seguici su FaceBook
 
Valuta la risposta

 


Cerca in vialattea.net

Vuoi che ti siano segnalate le nuove risposte di chiedi all'esperto ?
Scrivi qui sotto il tuo indirizzo e-mail e invia!


 

Condividi    versione stampabile    

Qual'è la legge fisica che regola il moto di rotazione di un pianeta? Cioè che legame c'è tra un periodo come quello di mercurio di 59 giorni, uno come quello di venere di 243 giorni per poi scendere fino alle nostre 24 ore?

(Risponde Albino Carbognani)

Il Sistema Solare che possiamo osservare oggi è il risultato dell'evoluzione di un insieme di corpi dominati dalla forza di gravità.

In linea di principio il periodo di rotazione attorno al proprio asse di un pianeta isolato può andare da infinito (rotazione nulla) fino al valore oltre il quale il corpo si fissiona. Il periodo di rotazione non dipende da una data legge fisica ma solo dal modo in cui si sono aggregati i singoli corpi (planetesimi) che formano il pianeta finale.

All'inizio della storia del Sistema Solare ogni pianeta avrà avuto il proprio periodo di rotazione determinato dalle condizioni iniziali che restano incognite. Con il passare del tempo però i periodi di rotazione possono cambiare a causa dell'interazione di marea con il Sole o con i satelliti di cui un pianeta può essere dotato.

L'interazione di marea con il Sole è dovuta all'azione della forza di gravità solare su corpi non perfettamente sferici ma deformati dalla stessa forza di gravità solare, come sono appunto i pianeti. L'interazione mareale porta alle risonanze spin-orbita: cioè il rapporto fra periodo di rotazione (Trot) e di rivoluzione (Triv) di un pianeta è esprimibile con una frazione di numeri interi piccoli.

Ad esempio, nel caso di Mercurio l'interazione di marea con il Sole ha fatto sì che Triv/Trot=3/2=1.5, ogni due rivoluzioni attorno al Sole Mercurio compie tre rotazioni attorno al proprio asse. Per Venere non esistono risonanze particolari e la rotazione è retrograda, cioè avviene in senso opposto a quello della rivoluzione attorno al Sole. Il lungo periodo di rotazione può essere attribuito all'effetto di marea del Sole ma è probabile che sia in parte ereditato dalle condizioni iniziali con cui è nato il pianeta. Venere è un problema aperto.

Il periodo di rotazione terrestre è sicuramente stato allungato dalla presenza della Luna, nel passato era più breve. Nel futuro l'interazione mareale fra la Terra e la Luna porterà all'uguaglianza fra il periodo di rotazione terrestre (che sarà di 55 giorni attuali) e quello di rivoluzione lunare e la Luna sarà visibile da un solo emisfero terrestre. I pianeti giganti Giove, Saturno, Urano e Nettuno hanno masse molto maggiori di quella terrestre e la loro distanza dal Sole è tale che i periodi osservati oggi sono probabilmente quelli dovuti alle condizioni iniziali. Questo vale solo se i pianeti hanno sempre avuto le dimensioni attuali. Se durante le prime fasi di vita del Sistema Solare avevano un raggio maggiore (come sembra logico aspettarsi da un pianeta in formazione) la marea solare avrebbe potuto renderli corotanti e in questo caso il proto-pianeta avrebbe volto al Sole sempre la stessa faccia. Con la successiva contrazione del pianeta il periodo di rotazione sarebbe aumentato fino ai valori attuali.

 

Ti è piaciuta questa risposta? Ti è risultata utile?
Se si, ti invitiamo a sostenere "Chiedi all'esperto" con una piccola donazione, che servirà a coprire le spese di gestione del sito e le attività degli esperti.

 

 
   © 1997-2014 - vialattea.net - Tutti i diritti riservati
Credits | Libro degli ospiti | Privacy | Area esperti