| . | |||||||||||||||||||||||
|
COSA E', E COME E' FATTO UN TIPICO QUADRANTE SOLARE1.0 Introduzione
con queste frasi inizia la minuziosa descrizione, di un noto testo di divulgazione astronomica, redatto nel 1911 da parte del Dott. G. Naccari Professore di Astronomia del Regio Istituto di Marina Mercantile di Venezia, di quegli strumenti di misurazione astronomica del tempo, oggi comunemente riconosciuti col nome di Quadranti Solari o piu' impropriamente Meridiane.
2.0 Principi alla base della GnomonicaI quadranti solari hanno costituito sin da epoche
remote e per quasi tutto il 1700, il principale strumento per la determinazione del tempo
per usi civili; attualmente sono ottimi strumenti didattici e semplici strumenti per la
misurazione e l'osservazione diretta del moto diurno del Sole. 2.1 QuadranteSullo schermo sono opportunamente tracciate delle
linee che marcano il cammino giornaliero (linee orarie) e quello
stagionale (linee di declinazione) dell'ombra dello gnomone. Le modalita'
di tracciamento di tali linee dipendono dalla configurazione del quadrante solare, che
spesso viene scelta in relazione al manufatto che verra' usato come appoggio. 2.2 StiloLo gnomone, oltre che da un'asta, puo' anche essere
sostituito da un piccolo foro realizzato su uno schermo in posizione elevata, o da un foro
in una parete (cosi avviene per le meridiane realizzate all'interno degli edifici o di
famose cattedrali). In tal caso si parla di foro gnomonico, ed č una
macchia luminosa a segnare il cammino del Sole. 1- Gnomone PERPENDICOLAREcioe' del tipo ad asta perpendicolare alla
superficie del quadrante, nel qual caso l'estremita' (che segna il tempo), o gnomone, si
dice anche punto stella, e la distanza dal piano del quadrante (o base
dell'asta detto punto substilare), e' detta Altezza Gnomonica che
e' appunto l' elemento principale per la progettazione dei un quadrante solare.
Si osserva, data l'inquadratura, il tipico gnomone ad asta perpendicolare alla superficie. Talvolta lo stilo puo' essere sormontato da un disco forato, ed in tal caso l'elemento che segnera' il tempo sara' semplicemente il raggio di luce che lo attraversa. In ultimo non sono pero' rari i quadranti di grandi dimensioni, in cui lo gnomone e' in un foro di una parete di un edificio (Vedi la meridiana Filare del Duomo di Milano) oppure costituita da un semplice disco posto sotto un porticato (Vedi Meridiana del Palazzo della Ragione di Bergamo).
2 - Gnomone PARALLELOo classico, cioe' con gnomone posto inclinato sul piano del quadrante e parallelo all'asse terrestre diretto verso il polo nord (nel nostro emisfero). Questo gnomone, inclinato rispetto al piano dell'orizzonte di un'angolo pari alla latitudine del luogo, segna l'ora con tutta la sua ombra (che coincidera' volta per volta con ciascuna retta oraria), per cui nell'arco della giornata la sua ombra si muove descrivendo una raggiera imperniata nel punto radiante. Sara' invece ancora l'estremita' dell'ombra ad indicare gli altri punti caratteristici sul quadrante. Uno stilo di tal fatta, avra' il suo piede nel cosiddetto punto radiante, cioe' la dove si dipartono tutte le rette orarie della meridiana; l'estremo, detto sempre punto stella, definira' ancora, con il punto che si ottiene conducendo dal punto stella una retta ideale perpendicolare al piano, l'Altezza Gnomonica, anche in questo caso paramentro indispensabile per progettare il nostro orologio solare.
