla fine del secolo scorso era un prodotto non necessario a parte il problema inglese.

Preece

L'ing. Preece era il direttore del Post Office di Londra. Cercò di trovare una soluzione all'enorme problema che l'Inghilterra, la più grande potenza marittima navale (commerciale e militare) del pianeta, aveva a causa della nebbia. Una non indifferente quantità di merci era persa, molto spesso, lungo le scogliere inglesi durante l'entrata in porto dei mercantili alla presenza di fitta nebbia. Nonostante soluzioni di trasmissioni ottiche tra siti lungo la costa ed attrezzati battelli-fari per accompagnare le navi, le compagnie assicuratrici perdevano ingenti somme.

Secondo Preece solo una comunicazione last mile tra battello-faro ed i siti fissi lungo la costa poteva risolvere il problema. Egli era aggiornato sulle conoscenze delle O.E., frequentava gli ambienti scientifici di Lodge, sapeva delle cortissime distanze che si potevano realizzare e quindi sperimentò le correnti di induzione, con lo schema del trasformatore.

Fece stendere un filo per chilometri lungo la costa ed il filo secondario steso fra le scogliere nel mare. Egli trasmise per pochi minuti un dispaccio per quasi 2 miglia. L'impianto era criticissimo, costoso e poco affidabile. Le rotture, a causa delle intense correnti elettriche e le forti onde, erano all'ordine del giorno. Dopo tre anni di lavoro l'ing. Preece, nel 1895, non aveva un prodotto in grado di comunicare tra battello-faro e costa per l'ultimo miglio.

Solo un direttore che ha battuto la testa per risolvere un problema potrà ascoltare con forte attenzione uno sconosciuto ventiduenne nel giugno del 1896 e offrire l'uso del suo Laboratorio.

Grazie all'Ing Preece, nel luglio del 1896 Marconi eseguì a Londra il primo collegamento pubblico di un chilometro, tra il tetto delle poste a St Martin's-Le Grand e l'agenzia della Saving Bank in Queen Victoria Street.

Per permettere a Marconi di sponsorizzare e perfezionare il suo prodotto in Inghilterra, le autorità militari italiane diedero il permesso al giovane di fare il servizio militare a Londra. Considerato che egli era proprietario di una barca registrata a Livorno, fu assegnato virtualmente, come cadetto di Marina all'ambasciata d'Italia. Gli fu attribuita una trasferta di 60 lire giornaliere più vitto e alloggio anche per l'assistente.

Su invito della marina italiana nel luglio del 1897 Marconi a La Spezia fece prove di trasmissione tra una nave e la terra ferma ad una distanza di 18 km. Il re Umberto e la regina Margherita lo invitarono al Quirinale, dove egli regalò il brevetto al governo italiano.

Rientrato a Londra il 20 luglio del 1897 per fondare la Wireless Telegraphy and Signal Co Ltd, per la realizzazione di radiocostiere e facilitare il rientro delle navi in porto. Capitale iniziale 100.000 sterline. Marconi ottiene di essere il massimo azionista senza mettere un soldo. Prende azioni come compenso parziale riscuotendo in contanti 15.000 sterline.

Altro che classica fuga dei cervelli, ancor oggi Marconi è preso come esempio per i ricercatori italiani che devono emigrare. Gli stereotipi sono proprio difficili da annullare, penso che siano i peggiori copia ed incolla. Le compagnie di assicurazioni non avevano realizzato la società per amore della ricerca scientifica.

La nebbia, le scogliere il rientro ai porto di numerose navi mercantili dalle colonie Inglesi permise al wireless Last mile di trovare un utilizzo industriale nonostante la limitazione dell'area di impiego anzi,in assenza dei futuri circuiti sintonici fu un vantaggio poiché permetteva l'utilizzo di altri apparati nella cella adiacente.


Note

  1. Ecco un recente esempio, facile da verificare, di come, nell'era dell'informazione non riusciamo a dare notizie senza errori, anzi aumentiamo la confusione.
  2. Molti di voi sapranno che la stampa e la RAI, pure in un recente sceneggiato televisivo, diffusero il messaggio che il governo degli Stati Uniti ha riconosciuto Meucci inventore del telefono. La verità è molto diversa.

    L'11 Giugno del 2002 la "House of Representatives" (Camera dei Deputati) degli Stati Uniti votò a maggioranza una risoluzione (minimo valore legale) volta a "Onorare la vita e le realizzazioni dell'inventore italo-americano Antonio Meucci".

    La proposta fu presentata da Vito A. Fossella, uno dei Deputati dello Stato di New York che a sua volta, probabilmente, fu convinto dal prof. Catania che negli anni novanta ebbe l'incarico dalla SIP di effettuare ricerche su Meucci a Cuba e negli States.

