Meridiana del Duomo di Milano

A cura di
Bruna Castoldi  ITAS “Natta” Milano
Andrea Filippi ITAS “Natta” Milano
Marco Filippi Liceo Classico “Carducci” Milano

La Meridiana del Duomo di Milano fu costruita nel 1786.
Il 12  maggio di quell’anno il Regio Imperiale Supremo Consiglio di Governo, con un documento firmato da Cesare Beccaria, chiese agli astronomi dell’Osservatorio di Brera di dotare il Duomo di Milano di una meridiana. Gli astronomi abati Giovanni Angelo De Cesaris e Guido Francesco Reggio si occuparono della realizzazione e portarono a termine i lavori  nel mese di ottobre.
Alla fine dello stesso anno un’ordinanza introdusse un nuovo sistema per misurare il tempo, il ‘metodo degli orologi alla francese’: il giorno doveva essere diviso in due parti di 12 ore ciascuna, il mezzodì corrispondeva al passaggio del sole sul meridiano locale.
Fu lo stesso De Cesaris a descrivere nei minimi dettagli il progetto in una nota pubblicata sulla rivista ‘Effemeridi di Milano’.
La meridiana venne posizionata nella prima campata del Duomo per permettere un facile accesso dei cittadini allo strumento senza disturbare le funzioni religiose; inoltre da un tavolato sopra la volta era possibile vedere simultaneamente la meridiana e la specola dell’Osservatorio di Brera, cosa che facilitava il trasferimento delle misure.
Il foro gnomonico venne ricavato nella volta della prima navata meridionale ma si verificò un inconveniente: la larghezza della chiesa non era sufficiente a contenere tutta la linea meridiana. Non fu possibile praticare un foro più in basso a causa dello spessore del rivestimento marmoreo; così si decise che la linea meridiana avrebbe dovuto risalire per un tratto sulla parete settentrionale, per permettere la lettura anche nei mesi invernali.
Per la determinazione del punto verticale si utilizzò un filo a piombo; sul pavimento venne posato un cubo di marmo incavato per contenere dell’acqua al fine di smorzare le oscillazioni del pendolo. La misura venne eseguita accuratamente tenendo conto dell’equilibrio di un pendolo immerso in un liquido e dell’allungamento elastico del filo.
Per tracciare la linea meridiana si sarebbe potuto utilizzare il metodo dell’asse di archi di circonferenze concentriche. Invece ci si basò sulle misure della Specola di Brera che potevano determinare il mezzogiorno con una incertezza inferiore al quarto di secondo, la trasmissione del segnale da Brera al Duomo aggiungeva un’incertezza di un terzo di grado e la determinazione dell’immagine del disco solare un altro mezzo grado. Si scelse questo secondo metodo e non il primo, che poteva risultare più preciso, perché la precisione di uno o due secondi era giudicata sufficiente per gli scopi della meridiana.
Il passaggio del sole al meridiano veniva comunicato da un addetto ad un altro che stava sulla torre del Palazzo della Ragione, distante qualche centinaio di metri ma a vista e, da lì ad un artigliere pronto a far partire un colpo di cannone dalla Torre del Filarete del Castello Sforzesco.

Nel 1827 il rifacimento del pavimento rese necessari lavori di ripristino della meridiana seguiti dallo stesso De Cesaris.
Nel 1923 si realizzarono altri lavori per modificare sul  tetto coperture e decorazioni che avevano reso inutilizzabile la meridiana.

Nel 1976 la Meridiana è stata oggetto di una serie completa e molto accurata di misurazioni e verifiche sperimentali ad opera degli ingegneri Carlo Ferrari da Passano, Carlo Monti, Luigi Mussio. Da tali misure si possono ricavare tutti i dati necessari per utilizzare la Meridiana.

 

Bibliografia – sitografia

 

Presentazione di Carlo Monti
La Meridiana del Duomo di Milano: verifica e ripristino del 1976
Scienza in duomo Conferenze Gerbertiane 2006

Giorgio Mesturini
Viaggio Attraverso Le Meridiane Italiane a  Camera Oscura.
XI Seminario Nazionale di Gnomonica Verbania-Intra marzo 2002

Enrico Del Favero
Nota sull’equinozio di primavera nell’anno 2005
Commissione Divulgazione Astronomia U.A.I.

Guido Dresti  Rosario Moselli
Orologi solari portatili tra storia, scienza e artigianato Parte I
Oscellana anno XXXV n.2 aprile-giugno 2005

Martine Janvier
Notizie sul tempo senza perdere tempo
×la tangente n.1 gennaio 2007

http://www.gnomonicaitaliana .it

 


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