Anche qui si osserva lo gnomone, in questo caso orientato come l'asse polare terrestre. 2.3 Linee OrarieEssenziali in un Quadrante solare sono le rette (o linee) orarie, che indicano il trascorrere del tempo durante la giornata in base alla posizione del Sole e permettono un preciso frazionamento della giornata. Il loro tracciamento e' estremamente semplice, analizziamo per semplicita' una parete verticale, essendo infatti rette, sono sufficienti 2 punti per individuarle; il primo, e' il punto radiante (dove ha origine lo stilo classico mentre il secondo e il punto piu' lontano raggiungibile dall'ombra ed in particolare per il nostro emisfero quello corrispondente al solstizio estivo cioe' il 21 Giugno, mentre per l'emisfero australe il solstizio invernale cioe' il 21 Dicembre circa.
I problemi si riscontrano in prossimita' dell'equatore, dove il punto radiante tende ad infinito, in questi luoghi qundi il metodo sino ad ora utilizzato viene meno, sara necessario infatti trovare un secondo punto per tracciare la retta e precisamente sostituire il punto radiante con quel punto in cui il sole proietta l'ombra piu' corta per quella determinata ora e precisamente per il nostro emisfero, quello corrispondente al solstizio invernale (21 Dicembre) e per quello australe il solstizio estivo (21 Giugno). Questo procedimento si puo' applicare sempre in particolare quando si desidera delimitare il quadrante solare fra quelle linee (solstizi) oltre il quale non uscira' l'ombra dello gnomone. Succede che quando ci troviamo esattamente sull'equatore lo stilo diventa perfettamente parallelo al nostro piano, in questo caso pero' la costruzione dell'orologio cambia ed anzi l' orologio stesso assume anche un nome particolare, viene infatti detto POLARE. 2.4 Curve DiurneL' ombra della punta dello gnomone, qualsiasi esso sia, descrive ogni giorno una linea, detta curva diurna, facente parte di una famiglia limitata da due curve estreme, corrispondenti ai giorni in cui il Sole raggiunge la massima e la minima altezza sull' orizzonte e cioe' ai due solstizi. Ogni curva risulta come sezione di un cono avente per vertice la punta dello stilo e come generatrice la retta passante per quest' ultima e per il Sole, con il piano del quadrante solare: essa sara' quindi una conica, ed il tipo di conica sara' determinato dall'angolo che questo piano forma con l' asse della conica. L' equazione che descrive quindi opportunamente queste curve e' una quadrica che, a seconda della posizione del Sole e dello stesso quadrante, potra' ridursi a un cerchio, un'ellisse, una parabola un iperbole o infine anche ad una retta. Particolari sono i quadranti costruiti al polo, o comunque tali che lo stilo classico sia esattamente coincidente con l'altezza gnomonica e quindi perpendicolare alla superficie del quadro, in questo caso le nostre curve diurne infatti si richiudono su se stesse in cerchi concentrici. Le curve diurne di particolare interesse e quelle normalmente tracciate sono principalmente quelle equinoziali e solstiziali e quindi talvolta quelle relative al cambiamento di segno zodiacale che indicano il percorso diurno del Sole nei giorni in cui lo stesso, nel suo movimento apparente sulla sfera celeste, transita da una costellazione zodiacale all'altra.
2.5 LemniscateLa lemniscata del tempo e' una curva a forma di otto che, sovrapposta ad ogni retta oraria di un quadrante solare, consente di leggere il tempo medio,cioč quello indicato dall'orologio, anziche' il tempo solare vero locale. Questo e' dovuto essenzialmente alle diverse velocita' di percorrenza dell'orbita terrestre durante le stagioni; che implica una piccola variazione del tempo di rotazione della Terra attorno al proprio asse e quindi una variazione della lunghezza della giornata non come durata del periodo di illuminazione ma come intervalli di tempo fra due successivi passaggi del Sole al meridiano. La lemniscata e' la rappresentazione grafica dell'equazione del tempo che non e' altro che la differenza fra il tempo vero (quello segnato dalla meridiana) ed il tempo medio; mediante l'introduzione dell'equazione del tempo e' possibile cosi correggere l'indicazione dei quadranti solari per poterne desumere il tempo solare medio.
