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24-04-2003

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Cosa si intende per sistemi analogici e digitali?

(Risponde Luca Fini)

I termini "analogico" e "digitale" vengono utilizzati per distinguere due grandi famiglie di circuiti elettronici.

I circuiti di tipo analogico sono quelli che trattano segnali che variano con continuità e che devono essere riprodotti con la maggior accuratezza possibile. Ad esempio un amplificatore vocale è un tipico apparecchio completamente analogico all'interno del quale il segnale prodotto dal microfono viene elaborato ed amplificato ma non deve essere modificato nelle sue componenti essenziali per garantire la "fedeltà" di riproduzione.

I circuiti di tipo digitale (dalla parola inglese "digit" traducibile con cifra o numero, e che vengono quindi anche detti "numerici") trattano invece segnali che possono avere solo due stati, solitamente indicati dai valori numerici 0 ed 1, che all'interno dei circuiti corrispondono a due valori fra loro ben distinguibili di segnale: ad esempio lo 0 può corrispondere ad una tensione fra 0 e 0.2 volt, mentre il valore 1 ad una tensione fra 4,5 e 5 volt. Un elemento che può assumere due soli stati rappresenta un "bit" di informazione. Gran parte dei componenti di un comune personal computer sono realizzati con circuiteria di tipo digitale.

Nella realtà molte degli apparecchi elettronici di uso corrente adottano tecnologie miste, in parte analogiche ed in parte digitali. Consideriamo ad esempio un riproduttore di Compact Disk. Il segnale che rappresenta il brano registrato è memorizzato in forma tipicamente digitale: una successione di microscopiche aree che possono essere opache o riflettenti, ogni area corrisponde ad un valore 0 o 1 a seconda che sia opaca o riflettente. La successione dei valori 0/1 costituisce una rappresentazione digitale del segnale acustico, e la prima parte del circuito di riproduzione utilizza dunque tecniche di tipo digitale.

Per poter riprodurre il suono originale la sequenza di bit deve essere innanzitutto trasformata in un segnale analogico e questo passo viene effettuato da un particolare circuito detto "convertitore digitale/analogico" che ha lo scopo di tradurre la sequenza di bit in un segnale elettrico che sia "analogo" al segnale acustico originalmente prodotto dagli strumenti che eseguivano il brano in fase di registrazione. Il segnale analogico può essere poi amplificato (da un circuito analogico, ovviamente) ed inviato agli altoparlanti per la riproduzione acustica.

Per contrasto consideriamo un sistema di registrazione e riproduzione completamente analogico: un registratore magnetico. In questo caso il nastro magnetico della cassetta "memorizza" il segnale acustico sotto forma di variazioni dell'intensità di magnetizzazione, ovvero l'intensità di magnetizzazione lungo il nastro magnetico è proporzionale al segnale acustico originale. In questo senso l'andamento della magnetizzazione è "analogo" all'andamento del segnale acustico. Il riproduttore non fa altro che ritrasformare la variazione di campo magnetico "letta" sul nastro in una "analoga" variazione di un segnale elettrico che poi viene amplificato e riprodotto sotto forma di segnale acustico.

 

 

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