    La stampa americana, i grandi giornali, non scrissero nulla a riguardo. Tutti continuano a considerare Bell l'inventore del Telefono. Prova ne sia un recente articolo comparso nei Proceedings of the Institute of Radio and Electronics Engineers (IEEE).

  3. Charles Susskind, cecoslovacco, scomparso l'anno scorso all'età di 82 anni, professore emerito di comunicazione elettriche presso l'università di Berkeley. Famoso per i suoi studi sulle microonde applicate alla biologia.
  4. Appassionato, da quando prese il Phd negli anni cinquanta, alla storia della tecnologia e alle priorità sulle invenzioni della radio. Ricercò sempre documenti originali, scrisse numerosi libri su Heinrich Rudolf Hertz, Nikola Tesla e Guglielmo Marconi. I suoi lavoro storici sia per l'obiettività che per l'approccio scientifico, non furono mai contestati dal mondo scientifico internazionale: http://www.berkeley.edu/news/media/releases/2004/06/24_susskind.shtml.

  5. Nel 1866 il fisico-matematico James Clerk Maxwell enunciò la teoria che porta il suo nome secondo la quale luce ed onde elettromagnetiche sono manifestazioni di un identico fenomeno di campi elettrici e magnetici oscillanti concatenati che si propagano con la velocità della luce nello spazio libero (allora detto etere). Questa teoria contraddicente il concetto Newtoniano dell'azione istantanea a distanza fu osteggiata da alcuni scienziati dell'epoca, ignorata da molti ed accettata da pochi.
  6. Hertz, nel 1888 fu il primo che confermò sperimentalmente la correttezza della teoria matematica maxwelliana provando che le O.E. erano soggette come la luce a fenomeni di propagazione, attenuazione, riflessione, diffrazione e rifrazione.

    A quei tempi e per decine di anni, le O.E. erano generate mediante scariche elettriche in circuiti chiusi a costanti concentrate od in circuiti aperti a costanti distribuite. Hertz che lavorava su onde decimetriche distinse fra campi di induzione e di radiazione identificandoli matematicamente giungendo a formulare la teoria dei dipoli.

  7. Essi ripeterono più o meno gli esperimenti hertziani: polarizzazione, riflessioni, rifrazioni misura velocità della luce ecc. Raffinarono le misure e gli apparati, riconfermando tra i muri dei laboratori o nei lunghi corridoi dei plessi universitari le leggi di Maxwell. Del Righi si deve riconoscere l'estrema eleganza degli esperimenti su onde centimetriche
  8. Nel 1894 era sufficientemente diffuso, anche su semplici testi di Fisica di scuole medie, sia per la solida teoria del 1874 che per le numerose conferme sperimentali, un semplice concetto che le O.E. si comportano come la luce cioè si propagano in linea retta.

  9. I ricevitori furono inizialmente dipoli o telai circolari aperti con minima distanza fra gli estremi opposti fra i quali scoccavano scintille, quando essi erano immersi in campi sufficientemente intensi. Successivamente il "coherer" permise di aumentare la sensibilità in ricezione. Il coherer lo aveva inventato il fisico svedese P.S.Munck nel 1835 e ri-inventato dall'italiano Temistocle Calzecchi-Onesti nel 1884 e dal francese Edouard Branly nel 1890. Marconi fu un altro che l'usò perfezionandolo provando e riprovando. Creando nuove leghe di polveri di metallo raggiunse un'elevata sensibilità di rivelazione delle O.E.
  10. In Germania nel 1892 H. Huber aveva chiesto allo stesso Hertz se le O.E. potessero essere usate per la telefonia. Hertz rispose negativamente affermando che il sistema non avrebbe funzionato alle basse frequenze vocali. La risposta è scientificamente corretta, ignorando però i processi di modulazione impiegati vent'anni più tardi nella radiotelefonia.

Bibliografia

G. Marconi, "I recenti progressi della Radiotelegrafia". Relazione presentata a Roma (Augusteo), 3 marzo 1914.

G. Marconi, "Scritti". Paper of Marconi. Real Accademia d'Italia 1941.

V. Gori, "Il Cinquantenario della Radio". Estratto da Ricerca Scientifica e Ricostruzione, Anno 17, N7-8, 1947, CNR Roma.

C. Susskind, "Popov and the Beginnings of Radiotelegraphy". Proceedings of the IRE. (Institute Radio Engineers), Vol. 50, N. 10, Ottobre 1962, pp. 2036-2047.

Degna Paresce Marconi, "My Father Marconi". F-Muller Limited, London, 1962.

P. Bargellini, "Radio Communications from early days to satellites". Radio Scienze, Vol. 10 Luglio 1975.

P.L. Bargellini, "Sul Centenario della Radiotelegrafia". RadioRivista, sett. 1995.

G. Verbana, "Gli esperimenti di Marconi con onde cortissime". RadioRivista, sett. 1995.


 
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