Valuta la risposta

 


Cerca in vialattea.net
 

Vuoi che ti siano segnalate le nuove risposte di chiedi all'esperto ?
Scrivi qui sotto il tuo indirizzo e-mail e invia!

Condividi    versione stampabile    

Se è vero che mai nessun telescopio terrestre potrà eguagliare le prestazioni dello Hubble Space Telescope, a causa della distorsione dell'atmosfera, perché se ne continuano a costruire di nuovi qui sulla terra e non se ne mette in orbita un altro?

(Risponde Luca Boschini)

E' vero che attualmente nessun telescopio a terra può eguagliare le prestazioni dell'HST, ma pare che in un prossimo futuro la situazione possa cambiare; inoltre, vanno presi in considerazione diversi aspetti del problema, primo tra i quali quello dei costi.
Per avere una panoramica abbastanza completa sulle prestazioni dei maggiori telescopi del mondo, bisogna tenere presente i seguenti fatti:

L'HST è piuttosto piccolo, con uno specchio di soli 2 metri e mezzo di diametro, da rapportare con gli 8 metri dei Gemini, Subaru e VLT ed i 10 metri dei Keck, dunque la sua capacità di raccolta di luce è decisamente modesta.

Il grosso vantaggio di HST è di essere fuori dall'atmosfera, la quale, con i suoi moti turbolenti, disturba le osservazioni al telescopio. Infatti, l'immagine di una stella è tanto più puntiforme quanto più è grande lo specchio del telescopio (è questo che si definisce potere risolutivo), dunque in teoria i telescopi terrestri dovrebbero essere meglio; sfortunatamente la turbolenza dell'atmosfera allarga le immagini stellari fino a 100 volte il limite teorico, il che, oltre che fare perdere in nitidezza, fa sì che la luce venga raccolta su aree più grandi dei sensori, con notevole perdita di contrasto e di magnitudine limite raggiunta.

Per contro, HST ha avuto dei costi di costruzione quasi 100 volte superiori a quelli di un telescopio a terra, per non parlare del fatto che ogni volta che si guasta bisogna mandate uno Shuttle in orbita per ripararlo, e che, mentre un telescopio a terra può essere lasciato incustodito per settimane, per HST un team di tecnici deve mantenere costantemente il contatto radio per verificarne l'assetto e le prestazioni, facendo uso di una rete globale di stazioni radio. Tutto ciò rende HST costosissimo.

Non tutte le ricerche astronomiche necessitano di prestazioni "spinte": le scoperte più sensazionali, che arrivano alla ribalta delle cronache, giungono come ovvio dai telescopi più potenti ed avanzati, ma dietro a tutto ciò la ricerca astronomica è fatta anche di studi di minore "impatto" compiuti con strumentazione a terra, persino di dimensioni ridotte.
Per farti un esempio, la presunta espansione accelerata dell'universo scoperta l'anno scorso è stata fatta scandagliando il cielo alla ricerca di supernovae molto distanti mediante telescopi di medie dimensioni ed ottenendone solo successivamente lo spettro con il Keck da 10 metri. Per non parlare di progetti di scoperta di asteroidi e comete, come lo Spacewatch o il LINEAR, che fanno uso di strumenti più piccoli di 1 metro.

Quando si progetta uno strumento di punta, esso impiegherà grandi risorse di progettazione e deve essere pertanto, nelle aspettative, molto superiore di quelli operativi al momento. Se così non fosse, non ci sarebbe l'avanzamento della scienza. Dunque, non avrebbe senso costruire un secondo Hubble solo per dimezzare i tempi di svolgimento delle ricerche che verrebbero condotte comunque con un unico esemplare; il prossimo telescopio spaziale dovrà essere molto più grande ed efficiente.
E' in effetti già in fase di studio un "Next Generation Space Telescope" che dovrà avere un diametro di 8 metri e che si pensa di immettere in orbita (o forse lanciare nello spazio) verso il 2015, ma prima è necessario superare dei problemi tecnici che al momento sembrano quasi insormontabili. Uno tra tutti è che uno specchio rigido da 8 metri non è imbarcabile su nessun lanciatore spaziale, per cui bisogna realizzare uno specchio ripiegabile che si apra da solo in orbita raggiungendo una precisione nella forma inferiore al decimillesimo di millimetro. Attualmente a questo problema sta lavorando l'americana Raytheon.

Da tutto ciò potrai capire che la decisione di costruire un altro telescopio spaziale non è una cosa che si possa affrontare facilmente, tanto più che ormai nessuna agenzia spaziale nazionale può permettersi di affrontare i costi di queste imprese e si deve sempre più ricorrere a consorzi sovranazionali, con la complicazione di mettere d'accordo un sacco di interessi di parte. Per fare un esempio, pensa che anche la scelta di costruire il VLT presso il Cerro Paranal da parte dell'ESO è stata aspramente criticata perché questa montagna cilena è piuttosto distante dalla sede storica degli altri telescopi europei a La Silla, il che ha comportato di dover duplicare tutte le strutture logistiche con crescita abnorme dei costi ed ha reso necessario cedere alcuni telescopi di La Silla ad altri stati non europei per poter rientrare nel budget.

Per finire, va detto che forse in futuro non sarà più necessario mandare i telescopi nello spazio per contrastare gli effetti nefasti dell'atmosfera. Infatti sono in fase di studio in via prototipale degli strumenti chiamati "ottiche adattative di curvatura" i quali, analizzando in tempo reale l'immagine di una stella, riescono a capire qual è l'effetto di distorsione che sta avendo in quel preciso istante l'atmosfera e possono comandare un sistema di lenti ad introdurne una uguale e contraria, ristabilendo la situazione originale.

 

Ti è piaciuta questa risposta? Ti è risultata utile?
Se si, ti invitiamo a sostenere "Chiedi all'esperto" con una piccola donazione, che servirà a coprire le spese di gestione del sito.

 

 
   © 1997-2012 - vialattea.net - Tutti i diritti riservati
Credits | Libro degli ospiti | Privacy | Area esperti