3.0 Misura del Tempo di una MeridianaIl Sole nel suo moto apparente nel cielo descrive un
arco durante il suo corso diurno: quando passa per il suo punto piu' alto si dice che
Culmina, o che e' sul Meridiano Locale (arco di circonferenza che passa per i poli e la
verticale del luogo). Questo punto divide il percorso diurno del sole in 2 parti
perfettamente uguali ed e' posizionato in direzione Sud. Il Sole non si trova quasi mai in
questo punto alle ore 12 del Tempo Civile, quello degli orologi, per 2 motivi
fondamentali: il primo e' che il Tempo Civile e' regolato con il fuso del Tempo Medio
dell'Europa Centrale, esteso a tutti i territori di uno stato ed ignora la Longitudine del
luogo. Il secondo motivo e' dovuto all'eccentricita' dell'orbita terrestre che provoca
variazioni della velocita' orbitale della terra e quindi anticipa e ritarda il passaggio
del sole sul meridiano durante l'anno. 3.1 Suddivisione delle Ore Misurate dal QuadranteI Quadranti moderni, spesso solo allegorici, tendono a contare il tempo e a suddividere il giorno in parti uguali come gli orologi da polso, dividendo la giornata in 24 ore a partire dalla mezzanotte; un siffato tipo di suddivisione del giorno prende il nome di ORE ALLA FRANCESE, perche'da loro introdotta, oppure ORE EUROPEE o MODERNE.
Le ore chiamate ORE TEMPORALI o ANTICHE, si possono far risalire agli antichi Babilonesi ma si utilizzarono in Europa sino al tardo medioevo. Esse consistevano nel suddividere l' arco diurno in dodici ore e quello notturno in altre 12. Tali ore ovviamente per la diversa durata di giorno e notte durante l'anno erano di durata disuguale; le ore diurne, chiaramente quelle che interessano un quadrante solare, raggiungeranno la massima durata attorno al solstizio estivo (nel nostro emisfero), e la minima attorno a quello invernale (nel nostro emisfero), per le ore notturne ovviamente varra' il contrario. Nel basso medioevo, con il diffondersi degli orologi meccanici pubblici che suddividevano la giornata in 24 ore uguali, ebbero un buon sviluppo, soprattutto nel nostro paese, le ORE ITALICHE o ALL' ITALIANA dette anche UGUALI o EQUINOZIALI perche' nei giorni degli equinozi, essendo arco diurno e notturno uguali, Ore Temporarie ed Ore Uguali hanno la stessa durata. Il computo di queste ore avveniva a partire dal tramonto del Sole.
Una successiva loro estensione e modifica fu data con l'introduzione delle ORE ALLA BABILONESE o BABILONESI, che anch'esse dividevano la giornata in 24 ore ma a partire dal Sorgere del Sole.
Nella Bassa Latinita', infine si soleva utilizzare soltanto 5 ore suddividendo il tempo diurno in quattro parti chiamando queste ore ORE CANONICHE, in quanto dovevano indicare alla popolazione i momenti di preghiera rituale; queste 5 ore erano: L' ORA PRIMA (al levar del sole, Mattutino), la TERZA, la SESTA (mezzogiorno), la NONA, la DODICESIMA (Vespro, al tramonto). OrizzonteMolte meridiane (soprattutto verticali) presentano una linea che le taglia orizzontalmente ed integralmente. Tale linea denominata dell'Orizzonte, o delle Aurore, divide appunto il quadrante in due parti, quella che non riceve mai il sole perche' virtualmente sotto l'orizzonte terrestre e quindi non raggiungibile mai dai raggi solari perche' il sole non sara' sorto o sara' gia' tramontato, ma aggiunta per completezza d'insieme, e quella parte che effettivamente funzionera' perche' illuminata dal sole (edifici limitrofi e alberi permettendono!).
. |
||||||||||||||||||||||
![]() Inizio Pagina |
QUADRANTI
SOLARI ================================= Quadranti Solari HP | Introduzione | La Gnomonica | Bergamo e Provincia | Realizzazioni e Restauri | Software | Materiale Utile e Links | Bonata Diego Home Page | |