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10-10-2001

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Che cosa si intende per "Ambiente di sviluppo integrato"?

(Risponde Valerio Cecere)

Quando si parla di ambiente di sviluppo integrato si intende un programma con una interfaccia utente, più o meno evoluta, che permetta di lanciare i vari strumenti necessari allo sviluppo del software.
Supponiamo di voler realizzare un programma che apra una finestra in cui vengano visualizzate delle informazioni, e che permetta la loro manipolazione in un modo qualsiasi.
Inizieremo con la definizione della finestra, disegnandola con un programma che ci permetta di scegliere e posizionare i controlli grafici che ci servono e di impostarne le proprietà. Finito questo lavoro inizieremo a scrivere il codice di gestione degli eventi generati dall'interfaccia e le funzioni che vogliamo siano svolte. Per fare questo ci servirà un editor di testo.
A questo punto abbiamo l'interfaccia e il codice, ma ancora non possiamo dire di avere il programma eseguibile. In compenso abbiamo un file con la descrizione dell'interfaccia (la finestra con tutto il suo contenuto), e un certo numero di file con il codice sorgente, che descrive le operazioni che devono essere eseguite.
In entrambi queste categorie di file abbiamo solo delle descrizioni in linguaggi diversi di quello che sarà l'applicazione finale, per cui dovremo usare altri programmi chiamati compilatori che traducono queste descrizioni in un altro linguaggio più facilmente gestibile e compatto.
Dopo aver usato questi compilatori avremo altri file che infine dovremo collegare tra di loro generando finalmente il nostro tanto sospirato file eseguibile, per fare ció dovremo lanciare un linker.
Il processo appena descritto è quello normalmente usato nella produzione di software in C/C++, e i primi programmatori lavoravano più o meno in questo modo, e la descrizione appena fatta è abbastanza rosea, perché in effetti ho supposto l'esistenza di un editor delle finestre, che dal disegno genera il file con la descrizione, ma in sua assenza bisognava scriverla a mano.
Ben presto si comprese la necessità di avere un sistema per l'esecuzione di tutti questi compiti in modo semplice e veloce, un primo passo fu quello di realizzare un unico programma che potesse eseguire generiche operazioni descritte in un linguaggio molto semplice, in questo modo non si doveva più lanciare n programmi, ma bastava dire a quest'ultimo cosa si voleva e lui si occupava dei dettagli e delle sequenze di operazioni necessarie. Questo programma è MAKE, che però obbligava a scrivere a mano un'ulteriore file per dirgli cosa doveva fare e quando.
Ai giorni nostri la situazione è notevolemente migliorata, e disponiamo di programmi che ci permettono, con una discreta semplicità e in tempi rapidi, la creazione di file simili a quelli necessari a MAKE, ma senza doverli scrivere a mano, inoltre non dobbiamo lanciare diversi editor, perché questi IDE(Integrated Development Enviroment), possono contenere diverse finestre, ognuna per un compito diverso, quindi ne avremo una con l'editor delle risorse, un'altra per scrivere il codice, ecc..
Una volta terminato il lavoro possiamo con la semplice pressione di un tasto generare l'eseguibile, e lui si occuperà di controllare i file che abbiamo modificato, per ricompilare solo quelli e alla fine effettuerà il link e se vogliamo può lanciare direttamente l'eseguibile che ha generato.
Oltre a questo i moderni IDE ci assistono dicendoci quali opzioni possiamo usare per i vari processi di compilazione o link, e quando vogliamo creare un nuovo progetto ci offrono diversi modelli tra cui scegliere alleggerendoci da alcuni compiti.
Per non parlare delle facilitazione nella scrittura del codice, offrendoci degli editor di testo avanzatissimi che comprendono le parti di codice che scriviamo e ci colorano il testo per evidenziare il significato di quello che abbiamo scritto.
Addirittura ci suggeriscono le istruzioni che vogliamo scrivere, se per esempio vogliamo scrivere printf, ma abbiamo scritto solo pri, l'editor ci suggerisce tutte le istruzioni che iniziano con pri.

Inoltre sono fondamentali i debugger sempre integrati nello stesso programma o ambiente di sviluppo, che ci permettono di analizzare nei minimi dettagli il funzionamento della nostra applicazione per individuare gli eventuali errori.
E infine le documentazioni sono un'altro importantissimo aiuto, infatti possiamo richiedere all'IDE la documentazione su una particolare funzione del sistema operativo o di una libreria che stiamo usando e lui ci aprirá una finestra con la descrizione nei minimi dettagli di come e quando può essere chiamata, e dei parametri che accetta.
Grazie a questi IDE il lavoro di sviluppo è diventato molto più produttivo e semplice, e per chi è stato costretto a lavorare senza (e io sono uno di quelli), rappresentano una vera benedizione. I giovani sviluppatori spesso non si rendono conto che lavorano con strumenti molto avanzati sottovalutandone le funzionalità.

Riassumendo possiamo dire che gli IDE sono essenzialmente dei centri di controllo, per avere una visione di insieme di tutte le parti del progetto, ed eseguire tutti i compiti necessari, dal suo sviluppo al test e debug, fino ad arrivare al rilascio finale dell'applicazione.

 

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